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Belluno
03 maggio | 17:35

Stop del centrodestra alla trascrizione dei figli delle coppie omogenitoriali. Le opposizioni: "Tornati al 1945: le leggi non riflettono più la società''

Lunga discussione in Consiglio comunale a Belluno per la trascrizione dei figli delle coppie omogenitoriali. Dalla maternità surrogata all'egoismo individuali, bocciate la mozione e l'interrogazione delle minoranze, la Giunta De Pellegrin è tombale: "Questa amministrazione non può che prendere atto delle leggi di Roma"

di Michele Lussu

BELLUNO. Le coppie omogenitoriali con figli non potranno effettuare la trascrizione anagrafica di entrambi i genitori a Belluno. E' quanto è stato deciso nel consiglio comunale del 2 maggio, dove a fronte di una mozione e di una interrogazione presentata dai gruppi di minoranza, il Comune ha risposto in maniera netta, rifiutando la possibilità di opporsi alle linee dettate da Roma con circolare inviata ai prefetti. E' tombale il sindaco Oscar De Pellegrin sul tema “Per tutti gli atti e le sentenze citate oggi, questa amministrazione non può che prendere atto dell’impossibilità di procedere a queste trascrizioni” (Qui la seduta).

 

La discussione si è svolta su di una mozione presentata dai consiglieri Samaria, Vignato, Costa, Candeago, Nicolini, Bavasso e Olivotto e frutto dell’iniziativa “Caro sindaco, trascrivi” lanciata da +Europa e Radicali Italiani. Con questo atto si chiedeva al sindaco di trascrivere entrambi i nomi dei genitori nelle trascrizioni anagrafiche dei figli di coppie omogenitoriali e di sollecitare il parlamento perché colmi il vuoto normativo e di tutela attualmente presente.

 

La discussione in consiglio ha oscillato dalle considerazioni politiche a quelle più strettamente giuridiche. La consigliera Valentina Dalla Cort (FdI) ha risposto alla presentazione della mozione sostenendo la linea del rispetto della legalità. Esiste una sentenza della Corte di cassazione del dicembre 2022 che non riconosce la possibilità di trascrivere l’atto di nascita fatto all’estero di minore nato all’estero da maternità surrogata per contrarietà all’ordine pubblico internazionale.

 

Da questa sentenza deriva poi la circolare ministeriale che richiede ai prefetti di dare indicazioni in materia ai sindaci successivi atti dei procurati volti alla cancellazione delle trascrizioni già effettuate. Per la consigliera “Non esiste una negazione dei diritti dei bambini perché in Italia tutti i bambini hanno gli stessi diritti e le coppie omosessuali o eterosessuali tornate in Italia possono ricorrere all’adozione per il genitore - d’intenzione - mentre è presente un genitore biologico riconosciuto”. Conclude poi richiamando all’articolo 54 della Costituzione e al dovere per tutti i cittadini e chi occupa ruoli pubblici di osservare le leggi della Repubblica. La consigliera Mella (Noi con Oscar) entra più nel politico attaccando la maternità surrogata definita “Metodo di produzione di altri soggetti frutto di egoismi individuali” e richiamando di nuovo alla possibilità di procedere all’adozione per i genitori d’intenzione.

 

Profondamente critica su queste posizioni è stata la consigliera di minoranza Claudia Bettiol (Partito Democratico): “Non è corretto fare una gran confusione adducendo discorsi e concetti su questioni etiche. La trascrizione non c’entra nulla con la maternità surrogata che è l’unico tema che viene addotto per essere contrari. Se per esempio parliamo di due donne all’origine non c’è la maternità surrogata, ma la fecondazione eterologa che in Italia è ammessa. La sentenza della Cassazione è arrivata perché esiste un vuoto legislativo e questo vuoto è il tema di cui oggi si sta parlando”. Continua la consigliera sottolineando come non tutte le leggi siano giuste richiamando alla recente Festa della Liberazione per ricordare come ci sono stati uomini e donne che hanno combattuto per abbattere leggi ingiuste, anche a costo della loro vita.

 

Su questo si accoda anche il consigliere Jacopo Massaro (In Movimento) ricordando come fino al 1945 alle donne non fosse concesso il diritto di voto per legge. “Oggi siamo in una situazione come quella già vissuta in passato. Come nel 1945 le leggi non riflettevano più il sentire comune che voleva la donna esclusa dal voto, allo stesso modo oggi siamo arrivati in una fase dove si deve prendere atto che ci sono dei vuoti normativi e si deve fare i conti con il sentimento complessivo della popolazione. L’evoluzione culturale, presente anche in altri paesi del mondo, ci dice che dobbiamo prendere dei provvedimenti e questo deve avvenire anche nel nostro piccolo”.

 

Massaro, mostrandosi pienamente favorevole alla mozione, ha inoltre auspicato che il Comune resista in giudizio contro la richiesta di cancellazione di una trascrizione fatta ai tempi in cui era sindaco ed ora impugnata dalla procura. Sul tema dell’adozione, inoltre, sia la consigliera Bettiol che la consigliera Ilenia Bavasso (Insieme per Belluno bene comune) sottolineano i maggiori oneri che insorgono in capo ai genitori c.d. d’intenzione, sia in termini di costi economici che di tempo. "Per l’adozione - continua - serve l’assenso del genitore biologico e su questo invito a leggersi cosa ha detto la Corte costituzionale sul caso di una madre la cui ex compagna impediva di vedere i figli". E conclude: "Auspico che il sindaco voglia tutelare gli interessi superiori del minore”.

 

Invece Giangiacomo Nicolini (Belluno D+) ha richiamato alla visione che del mondo hanno i suoi figli per sottolineare come la società stia ormai mutando e che ciò che avviene nelle aule di discussione spesso non è in linea con il sentimento della gente. “Se in quest’aula ci fossero solo ragazzi dai 17 ai 21 anni non ci sarebbe neanche discussione, sarebbero tutti favorevoli a questa proposta”.

 

Il sindaco non ne fa una questione politica, ma di semplice rispetto della legalità: “Non c’è nessuno che abbia ragione o torto. La linea che è stata posta in questo caso, il rispetto della legge, non è negare un diritto a nessuno. Noi siamo per rimanere nella legalità e nel rispetto della legge. Io rispetto la sensibilità di Massaro che decise di trascrivere un atto che è ora oggetto di ricorso per cancellazione, vi prego di rispettare la sensibilità di tutti”.

 

Sulla legalità torna poi il consigliere di minoranza Rasera Berna (Insieme per Belluno): “Quello che mi preoccupa è il rispetto della legalità perché non si capisce che legalità venga rispettata. La sentenza citata è stata emessa per una situazione particolare e specifica che è la delibazione di una sentenza straniera. Nulla dice la sentenza su tutti gli altri casi in cui la trascrizione può esserci e in Italia non sono i giudici a fare le leggi”. Dalla maggioranza a rispondere al momento delle dichiarazioni di voto è il consigliere Farina (FdI). “Se ci sono delle circolari ministeriali indirizzate ai prefetti dove si chiarisce che non si possono effettuare le trascrizioni, perché dobbiamo andare contro questi atti? “e conclude: “E’ giusto parlarne e confrontarsi, ma lasciamo che questo dibattito sia politico e si svolga in Parlamento”.

 

La sensazione finale espressa dal primo firmatario Samaria è quella dell’occasione persa. “Si è persa una opportunità perché questa mozione riguarda non la maternità surrogata, ma bambini nati in luoghi dove avevano diritto ad entrambi i genitori e che però per il solo fatto di essere italiani si vedono negata questa possibilità”. Con 18 voti contrari su 30, la maggioranza ha respinto infine la mozione privilegiando il rispetto della legalità nella forma delle circolari ministeriali e si è concentrata sui metodi con cui queste coppie accedono alla genitorialità. Nel mezzo restano i minori che per una esplicita scelta a non agire da parte del Legislatore si vedono riconosciuto dalla nascita un solo genitore invece che entrambi, con tutte le conseguenze che ne discendono.

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