“La frattura del terzo polo? Non voglio cercare colpevoli”. Raffaelli (Azione): “Ma a livello locale il nostro progetto funziona: in Trentino siamo intorno al 6%”
Elezioni europee, Azione si è fermato al 3,34% e non è riuscito a superare la soglia di sbarramento; ma in Trentino Alto Adige i numeri sono più incoraggianti (5,66%). Mario Raffaelli: "Si va avanti con la prospettiva di costruire insieme una realtà importante per le amministrative del prossimo anno"

TRENTO. Il flop del terzo polo alle elezioni europee è sotto gli occhi di tutti: anche Azione con il suo 3,34% non è riuscita a superare la soglia di sbarramento del 4% e quindi non porterà suoi diretti rappresentanti al parlamento europeo.
Mario Raffaelli, candidato con "Azione Siamo Europei" nella circoscrizione Nord-Est, quali sono i suoi pensieri del “giorno dopo”?
“Occorre prima di tutto fare una distinzione tra il risultato a livello nazionale e quello invece in Trentino Alto Adige, perché le differenze sono nette: se in Italia Azione non arriva al 4% e questo chiaramente è un risultato che non ci soddisfa, qui invece a livello regionale ha sfiorato il 6%, lo stesso dato che si registra anche nel comune di Trento. Insomma, da queste parti il progetto ha funzionato bene: anche in Alto Adige, dove ha dato frutti l'alleanza con Team K: siamo l'unica regione, insieme alla Basilicata, dove Azione avrebbe superato e anche con buon margine la soglia di sbarramento del 4%”.
A questo punto oltre che dalla presa di coscienza di questo dato, da cosa si riparte?
“Si va avanti con la prospettiva di costruire insieme una realtà importante per le amministrative del prossimo anno: a livello locale vediamo tutti i presupposti per fare bene e continuare a crescere. Penso al percorso già condiviso più volte con Campobase, un progetto connotato da forti caratteristiche locali fuori dalle dinamiche nazionali”.
A proposito, ha avuto un ruolo la frattura, tutta delle rispettive leadership, del terzo polo e tra Italia Viva ed Azione?
“Beh, ha pesato chiaramente tantissimo. Tutto nasce da lì. Non voglio cercare colpevoli o scuse, ma in questo momento la frammentazione del terzo polo sta aprendo ulteriore strada agli estremismi in un'Europa sempre più divisa e “bipolare”. Lo si evince dai risultati di ogni tornata elettorale. È chiaro che così non ha senso andare avanti, è un discorso che le leadership nazionali dei vari partiti credo debbano per forza a questo punto affrontare. Vedremo. Ma in Trentino siamo già proiettati alle nuove sfide che ci attendono e andremo avanti con il nostro programma forti di un risultato incoraggiante”.












