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Trento
18 novembre | 14:01

"Competenza e professionalità non hanno peso: ciò che conta è la fedeltà ai partiti di maggioranza". Nuovo Cda del Centro Santa Chiara: Lucia Maestri attacca la Giunta

"Competenza, professionalità, esperienza e preparazione tecnica specifica non hanno un gran peso nella valutazione della Giunta provinciale. Ciò che conta veramente è la fedeltà cieca ed assoluta ai partiti di maggioranza, unico vero requisito indispensabile per poter aspirare a qualche poltroncina di sottogoverno" scrive la consigliera, che deposita un'interrogazione

TRENTO. "Competenza, professionalità, esperienza e preparazione tecnica non hanno un gran peso nella valutazione della Giunta Provinciale. Ciò che conta veramente è la fedeltà cieca ed assoluta ai partiti di maggioranza, unico vero requisito indispensabile per poter aspirare a qualche poltroncina di sottogoverno".

 

Sono parole durissime quelle utilizzate dalla consigliera provinciale del Partito Democratico Lucia Maestri nel commentare la nomina del nuovo Consiglio d'Amministrazione del Centro Servizi culturali "S. Chiara" (Qui articolo).

 

"Le nuove nome di competenza provinciale per la "governance" del Centro Servizi culturali “S. Chiara” sembrano segnate soprattutto da una stretta applicazione del "manuale Cencelli", nella distribuzione delle poltrone fra le forze politiche di maggioranza. Inoltre paiono più improntate a premiare la fedeltà che non la competenza, secondo un collaudato meccanismo adottato da questa Giunta provinciale".

 

Ecco, allora, che la consigliera ha depositato un'interrogazione, chiedendo "l'elenco esatto ed i relativi curriculum specifici di tutti i soggetti che hanno presentato la loro candidatura per un ruolo nel consiglio d'amministrazione del Centro Servizi culturali "S. Chiara" e i criteri tecnici, se esistono, che hanno portato la Giunta provinciale ad operare le scelte dei candidati di propria pertinenza"

 

"Puntuale come le tasse - scrive nella sua interrogazione la consigliera del Partito Democratico -, anche se solo nell’ultimo giorno utile, la Giunta provinciale ha chiuso la lunga fase del commissariamento del Centro Servizi culturali "S. Chiara" di Trento, provvedendo alla nomina dei membri che compongono il nuovo consiglio d'amministrazione dell’ente stesso. Ancora una volta, ma nessuno ne dubitava, le nomine nella "governance" degli enti funzionali della Provincia diventano ghiotta occasione per l’assegnazione di quel "premio fedeltà" che è carattere distintivo dell’agire di questo governo provinciale e della maggioranza che lo sostiene. Competenza, professionalità, esperienza e preparazione tecnica specifica non hanno un gran peso nella valutazione della Giunta provinciale. Ciò che conta veramente è la fedeltà cieca ed assoluta ai partiti di maggioranza, unico vero requisito indispensabile per poter aspirare a qualche poltroncina di sottogoverno. E’ una politica della quale abbiamo imparato a riconoscere, anche a spese del Trentino, con esempi illuminanti, come nel caso dei vertici della società "Patrimonio del Trentino", o come nella lunga crisi del vertice gestionale "Trentino School of Management", con una preoccupante "coda" di problemi gestionali non secondari. Ciò nonostante, anche in questa circostanza si è riconosciuto, nelle nomine provinciali, il marchio indelebile del "manuale Cencelli"".

 

Lucia Maestri entra poi nello specifico.

"Alla presidenza dell'ente - prosegue - è stato chiamato un artista perginese riferibile all'area di Fratelli d'Italia, con "un background eclettico", come riferisce la stampa. Si tratta però di una figura esposta al rischio di qualche possibile conflitto di interessi, posto che appartiene al mondo dello spettacolo e non sembra vantare particolari esperienza nella gestione d'impresa e del management culturale. Se la presidenza va quindi a Fdi, la vicepresidenza, per ovvi equilibri di coalizione, deve essere affidata all’area leghista, a prescindere dal fatto che questa sia in grado di esprimere una figura specificatamente esperta nel settore. Ecco quindi emergere una funzionaria pubblica dalla lunga carriera, iniziata alla segreteria dell’allora assessore autonomista Francesco Moser, per giungere poi alla segreteria dell'assessore leghista Bisesti. Evidentemente portatrice di meriti culturali e gestionali sconosciuti, auspichiamo che non sia anch’essa esposta al rischio del conflitto di interessi. Ma non finisce qui. La terza figura di nomina provinciale è, apparentemente, di area autonomista, anche se si tratta del collaboratore di una testata on-line da sempre riferita alla destra trentina. Vanta una indubbia preparazione accademica, ma non risulta avere competenze specifiche nell’organizzazione, gestione e promozione dello spettacolo dal vivo. Comunque è espressione di altra area della maggioranza che così risulta quasi totalmente appagata nei suoi appetiti. Rimane a bocca asciutta la geografia civica, ma non si dubita che essa troverà altrove ristoro e compensazione".

 

Decisamente all'altezza appaiono, invece, sempre secondo la consigliera del Pd, le nomine dei consiglieri che rappresenteranno i comuni di Trento e Rovereto.

"Infine le due nomine fatte dai Comuni di Trento e Rovereto - conclude Maestri -. Sembra trattarsi delle uniche che possono vantare un curriculum degno e, soprattutto in un caso, altamente qualificato, di una realtà che si occupa di spettacolo dal vivo, di produzione teatrale e di circuitazione territoriale, ma anche di gestione del personale e delle risorse, di programmazione e di gestione dei bilanci pubblici".

 

Le richieste alla Giunta? "L'elenco esatto ed i relativi curriculum specifici di tutti i soggetti che hanno presentato, a suo tempo e secondo le vigenti disposizioni, la loro candidatura per un ruolo nel consiglio d'amministrazione del Centro Servizi culturali "S. Chiara", i criteri tecnici, se esistono, che hanno portato la Giunta provinciale ad operare le scelte dei candidati di propria pertinenza, quali linee guida intende assegnare la Giunta provinciale al nuovo consiglio d'amministrazione dell'ente e con quali obiettivi a breve e medio termine e se, ed eventualmente come, si prevede in futuro un nuovo coinvolgimento del Centro "S. Chiara" nelle attività di spettacolo previste negli spazi della "Trentino Music Arena" e, in caso di risposta negativa, per quali ragioni si esclude un Centro deputato per sua natura all’organizzazione dello spettacolo dal vivo dalle principali attività di attrazione spettacolare estiva del territorio provinciale, quali saranno i rapporti con il Teatro Stabile di Bolzano e con il Coordinamento Teatrale Trentino e come intende procedere nei confronti dell'attuale direttore il nuovo Cda, considerato che il mandato potrebbe scadere nel 2026?".

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