Dazi Usa e stop agli ordini di Prosecco, Zaia: “Un controsenso, faranno molto male anche ai consumatori americani”
Le parole del presidente veneto dopo lo stop, da parte degli importatori americani, agli ordini di Prosecco in attesa di capire cosa accadrà il 2 aprile: “Da parte del Veneto c'è la piena volontà di continuare a coltivare con gli amici statunitensi rapporti di grande cordialità, collaborando per sviluppare relazioni commerciali ancora più strette e proficue”

VENEZIA. “I dazi sono un controsenso e un'arma a doppio taglio. Colpiranno sì i nostri prodotti agroalimentari e quelli di molti altri settori, ma faranno anche molto male ai consumatori e agli utilizzatori americani che, a causa dei prezzi proibitivi, non potranno più acquistare, ad esempio, vini e alimenti certificati e di qualità come quelli veneti, né beneficiare di altre eccellenze italiane”. A parlare, mentre i timori nel mondo vinicolo italiano sono alti dopo i 'super' dazi minacciati da Trump (Qui Articolo), è il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intervenuto sulla questione ribadendo la fiducia “nella mediazione e nei buoni rapporti Italia Usa”.
Di fronte al rischio di vedere i costi schizzare improvvisamente alle stelle infatti, diversi importatori americani avrebbero sospeso gli ordini di Prosecco in attesa di capire cosa accadrà il 2 aprile, data prevista per l'entrata in vigore dei dazi (il “giorno della liberazione dell'America” ha detto il tycoon Qui Articolo). Nel frattempo, tra navi bloccate, bottiglie nelle cantine e ordini cancellati, i presidenti dei consorzi di tutela del Prosecco hanno scritto al ministro Lollobrigida per evidenziare i rischi, mettendo sul tavolo l'opzione di fermare la merce e ricalibrare le esportazioni (Qui Articolo).
“Chi produce Prosecco – ha aggiunto Zaia – ha comprensibilmente forti preoccupazioni, ma questa decisione da parte degli importatori americani dimostra che anche loro rischiano di uscirne penalizzati. Negli Stati Uniti, attorno all'importazione dei nostri prodotti agroalimentari si muove un'intera filiera che porta questi beni sulle tavole dei consumatori, i quali però, in questi casi, non potranno più permetterseli. Cui prodest, a chi giova tutto questo? Sono in corso interlocuzioni tra le autorità italiane e quelle americane, e sono fiducioso nei risultati che potranno scaturire da una mediazione ragionevole e dei solidi rapporti tra Italia e Stati Uniti, recentemente rinsaldati dalla premier Meloni. Da parte del Veneto c'è la piena volontà di continuare a coltivare con gli amici statunitensi rapporti di grande cordialità, collaborando per sviluppare relazioni commerciali ancora più strette e proficue”.














