Contenuto sponsorizzato
Trento
20 marzo | 06:00

Il 54% dei Comuni con una sola lista e in 3 casi nessuno vuole fare il sindaco: "Un dato negativo che ci aspettavamo ma non di questa portata"

Sono 85 i Comuni con una sola lista, un +20% in più rispetto a cinque anni fa. Il presidente del Consiglio delle Autonomie: "La società è sempre più individualista e la democrazia deve diventare più partecipativa. I partiti devono ritornare a essere una scuola e formare classi dirigenti"

TRENTO. Da Baselga a Pinè a Storo, da Vallelaghi a Comano Terme, c'è un unico comun denominatore: raggiungere il quorum perché c'è una sola lista a competere per le elezioni. E' sempre successo che qui e lì ci fosse qualche difficoltà nel trovare degli sfidanti ma non è mai stato raggiunto un livello così alto. Sono, infatti, 85 i Comuni con un candidato sindaco, circa il 20% in più rispetto a 5 anni fa. Non solo, nessuna chiamate alle urne a Capriana, Madruzzo e Luserna, qui nessuno vuole fare il primo cittadino: la prosecuzione del commissariamento è già una certezza.

 

"E' un dato negativo e preoccupante", commenta Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle autonomie locali e sindaco di Ville di Fiemme. "Ci si aspettava un po' questa dinamica ma non di questa portata. Ci sono diverse ragioni, una disaffezione verso il voto in primis. C'è poi una grossa responsabilità che ricade sul sindaco e sugli assessori, più in generale sugli amministratori. A questo si aggiunge che il sistema è sempre più complesso tra norme e tecnicismi: ciò comporta una difficoltà nel portare a termine gli obiettivi inseriti nel programma e i tempi si allungano".

 

Le affluenze alle ultime elezioni, tanto locali quanto nazionali oppure europee, sono sempre più basse: l'elettore è piuttosto freddo verso la politica. Il carico di responsabilità e la frustrazione per le difficoltà nel mettere a terra i progetti, allontanano i potenziali candidati. Il risultato è che per 85 palazzi su 157 chiamati a rinnovare i consigli comunali (in Trentino sono 166 i Comuni) c'è solo un candidato sindaco e quindi una lista.

 

"Più della metà dei Comuni, il 54%, si trova in questa situazione", evidenzia Gianmoena. "L'azione amministrativa però incide sulla vita della comunità, anche la politica cattiva e non solo quella buona. Questo in parte è dovuto a una società che è sempre più individualista e gestire il bene comune è considerato meno bene comune di ieri. E' questo è un peccato: dispiace e preoccupa. Rappresentare la popolazione, da sindaco ma anche da consigliere semplice, è faticoso e può essere difficile ma porta anche grande soddisfazione. Si deve tornare a far percepire l'importanza della buona politica, del realizzare opere e progetti a servizio di tutti".

 

La società è cambiata. "Sicuramente i social influiscono: non c'è più dibattito e si veicolano i messaggi precisi. Poi magari arrivano le critiche e le persone si spaventano: le critiche costruttive però aiutano e stimolano, ci devono essere per migliorare l'amministrazione. Si deve ritrovare un equilibrio", prosegue Gianmoena. "Un altro punto è il tempo: si dice che la vita oggi sia frenetica, invece ci sarebbe ma le priorità sono diventate altre".

 

C'è poi la crisi dei partiti. "Le forze politiche devono invece ritornare a essere scuole capaci di formare classi dirigenti". Invece sul sistema dell'elezione diretta "abbiamo condotto una battaglia e credo che questo metodo sia il più corretto.  

 

Anche per questo è stato deciso di abbassare il quorum. Si è scesi dal 50% al 40% per validare un'elezione in caso di lista unica. "E' una richiesta del Cal avanzata al Consiglio regionale. Ma questo avviene in tutta Italia. Non si deve 'demonizzare' o penalizzare i candidati che hanno scelto di scendere in campo. Idee e progetti vengono inseriti in un programma, c'è un lavoro e c'è comunque una campagna elettorale per presentare una visione: sono aspetti comunque impegnativi. Adesso è scelta necessaria, questa però non è una soluzione: non si può continuare a far scendere la percentuale, bisogna riavvicinare la popolazione alla cosa pubblica".

 

Come far tornare la politica centrale? "E' necessario, credo, avvicinare la popolazione alla cosa pubblica. Oggi un sindaco che ha un mandato popolare in una democrazia rappresentativa deve riuscire a coinvolgere i residenti nelle scelte. Le decisioni restano in capo e in carico all'amministrazione, questo è naturale, tuttavia serve una maggior partecipazione. Le questioni non devono essere solo relegate nel Consiglio comunale ma si può creare comunità e allargare la platea con il dibattito", conclude Gianmoena.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 19 luglio | 13:19
Il giovane ha portato in salvo un bambino in difficoltà nelle acque del lago, ma non è più riemerso. L'aggiornamento della guardia costiera: [...]
Ambiente
| 19 luglio | 13:21
L'episodio è avvenuto a Villa Scontrone, piccolo paese in provincia de L'Aquila
Cronaca
| 19 luglio | 12:39
Dopo i tre incidenti mortali avvenuti in pochi giorni tra Trentino Alto Adige e Veneto, il presidente di Federacma Andrea Borio chiede di sbloccare [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato