Ilaria Goio parla a Il Dolomiti: "Trento deve rinascere e riappropriarsi degli spazi. Basta politichese: c'è bisogno di concretezza. Tra gli attestati di stima anche quello dell'ex sindaco Andreatta"
In tema di sicurezza parla di "un presidio fisso di Polizia Locale in piazza Dante con competenze anche sulla zona della Portela, Santa Maria Maggiore, piazza Leonardo da Vinci e vie limitrofe. Il miglioramento dell'illuminazione e dell'arredo urbano e una lotta costante e attenta al degrado, che porta le persone, inevitabilmente, ad allontanarsi. E poi serve un osservatorio che monitori la situazione: servono dati precisi e aggiornati. E' fondamentale avere, nero su bianco, i numeri per migliorare gli interventi"

TRENTO. E' pronta. Lo dice con grande pacatezza nei modi e nei toni, ma è molto ferma. E, soprattutto, non si sente battuta in partenza. Anzi, crede fermamente nella possibilità di portare la contesa al ballottaggio
Dopo settimane e settimane d'incertezza, il centro destra ha sciolto le riserve ed è convogliato su Ilaria Goio, il cui nome era stato avanzato un mese e mezzo fa dalla vice presidente della Giunta Provinciale Francesca Gerosa, con cui aveva condiviso l'avventura alle Provinciali nel 2013 tra le fila di Progetto Trentino.
La 50enne imprenditrice trentina ha riflettuto sul da farsi e poi si è gettata a capofitto nell'avventura. E, quando è arrivato l'ok definitivo dal tavolo romano (quando la "partita" avrebbe potuto risolversi, molto più semplicemente, nel capoluogo), ha iniziato a muoversi con grande decisione e determinazione. "Come sono abituata a fare in tutti gli ambiti. E non lo dico con presunzione, ma perché è così. Era il mio mood quando studiavo, è rimasto tutt'oggi nel lavoro e nella vita privata" racconta.
A Il Dolomiti, in esclusiva, la candidata sindaca supportata da Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia si racconta in quella che è la sua prima intervista da quando il suo nome è stato ufficializzato come guida del centro destra.
La domanda è d'obbligo: chi glielo ha fatto fare di "buttarsi" in quest'avventura?
"Me l'hanno chiesto, ci ho pensato su - poco, perché - lo ammetto - ero già convinta in partenza e ho detto "sì" in poco tempo. Con tanto entusiasmo. Perché l'ho fatto? Perché a Trento sono nata, cresciuta, ci vivo e ci lavoro. Questa è una città che mi ha dato tantissimo e voglio restituire quanto più possibile. Io sono riconoscente al mio luogo del cuore e credo sia giusto, doveroso quando si ha la possibilità, spendersi per la propria comunità. Soprattutto quando ti rendi che, purtroppo, Trento non è più quella di qualche anno fa".
Le sue esperienze politiche precedenti?
"Nel 2009 sono stata eletta consigliera circoscrizionale a Villazzano con Il Popolo delle Libertà e ho ricoperto il ruolo di vice presidente per una legislatura e nel 2013 mi sono candidata alle Provinciali con Progetto Trentino. Raccolsi 683 voti in due mesi di campagna elettorale: fu un ottimo risultato e, ancora più bello, fu il percorso, perché conobbi e mi confrontai con tantissime persone".
Entriamo nello specifico. Il tema legato alla sicurezza è quello che interessa maggiormente i trentini, alla luce anche degli ultimi fatti.
"Qualcuno dice che non è vero, altri parlano di "percezione". Beh, io dico che non va bene nemmeno una costante "percezione" di pericolo. Che poi non è solamente una sensazione, ma i fatti di cronaca ci dicono che una vasta zona della città è diventata pericolosa. Bisogna invertire la rotta, utilizzando gli strumenti che il sindaco, che è il primo garante della sicurezza, ha a propria disposizione. E bisogna agire su più fronti, sulla prevenzione, sul controllo e sulla repressione, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, dagli operatori economici ai residenti, dalle forze politiche a quelle dell'ordine".
Andiamo nel concreto. Tutto questo si traduce in?
"Un presidio fisso di Polizia Locale in piazza Dante con competenze anche sulla zona della Portela, Santa Maria Maggiore, piazza Leonardo da Vinci e vie limitrofe. Il miglioramento dell'illuminazione e dell'arredo urbano e una lotta costante e attenta al degrado, che porta le persone, inevitabilmente, ad allontanarsi. E poi serve un osservatorio che monitori la situazione: servono dati precisi e aggiornati. E' fondamentale avere, nero su bianco, i numeri per migliorare gli interventi. I cittadini devono essere protetti. Sento tante, troppe persone che, ormai, si sono rassegnate a non transitare più in certe zone in determinati orari, addirittura anche durante il giorno. Ci siamo "assuefatti" a questa situazione perché qualcuno ha convinto i trentini che "non si possa fare nulla". E, allora, bisogna abituarsi, "perché tanto va così e non casca mica il mondo". No, non ci sto assolutamente: Trento deve tornare ad essere sicura. E chi dice che si sta cavalcando l'onda della paura forse dovrebbe rendersi conto che tanti trentini hanno veramente paura. Siamo entrati in un circolo vizioso: vediamo di renderlo un circolo virtuoso".
Parliamo di viabilità e parcheggi.
"In nome della sostenibilità ambientale, che è certamente importante, si sono perse completamente di vista la sostenibilità economica e quella sociale. Non si può pretendere che le persone si spostino solamente in bicicletta e con i mezzi pubblici. Sarebbe bellissimo se così fosse, ma non è realistico ed è un classico esempio di politica "lontana" dai cittadini. I parcheggi sono un enorme problema, senza dubbio e il problema è stato acuito quando si è deciso di togliere un gran numero di stalli, vedi in piazza Santa Maria Maggiore e in piazza della Mostra, in nome di cosa? Davanti al Castello del Buonconsiglio oggi ci ritroviamo con una landa desolata. La carenza di parcheggi è evidente, soprattutto in determinate zone. Soluzioni? Perché non pensare ad una prima ora gratuita, a tariffe fisse in specifiche aree. Le idee non mancano. Io capisco i ricavi che ne derivano siano un introito molto importante per il Comune, ma a pagarne le conseguenze non possono essere i cittadini e gli operatori economici. Provocatoriamente - ma non troppo - mi viene da dire che piazza Santa Maria Maggiore era più frequentata, dunque, più sicura, quando era possibile transitarvi in auto e rappresentava un punto "d'appoggio" decisivo per chi doveva recarsi in città".
Conosce il sindaco Ianeselli?
"Per il ruolo che ricopre ovviamente sì, ma non personalmente. Mi ha chiamato qualche giorno fa e mi ha fatto "in bocca al lupo" per la campagna elettorale. L'ho apprezzato: si può essere su posizioni diverse e "scontrarsi" sui temi, ma il rispetto non deve mai mancare".
Da quando ha detto "sì" e il centrodestra ha ufficializzato la sua candidatura quante telefonate ha preso?
"Tantissime. Ho ricevuto veramente molti attestati di stima e la cosa mi ha fatto veramente piacere. Tra questi anche quello del mio professore di latino ai tempi del liceo, l'ex sindaco Alessandro Andreatta. Sono rimasta veramente colpita. Sto incontrando tante persone e sto percependo grande stima. Se mi chiedete se avverto la volontà di cambiamento, beh sì, la sento eccome".
Come ha vissuto i contrasti all'interno del centro destra, soprattutto tra Fratelli d'Italia e Lega, i due maggiori partiti della coalizione?
"Sinceramente? Non mi sono occupata della cosa: ho preferito concentrarmi sul programma, che è quasi ultimato, e su come impostare la campagna elettorale. Per stare in mezzo alla gente, parlare con le persone e, tanto, tantissimo tempo, lo sto dedicando a studiare, perché ho bisogno di documentarmi e sapere tutto e voglio conoscere a fondo la macchina amministrativa. Io credo che un progetto politico sia molto di più che dei simboli sulla scheda".
Ci sarà una lista Civica "del sindaco" che la supporterà?
"E' una domanda che dovete girare alle segreterie. Ribadisco quanto detto sopra: io bado alla concretezza e mi sto dedicando a formulare una proposta che risponda realmente alle problematiche dei cittadini. Io ho incontrato i rappresentati delle forze politiche che compongono la coalizione e ho avuto il loro supporto. E questo mi è bastato come "garanzia". Il resto lo dovremo fare io e i candidati consiglieri: bisogna tornare in mezzo alla gente, parlare con le persone, farle avvicinare alla politica. Il sindaco e gli assessori non devono essere visti come "entità inavvicinabili", che arrivano da un altro mondo, parlano una lingua sconosciuta - il "politichese" - e, soprattutto, non forniscono risposte celeri e "pratiche" alle esigenze". Dobbiamo riportare la politica in mezzo ai cittadini. E non solamente a parole. Bisogna chiacchierare poco, rimboccarsi le maniche e lavorare sodo".
E' consapevole che portare la contesa al ballottaggio sarà durissima?
"Secondo me il margine c'è. Non voglio sembrare presuntuosa, so che i tempi sono stretti e c'è tanto lavoro da fare, ma le "partite" si giocano sempre con l'obiettivo di vincerle. Non mi sento né una "vittima" sacrificale, né sconfitta in partenza. Altrimenti non avrei dato la mia disponibilità. E si percepisce che, da parte dei trentini, c'è insoddisfazione e voglia di cambiamento".
Cosa le hanno detto a casa marito e figli?
"Vai - e mentre lo dice si commuove - siamo con te. Sia mio marito, che mi ha consigliato di non parlare di "massimi sistemi" ma di cose concrete, che i miei figli, che sono grandi, 20 e 17 anni, e perfettamente consapevoli che quest'avventura toglierà tanto tempo alla routine. Ma sono completamente dalla mia parte. E anche le mie collaboratrici. Me l'hanno detto e continuano a dimostrarlo".
E a chi dice che per fare il sindaco di una città bisogna avere esperienza cosa risponde?
"Che si può imparare in fretta. D'altronde nessuno nasce già "pronto" per ricoprire tale ruolo. La società di oggi c'impone di saper cambiare velocemente, di aggiornarsi rapidamente. Per farlo bisogna studiare, conoscere, documentarsi. Investire il proprio tempo. Ho un percorso scolastico e professionale importante alle spalle. Se sono spaventata? Assolutamente no, stimolata è la parola giusta".
Si definisce moderata?
"No, preferisco equilibrata, tenace, concreta e fiduciosa. Come sarà la mia campagna elettorale".
Agli elettori trentini cosa vuol dire?
"Che le parole d'ordine saranno ascolto, dialogo, confronto e determinazione. Trento deve rinascere e tornare sicura, viva e ritrovare la propria identità secondo quei valori che l'hanno contraddistinta da sempre. Dobbiamo riscoprirla e riscoprirci e ripartire".












