''Iniziato declassamento del Comando Truppe Alpine di Bolzano con trasferimento di personale e competenze?'', Spagnolli a Crosetto: ''Sarebbe un grave danno''
"Un'operazione simile comporterebbe un danno d’immagine e un impoverimento significativi per tutto il territorio. Il Comando appresenta un presidio strategico non solo sotto il profilo militare ma anche per il fondamentale contributo che gli Alpini hanno sempre garantito alla comunità altoatesina", dice Spagnolli

BOLZANO. La notizia circola ormai da qualche tempo ma ora, per avere informazioni certe intorno a quello che sarà il destino del Comando Truppe Alpine di Bolzano, interviene direttamente il Senatore e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie, Luigi Spagnolli. Il parlamentare annuncia infatti un’interrogazione al Ministro Crosetto, sottoscritta anche dai senatori Alessandro Alfieri e Pietro Patton.
“Secondo alcune informazioni raccolte -spiega Spagnolli -proprio in questi giorni sarebbe iniziato il processo di declassamento, con il trasferimento di personale e importanti competenze operative verso altre strutture militari". "Il Comando Truppe Alpine di Bolzano – sottolinea Spagnolli – rappresenta un presidio strategico non solo sotto il profilo militare, grazie alle numerose missioni portate a termine con successo anche all’estero, ma anche per il fondamentale contributo che gli Alpini hanno sempre garantito alla comunità altoatesina. Penso, ad esempio, agli interventi in caso di calamità naturali o alla vita civile, come la storica bonifica del greto del Talvera e la posa dei ponti Bailey a Bolzano negli anni Ottanta".
"Con questo ridimensionamento – prosegue – rischieremmo di perdere non soltanto la sede operativa, ma anche la presenza quotidiana di ufficiali, sottufficiali e soldati, figure che hanno sempre contribuito a rafforzare l’immagine positiva delle istituzioni nazionali, portando un valore aggiunto nel volontariato, nello sport e nella cultura locale. Il Governo – conclude Spagnolli – dica chiaramente se questa riorganizzazione sia davvero in corso. Un’operazione simile comporterebbe un danno d’immagine e un impoverimento significativi per tutto il territorio. Senza contare le incognite che graverebbero sull’accordo siglato tra la Provincia autonoma di Bolzano e lo Stato per la costruzione di 380 alloggi destinati alle famiglie dei militari, di cui 200 ancora da realizzare".












