''Omicidio Kirk? Mai, da trent’anni a oggi, qualcosa mi aveva colpito tanto. Mi metto a disposizione di presidi e rettori per parlare a studenti e universitari''
Matteo Salvini prima dalle pagine del Corriere della Sera e poi questa mattina alla festa dell'Udc spiega che l'omicidio del giovane attivista di ultradestra segna ''un prima e un dopo''. ''L'odio, la volgarità, il sorriso, la soddisfazione non solo sui social con i profili falsi ma con nome e cognome con persone in tv a dire che i morti non sono tutti uguali, se l'è cercata, era pro life.. Questo impone una riflessione su come andare avanti''

ROMA. ''Voglio parlare direttamente e in maniera diversa ai giovani. Domani stesso manderò una lettera ai presidi delle superiori e ai rettori: mi metto a disposizione per andare a parlare nelle scuole e nelle università. Partendo certo dal mio lavoro di ministro, dalle vite dei ragazzi, dal codice della strada. Vorrò ascoltarli, soprattutto coloro che non la pensano come me''. Matteo Salvini oggi ha partecipato alla festa nazionale dell'Udc e a tenere banco sono le sue parole concesse in una lunga intervista al Corriere della Sera. Il tutto nasce dallo sbigottimento e dalla preoccupazione del leader della Lega all'indomani dell'omicidio di Charlie Kirk che Salvini, in collegamento dal palco dell'Udc, definisce un "atto di terrorismo'' e un ''barbaro omicidio".
''Per me non sono giornate come le altre, - riporta Adnkronos - l'ho detto oggi a una intervista al Corsera. Stiamo preparando Pontida ma non sarà una Pontida come le altre, perché quello che mi ha impressionato la settimana scorsa non è solo l'atto di terrorismo ma il barbaro omicidio di un ragazzo che parlava agli altri ragazzi, di un padre che si confrontava con gli altri che non la pensavano come lui. E' stato ammazzato con un colpo di fucile. Si tratta di un barbaro omicidio, le immagini erano impressionanti''.
Quindi il riferimento a 'casa nostra' e alle ripercussioni che la vicenda ha avuto anche in Italia dove la corsa pare essere quella a chi strumentalizza meglio l'accaduto (mentre con il passare delle ore la matrice politica sembra sempre meno importante e invece emerge il quadro depressivo e problematico dell'assassino Tyler James Robinson). Salvini, però, resta legato alla narrazione che in qualche modo arriva a collegare questo atto terribile alla sinistra italiana (e non si può negare che dall'altra parte ci sia stata tutta una vulgata demenziale che in sostanza affermava che Charlie Kirk sarebbe stato ucciso da sé stesso e da quanto predicava, come a dire ''se l'è cercata'').
"Sono rimasto impressionato non solo dall'atto terroristico, dal barbaro omicidio di un padre di 31 anni che in un campus universitario parlava e si confrontava anche con tanti giovani che le pensavano diversamente'' ma quello che mi ha impressionato e colpito di più'' sono state le "reazioni dei giorni successivi". ''Il giorno e la notte abbiamo visto da una parte, tante università americane con ragazzi in preghiera, dall'altra parte, anche in Italia e - la cosa grave senza vergogna - abbiamo visto che si è aperta questa diga di volgarità e cattiveria'' nei confronti di Kirk. ''L'odio, la volgarità, il sorriso, la soddisfazione non solo sui social con i profili falsi ma con nome e cognome con persone in tv a dire che i morti non sono tutti uguali, se l'è cercata, era pro life.. Questo impone una riflessione su come andare avanti''.
E sul Corriere Salvini ha ribadito che ha pianto per l’omicidio di Kirk: ''Mai, da trent’anni a oggi, qualcosa mi aveva colpito tanto. C’è un prima e un dopo''. E così Pontida verrà trasformata da festa dell'orgoglio secessionista della Lega Nord e poi a quello sovranista di Salvini a un ''momento di riflessione sul coraggio contro la paura, sulla libertà contro la violenza''. ''Sul palco della Lega ci saranno alcuni giovani e opinionisti che hanno il coraggio di parlare, che si espongono sui social e sui media con coraggio. Sarà una Pontida diversa da tutte le altre''.












