"Presenteremo un esposto alla magistratura". Anpi annuncia provvedimenti dopo il "caso Salvadori" e il post su Goebbels
"Il famigerato post era solo il culmine di una serie di prese di posizione estremiste da parte del Consigliere in questione - sottolinea Anpi - Si è entrati apertamente, nella tipologia dei reati di cui si occupano la legge Mancino e altre norme tra cui l'art. 604 bis del Codice Penale"

BOLZANO. Era nell’aria dal primo minuto dopo l’accaduto, ma anche Anpi, alla fine, si era presa “un paio di giorni per pensare”.
E ora ha pensato. “Entro l'inizio della prossima settimana presenteremo un esposto alla magistratura sul "Caso Salvadori" - spiega Guido Margheri, presidente di Anpi Alto Adige.
Dopo l’esplosione della bomba, dopo la pubblicazione del post con la citazione di Goebbels, il consigliere comunale Diego Salvadori è finiti nel mirino un po’ di tutti. Le opposizioni hanno chiesto a gran voce le sue dimissioni e a nulla sono valse le sue scuse e la sua marcia indietro.
Anzi. Secondo Anpi, ad esempio, le scuse sono parte del problema, così come le reazioni di molti: “La mancanza di vere scuse e le deboli reazioni, puramente di facciata, da parte di molti esponenti politici e rappresentanti istituzionali, anche se, accompagnate dalle opportune e necessarie dimissioni, rischiano di far passare la cosa come un semplice incidente di percorso dovuto ad una intemperanza personale, o a un semplice problema di opportunità nella scelta di una citazione - spiega Margheri - La citazione di Goebbels, infatti, grave in sé, era apertamente finalizzata a paragonare l'esposizione delle bandiere arcobaleno negli edifici pubblici, il Pride Month e il Pride del 28 giugno, alle imposizioni dei simboli del regime durante il nazismo. Le vittime delle discriminazioni, cioè, le persone della Comunità LGBTQUIA+ sarebbero in qualche modo i moderni "carnefici" secondo una inversione orwelliana dei concetti tanto cara alla destra radicale europea e attuata poi, concretamente, in diversi paesi con norme di legge persecutorie e discriminatorie. Del resto il famigerato post era solo il culmine di una serie di prese di posizione estremiste da parte del Consigliere in questione, ma anche di altri esponenti politici e rappresentanti istituzionali”. Secondo Anpi, il limite della libera opinione è stato ampiamente superato.
“Si è entrati apertamente, nella tipologia dei reati di cui si occupano la legge Mancino e altre norme tra cui l'art. 604 bis del Codice Penale - prosegue Margheri -. L'omobilesbotransfobia ossessiva espressa a colpi di offese, odio, discriminazioni è un reato. Qualunque sia l'esito formale dell'iniziativa, sarà, comunque, utile per alzare l'asticella dell'attenzione in relazione a comportamenti e posizioni incompatibili con i principi sanciti dalla Costituzione, in particolare, all'articolo 3”, conclude Margheri












