Contenuto sponsorizzato
Belluno
16 settembre | 12:07

Scontro sulle aggressioni in sanità: Zanoni (Avs) accusato di giustificare la violenza replica a Razzolini (FdI): "Pensi al prosecco”. Si tira in ballo anche l’omicidio di Kirk

Si fanno accesi i toni, forse complici le imminenti elezioni regionali, su quello che è uno dei temi più sentiti dai cittadini, anche all’interno del modello veneto: la sanità. Il dibattito è sulle crescenti aggressioni al personale sanitario, con sfumature che appaiono quantomeno singolari

VENEZIA. Si fanno accesi i toni, forse complici le imminenti elezioni regionali, su quello che è uno dei temi più sentiti dai cittadini, anche all’interno del modello veneto: la sanità. Tra i toni trionfalistici della maggioranza sulle prestazioni regionali e i dubbi dell’opposizione, si inserisce anche il tema delle crescenti aggressioni al personale sanitario, con sfumature che appaiono quantomeno singolari.

 

Recentemente, infatti, il consigliere regionale Andrea Zanoni (Alleanza verdi e sinistra) aveva commentato la richiesta del direttore generale dell’Ulss della Marca Francesco Benazzi di istituire un presidio fisso delle forze dell’ordine nei pronto soccorso, definendola “un grave errore di valutazione” nonché un “sintomo preoccupante di una sanità veneta che non funziona”.

 

Secondo Zanoni infatti, “la soluzione non può essere l’impiego di forze dell’ordine, ma un intervento radicale sulle cause che scatenano la violenza, come l’affollamento e i tempi di attesa interminabili”. I cittadini dunque aggrediscono il personale perché esasperati da ore di attesa, dalla carenza di medici e infermieri e dall’assenza di servizi territoriali efficienti.

 

Parole che hanno scatenato le reazioni di alcuni esponenti della maggioranza, che le ritengono inaccettabili. “È con indignazione - afferma il consigliere Roberto Bet (Lega-Liga Veneta) - che apprendo delle gravi affermazioni di Zanoni, che sembra voler trovare alibi o giustificazioni per atti di violenza che non devono avere attenuanti né scusanti”.

 

Bet ricorda che la Regione, dove “non lasciamo indietro nessuno”, garantisce ogni anno circa 80 milioni di prestazioni sanitarie e registra nei pronto soccorso mediamente quasi 2 milioni di accessi, interpretati come una “testimonianza dell'impegno costante di strutture, personale sanitario e istituzioni”. “Questi numeri - ribadisce il consigliere della Lega-Liga Veneta - confermano che la sanità veneta è attiva, presente, efficiente e il cittadino sa che non verrà abbandonato. È bene che il consigliere Zanoni lo tenga presente, prima di pronunciare parole che rischiano di compromettere il senso comune del rispetto delle regole e della civiltà. La logica di chi giustifica la violenza conduce a spiegare anche gli atti più gravi, come l’uccisione di Charlie Kirk, un gesto esecrabile che non può essere legittimato da alcuna circostanza”.

 

Ai toni duri di Bet si aggiungono quelli del collega Tommaso Razzolini (Gruppo Fratelli d’Italia), secondo il quale “giustificare le aggressioni ai medici è un comportamento inaccettabile, soprattutto se da parte di un consigliere che dovrebbe rappresentare l’intero Veneto. Siamo tutti d’accordo - aggiunge - che sulla sanità si possa fare di più, ma è sbagliato aggredire, sia che ci siano problemi nella sanità sia che non ci siano".

 

La replica di Zanoni non si è fatta attendere. Riferendosi a Razzolini, infatti, il consigliere di Avs afferma che “anziché occuparsi della sanità veneta che non funziona ed è al collasso si lancia in accuse deliranti, arrivando a sostenere che io giustificherei le aggressioni. Torni a occuparsi di prosecco, l’unica cosa che gli riesce bene. Ho sempre detto che la sanità è un bene comune, troppo importante per essere banalizzata da comunicati stampa scritti in fretta e furia per mettere la faccia sui giornali”. Zanoni ribadisce dunque che “non si risolve una malattia mettendo un cerotto e non si risolve la violenza mettendo un carabiniere. La soluzione è investire su più medici, infermieri e personale sanitario”.

 

Il dibattito rimane pertanto acceso, e non risparmia toni spesso più da stadio che da politica. Certo che la situazione della sanità veneta non sia rosea come dipinto è già emerso più volte, dall’emergenza per la carenza di medici di base (qui l’intervista) al nodo delle liste d’attesa, dove i numeri ufficiali non corrisponderebbero a quelli reali (qui i dati) fino alla recente esclusione della mappatura dei nei dalle prestazioni erogate tramite ricetta medica. E altrettanto certamente sulla condanna a qualsiasi forma di violenza non ci dovrebbero essere dubbi. Speriamo quindi almeno che tutto questo scontrarsi serva a tenere viva l’attenzione sul diritto a una sanità pubblica, universale e funzionante, che dipende solo ed esclusivamente dalle scelte di una politica attenta al territorio più che agli interessi di partito.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 20 giugno | 20:18
A Mondiali in corso, definito (o quasi) il programma dei ritiri in Trentino tra calcio maschile, femminile e formazioni [...]
Cronaca
| 20 giugno | 20:39
"La scomparsa di Adele ci lascia sgomenti e profondamente addolorati - commenta Dagnoni -. Credo sia arrivato il momento di far sentire forte un [...]
Cronaca
| 20 giugno | 18:25
Ha aperto da poco, ma il Bar LuMe di Predazzo è giù un punto di riferimento per il paese "dalle colazioni ai pranzi, fino agli aperitivi". La [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato