Scontro sulla Pedemontana: Zaia e De Berti esaltano i record di traffico, ma l’opposizione: "Spieghino i 50 milioni di euro di buco. Quali servizi sono stati tagliati?"
È acceso il confronto sulla Pedemontana Veneta: dopo il post di entusiasmo di Luca Zaia per i recenti record di flusso veicolare, l’opposizione replica ricordando il buco da oltre 50 milioni di euro e chiedendo l’elenco dei servizi tagliati per coprirlo, a partire dalla sanità. Scontro anche tra il consigliere Andrea Zanoni e l’assessora De Berti, che lo accusa di usare la sicurezza stradale per propaganda elettorale

VENEZIA. E' entusiasta il presidente della Regione Luca Zaia, secondo il quale giugno e luglio 2025 resteranno nella storia della Pedemontana Veneta per il record di transiti che confermano un trend in crescita. “In soli due anni - scrive sui social - il traffico medio giornaliero è cresciuto del 141%, segnale che l’opera funziona e sta contribuendo allo sviluppo del territorio”. Pronta la replica di Alleanza Verdi e Sinistra, che definisce il buco di oltre 50 milioni di euro, che comunque rimane, “un cappio al collo dei veneti”.
In questi giorni Zaia e l’assessora regionale ai trasporti Elisa De Berti hanno infatti commentato i risultati ottimali della viabilità. “Il traffico medio giornaliero - prosegue Zaia - è passato dai 22.885 veicoli a giugno ai 23.628 a luglio. Il 20 giugno abbiamo toccato il massimo storico con 84.449 transiti in un solo giorno, di cui il 40% mezzi pesanti, e oltre 525 mila euro di incassi. Anche a luglio più giornate hanno superato quota 80 mila passaggi. La Pedemontana è una strada moderna, veloce e sicura che ogni giorno toglie oltre 70 mila veicoli dalla A4, riducendo il traffico nei centri abitati e garantendo collegamenti rapidi e fluidi tra est e ovest del Veneto”.
Di diverso avviso Avs, da sempre critica verso l’opera. “Zaia è un fiume di numeri - afferma il consigliere regionale Andrea Zanoni - ma evita di parlare del dato più importante: anche con l’aumento dei flussi di traffico, le entrate sono ben al di sotto del necessario per evitare il buco di bilancio. Non prenda in giro i veneti: è lui che ha firmato la seconda e la terza convenzione della Spv che porta il rischio di impresa in seno alla Regione ed è lui il responsabile di questo disastro economico che si sta trasformando in un cappio al collo per i contribuenti”.
Zanoni sottolinea infatti come, nel bilancio approvato a dicembre 2024, sia previsto per il 2025 un canone annuo di oltre 200 milioni di euro (200.717.591) a fronte di entrate stimate in 148.840.000 di euro: il buco è dunque di 51.877.591 euro. “Zaia non dice - prosegue Zanoni - che il canone salirà fino a 450 milioni l’anno verso la fine della concessione, con una media annua di 300 milioni per 39 anni. Una voragine che potrebbe superare i 5 miliardi di euro, bloccando per sempre le opere di sicurezza stradale necessarie ai centri abitati. Parla di sviluppo e camion tolti dalle strade, ma non dice che 278 comuni veneti sono rimasti senza fondi per la sicurezza stradale e che per finanziare tutti i progetti presentati mancano circa 90 milioni di euro”.
Nei giorni scorsi anche l’assessora a infrastrutture e trasporti De Berti era intervenuta, accusando direttamente Zanoni di “disinvoltura nel manipolare i dati pubblici” e di “disinformare i cittadini e strumentalizzare una tematica seria come la sicurezza stradale per tentare di guadagnare qualche titolo nella corsa elettorale”.
Secondo De Berti, infatti, la Regione ha corrisposto il primo canone di disponibilità per la Spv dal 1 marzo 2024. “Eppure - sottolinea - dal 2016 al 2023, quindi prima che la Pedemontana entrasse in esercizio, sono stati finanziati oltre 105,8 milioni di euro per la sicurezza stradale, con una media annua di 13,2 milioni. Per il 2025, è stato invece approvato uno stanziamento di 17,5 milioni di euro, uno dei più alti mai previsti dalla Regione per questo tipo di interventi”. Quanto a canone ed entrate da pedaggi, aggiunge: “Nel bilancio regionale approvato a dicembre il canone per la Spv è coperto nel rispetto degli equilibri di bilancio. Inoltre, è stata garantita l’agevolazione del 60% sul pedaggio per i pendolari e i residenti. Le entrate derivanti dalla Spv crescono mese dopo mese e l’intera operazione è sotto il controllo della Corte dei conti e della Sezione regionale di controllo, che ha approvato il rendiconto 2024”.
Secondo Zanoni, invece, si tratta di attacchi per evitare le responsabilità. “De Berti mi accusa di strumentalizzare? È lei - replica - che prende in giro i cittadini e i sindaci. Se davvero crede nella trasparenza, spieghi ai veneti come mai il buco della Spv continua ad allargarsi nonostante gli sconti sui pedaggi e i flussi di traffico. I suoi numeri non tornano, i miei sì”. E non manca di lanciare un appello: “pubblichino l’elenco completo dei servizi tagliati per coprire il buco della Spv: sanità, borse di studio, trasporti pubblici, fondi per Arpav, Spisal, enti parco, e persino la mappatura dei nei, da mesi non più prescrivibile tramite impegnativa”. Sanità che sarà probabilmente tra gli argomenti di confronto più accesso alle prossime regionali: il candidato di centrosinistra Giovanni Manildo ha già sottolineato la necessità di rinegoziare il contratto con i privati per la Pedemontana per risparmiare risorse da convogliare nel servizio sanitario.












