Terzo mandato, respinto definitivamente anche l'ultimo tentativo della Lega. La legge non si farà. Zaia all'addio, Fugatti ora può solamente sperare nella Consulta
Niente da fare: l'emendamento proposto dal Carroccio sul Terzo Mandato non è passato alla commissione Affari costituzionali del Senato, che l'ha bocciato in maniera "sonora". Ecco, adesso l'unica speranza per il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti e per la Lega è che la Corte Costituzionale stabilisca che tra le prerogative dell'Autonomia vi è anche la possibilità di aumentare il numero dei mandati e di portarlo da due a tre. Se la Corte Costituzionale boccerà la legge proposta dal capogruppo leghista Mirko Bisesti, la parola "fine" sarà... definitiva

TRENTO. La Lega ci ha provato ancora una volta. L'ultima. L'oggetto? Sempre "quello", del quale si dibatte ormai da mesi: la possibilità per i presidenti di regione di essere eletti per la terza volta.
Niente da fare: l'emendamento proposto dal Carroccio sul Terzo Mandato non è passato alla commissione Affari costituzionali del Senato, che l'ha bocciato in maniera "sonora". E senza alcuna possibilità di fraintendimento: cinque i voti a favore (quelli della Lega, più Italia Viva e il rappresentante delle Autonomie), ben quindici quelli contrari.
Insomma, visti i tempi ristretti (il termine ultimo era già stato spostato di due giorni) e nonostante la richiesta del presidente della Campania, Vincenzo De Luca, rappresentante del Partito Democratico, che ha proposto di rinviare le elezioni regionali (ipotesi assolutamente improbabile), adesso non vi sono più margini di trattativa.
E, allora, Luca Zaia, che ha commentato che per lui "la partita era già chiusa", non potrà ricandidarsi in Veneto (e non inaugurerà le Olimpiadi di Milano Cortina 2026), così come De Luca e il governatore (altro "dem") della Puglia, Michele Emiliano.
L'accordo "politico" non c'è stato, nonostante i segnali d'apertura dell'ultimo periodo, che avevano fatto sperare alla Lega di poter godere del supporto di Fratelli d'Italia, mentre Forza Italia si è sempre detta "ultra" contraria al terzo mandato per i Governatori. Giovanni Donzelli e Alberto Balboni, entrambi esponenti importanti del partito meloniano, avevano aperto alla possibilità. Che, a conti fatti, è però tramontata definitivamente.
E, ormai, visti i tempi ristretti, non vi sono "margini" per riaprirla prima delle prossime regionali, in programma a settembre. Al voto andranno gli elettori di sei regioni, Veneto, Valle d'Aosta, Toscana, Marche, Campania e Puglia.
Dunque in Trentino cosa accadrà? Adesso l'intera "partita" è nelle mani della Corte Costituzionale, che dovrà esprimersi riguardo la legge approvata dal Consiglio Provinciale ad inizio aprile, con la quale è stato deciso di portare a tre i mandati per il Governatore trentino.
Un mese e mezzo più tardi, il 19 maggio, il Consiglio dei Ministri ha deciso d'impugnare la legge, con un duro confronto tra gli esponenti leghisti dell'esecutivo (tutti favorevoli) e il resto della maggioranza, con Fratelli d'Italia e Forza Italia assolutamente irremovibili a riguardo.
Le conseguenze sono state immediate, con il Governatore Fugatti che ha "defenestrato" l'ex vice presidente Francesca Gerosa (di Fratelli d'Italia, che aveva votato "contro" ad aprile), togliendole il ruolo di "numero 2" della Provincia e alcune deleghe importanti e la conseguenza diretta è che, durante l'intero Festival dell'Economia, si è parlato praticamente solo di questo.
Con annessa "parata" di ministri di Fratelli d'Italia in difesa di Francesca Gerosa, il ministro delle autonomie Roberto Calderoli schierato, invece, strenuamente pro terzo mandato e il vice premier Matteo Salvini che ha affermato che si tratta di una "legge legittima di una provincia autonoma dove le cose funzionano egregiamente. Negarla è una sottrazione di democrazia agli elettori".
Ecco, adesso l'unica speranza per il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti e per la Lega è che la Consulta stabilisca che tra le prerogative dell'Autonomia vi è anche la possibilità di aumentare il numero dei mandati e di portarlo da due a tre. Se la Corte Costituzionale boccerà la legge proposta dal capogruppo leghista Mirko Bisesti, la parola "fine" sarà... definitiva. Senza più "se", "ma", "però" o possibilità di tempo supplementare alcuno.
E, allora, nel 2028, Fugatti non potrà ricandidarsi come Presidente della Provincia. E nemmeno Fedriga in Friuli Venezia Giulia.
Se così sarà si apriranno altre "partite" di vitale importanza per la tenuta del centro destra e, visti i rapporti nella maggioranza (soprattutto a livello locale), la scelta del nuovo candidato - soprattutto dopo un decennio nei quali non si minimamente dibattuto della questione, perché "chi aveva vinto" veniva automaticamente riproposto - potrebbe portare a situazioni clamorose.
Lega e Fratelli d'Italia divisi in Trentino? Fantapolitica o c'è qualcosa di vero? Chi dice che è impossibile, mente. E un'alleanza "di facciata" sarebbe quanto di più deleterio per il centro destra che, a quel punto, potrebbe trovarsi a sfidare un "big" come il sindaco di Trento Franco Ianeselli.












