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Trento
23 settembre | 06:00

Un altro flop per il "referendum" contro orsi e lupi nonostante una settimana di urne aperte e quattro serate: "C'è anche rassegnazione"

Il presidente della Comunità delle Giudicarie, Giorgio Butterini: "Il sentore è che la partecipazione sia compresa nella forbice tra il 40% e il 50% e si tratta di un dato che è tra i più alti rispetto agli altri territori che hanno organizzato iniziative simili. Non si chiede abbattimenti indiscriminati ma un nuovo patto con il territorio per avere risposte"

TRENTO. Un altro flop per il "referendum" contro orsi e lupi. Mediamente ci si attesa sotto il 50% dell'affluenza con le urne nei 25 Comuni delle Giudicarie che sono rimaste aperte una settimana. 

 

Per gli scrutini ci vuole ancora tempo, si parte da martedì 23 settembre. A risultato della consultazione popolare dato per scontato, l'unico dato che può essere considerato interessante è quello relativo alla partecipazione, ridimensionata - come già avvenuto rispetto alle puntate precedenti - rispetto alle aspettative.

 

"Personalmente ritengono l'affluenza soddisfacente", dice Giorgio Butterini, presidente della Comunità delle Giudicarie. "Il sentore è che la partecipazione sia compresa nella forbice tra il 40% e il 50% e si tratta di un dato che è tra i più alti rispetto agli altri territori che hanno organizzato iniziative simili".

 

Una settimana - dal 15 al 21 settembre - di seggi aperti e quattro serate informative - piuttosto "di parte" targate Comitato Insieme per Andrea Papi senza la presenza di tecnici della Provincia o esperti ma con ospiti Geremia Gios (professore ordinario di Economia agraria all’Università di Trento), l'antropologo Annibale Salsa e Pierantonio Cristoforetti, presidente del Comitato promotore del "referendum" - tra Tione, Comano Terme, Storo e Carisolo per affrontare il tema dei grandi carnivori. Eppure la consultazione non è decollata.

 

"Durante i giorni feriali sono andati in pochi ai seggi per vari motivi, soprattutto lavorativi. La maggior presenza è stata registrata nella finestra del week end", aggiunge Butterini. "La sensazione è che non tutta la popolazione fosse a conoscenza della consultazione e un terzo fattore è legato alla questione delicata della disaffezione verso i processi democratici. L'affluenza è sostanzialmente in linea con le elezioni comunali, provinciali e nazionali, un coinvolgimento purtroppo basso. A questo si unisce che serpeggia una sorta di rassegnazione, cioè che questa iniziativa poi non porti a qualche risultato".

 

Un territorio piuttosto interessato dalla presenza di grandi carnivori ma non si è sgomitato per esprimersi. "La partecipazione non è un processo automatico però non ritengo il risultato deludente e siamo in linea", spiega Butterini. "La volontà comunque non è quella di abbattimenti indiscriminati o di soluzioni drastiche ma di ricevere risposte perché fino a oggi non sono state portate avanti particolari iniziative. Il progetto Life ursus è partito con una dimensione europea ma adesso è stato lasciato all'ambito locale e servono decisioni che non possono essere ricondotte a qualche decreto".

 

Insomma la Comunità delle Giudicarie chiede un passo in avanti. "Queste specie sono preziose ma la diffusione in aree più ampie era tra gli obiettivi e le aspettative del progetto. Questo processo non è avvenuto e serve un aggiornamento delle procedure. Non possiamo restare insensibili alla categorie degli allevatori, il rischio è la scomparsa dell'alpeggio, per esempio, una peculiarità che caratterizza il territorio. Serve un patto con le comunità locali con il supporto e il confronto degli esperti, però servono risposte", conclude Butterini.

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