"Un falso virgolettato", Dal Rì sul post di Failoni: "Sintesi dolosa e inaccettabile: un atto grave e valuto azioni formali"
In un post sui social network l'assessore Roberto Failoni ha attribuito al segretario del Partito Democratico il virgolettato: "Il Turismo? Non porta valore aggiunto, ma solo povertà" e poi ha commentato, tra il resto: "Forse non si è accorto che senza turismo le nostri valli sarebbero più vuote di una riunione del Pd a Ferragosto" e " Se il turismo porta povertà, allora io sono Babbo Natale e le Dolomiti sono le colline toscane". A intervenire anche Asat: "Stupore per le dichiarazioni". Ma Alessandro Dal Rì rispedisce al mittente: "Una sintesi dolosa e inaccettabile: un atto grave, valuto azioni formali"

TRENTO. "Un falso virgolettato. Una sintesi dolosa e inaccettabile". Queste le parole di Alessandro Dal Rì, il consigliere comunale e segretario provinciale del Partito Democratico risponde e attacca l'assessore provinciale Roberto Failoni. "Un atto grave e valuto possibili azioni formali a tutela della mia reputazione e di quella del Pd". Dopo la polemica seguita al passaggio in Trentino di Stefano Bonaccini e Giorgio Gori, assessore leghista e segretario dem sono tornati a scontrarsi. Questa volta, però, l'accusa lanciata dall'esponente democratico è di aver sconfinato nell'attribuire una dichiarazione non rilasciata nei modi e nei contenuti.
Ma cosa è successo? Nelle scorse ore Failoni ha pubblicato un post sui social network. Un'immagine di Dal Rì e il virgolettato attribuito al segretario provinciale dem: "Il Turismo? Non porta valore aggiunto, ma solo povertà". E il commento: "Il turismo (per Dal Rì, ndr) porterebbe solo povertà e nessun valore aggiunto. Forse non si è accorto che senza il turismo le nostre valli sarebbero più vuote di una riunione del Pd a Ferragosto. Mi chiedo: ma Dal Ri è mai stato in Val di Sole, in Val di Fassa o in Primiero? Qui il turismo non solo tiene vive le nostre comunità, ma porta lavoro, investimenti e fa conoscere le nostre montagne in tutto il mondo. Se il turismo porta povertà, allora io sono Babbo Natale e le Dolomiti sono le colline toscane".
Poi "Caro Dal Ri, la prossima volta che vuoi parlare di turismo, fatti un giro nelle nostre valli…magari ti accorgi che senza turismo, qui resterebbero solo le marmotte (e forse qualche consigliere del Pd a contare i danni delle sue dichiarazioni)".

A stretto giro è poi arrivato il commento di Gianni Battaiola, presidente di Trentino Marketing e di Asat. "Prendiamo atto con stupore delle dichiarazioni del consigliere comunale del Pd Alessandro Dal Rì, che paiono più dettate dal desiderio di cavalcare l’onda della polemica che da un reale intento di costruzione politica. Quando si accusa il settore turistico trentino di essere un limite allo sviluppo, si dimostra non solo una visione miope, ma anche profondamente disinformata".
E l'associazione albergatori snocciola i numeri. Il turismo, spiega Asat, contribuisce per oltre il 10% al Pil provinciale secondo i dati Ispat. La stagione estiva 2024 ha registrato un aumento dell’1,5% degli arrivi e dell’1% delle presenze rispetto al 2023, mentre l'inverno 2024/25 ha totalizzato oltre 7,7 milioni di pernottamenti. I lavoratori nel settore sono stati, in media, 23.142.
I valori massimi e minimi di occupazione sono ad agosto e a novembre con rispettivamente 29.538 e 14.960 dipendenti. "Dati che smentiscono ogni narrazione su una presunta marginalità del comparto", prosegue Battaiola. "Il rapporto tra presenza turistica e sviluppo del territorio non è un’illusione propagandistica, ma un
fatto misurabile che abbiamo dimostrato, basandoci su dati ufficiali, in occasione della nostra ultima assemblea annuale: quando aumentano le presenze alberghiere, tende ad aumentare anche lo sviluppo economico e sociale di un territorio, segnale di un legame positivo tra le due variabili".
Il turismo "genera ricchezza diffusa, investimenti in innovazione, infrastrutture, occupazione qualificata e indotto per l’intera comunità locale", aggiunge Battaiola. "Il Trentino che funziona è quello che integra, non quello che contrappone. Parlare di 'puntare tutto solo sul turismo' è un artificio retorico che non trova riscontro né nelle politiche pubbliche né nelle strategie di sviluppo in atto che, anche in occasione della prossima manovra di assestamento di bilancio ha dimostrato attenzione a tutti i settori economici, nonché alle famiglie trentine".
L’Asat, continua l'associazione, lavora su progetti concreti per una crescita equilibrata e sostenibile, come il programma "Asat2030 – Un futuro sostenibile per il turismo trentino", che ha già coinvolto oltre 400 strutture in un percorso di responsabilità ambientale, sociale e di governance. A questo aggiunge la formazione professionale e il welfare aziendale, "per garantire occupazione stabile, qualificata e ben retribuita, smentendo così l’idea che il turismo produca lavoro povero. Industria, tecnologia e turismo non sono alternative, ma alleate. Sostenere che il turismo sia una forma economica 'minore' rispetto all’industria o al digitale è non solo scorretto, ma pericolosamente divisivo".
Le economie evolute "non abbandonano la loro vocazione territoriale, la valorizzano. Le regioni alpine nostre concorrenti di Francia, Austria e Svizzera – solo per citare tre casi – dimostrano che un turismo di qualità può coesistere con sistemi industriali e tecnologici avanzati", conclude Battaiola. "Il Trentino deve costruire ponti tra i settori, non muri ideologici. Non è il turismo a frenare l’innovazione, ma semmai i pregiudizi e la scarsa conoscenza delle peculiarità del settore. L’invito che rivolgiamo alla politica è quello di superare le etichette e le accuse sterili per ragionare in termini di sinergie. Il vero problema è chi continua a dividere invece di costruire. Spiace dover rilevare che, mentre imprese, istituzioni e territori lavorano per una diversificazione dell’offerta turistica, una destagionalizzazione dei flussi e una sostenibilità concreta, c’è ancora chi preferisce ridurre il dibattito a slogan. Se davvero si ha a cuore il benessere del Trentino, si abbandonino le polemiche e si cominci a parlare di proposte, dati alla mano. Il turismo non è il problema. È parte fondamentale della soluzione".
Arriva, però, la smentita del segretario dem che minaccia di spostare la questione a livello legale. "L’uso di un mio falso virgolettato 'Il Turismo? Non porta valore aggiunto, ma solo povertà' da parte dell’assessore Failoni è una sintesi dolosa e inaccettabile, che deforma strumentalmente il senso delle mie dichiarazioni. Attribuirmi frasi mai dette non è solo scorretto politicamente: è un atto grave sul piano personale. Verranno pertanto valutate possibili azioni formali di tutela della mia reputazione e di quella del Partito Democratico del Trentino", dice Dal Rì.












