Andrea Diprè candidato sindaco a Fermo: "Cancelliamo i debiti e l'Iva per i residenti e legalizziamo la prostituzione". E il web si scatena
Il controverso personaggio lancia la sfida per la poltrona di sindaco con "partito diprèista". Ma tra provocazione web e la reale corsa alle urne il passo è lungo

FERMO. Non è la prima volta che il suo nome compare associato a una fascia tricolore, ma questa volta il bersaglio scelto per la sua "rottura" è la città di Fermo.
Andrea Diprè, ex avvocato di origini trentine, agitatore del web e figura costantemente al centro di polemiche per i suoi contenuti estremi, ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco attraverso i propri canali social.
Con il consueto stile enfatico, il leader del sedicente "partito diprèista" ha presentato un video-manifesto che sta già dividendo la rete tra sconcerto, ilarità e una curiosità virale che è ormai il marchio di fabbrica delle sue sortite mediatiche.
Il programma elettorale snocciolato da Diprè, che ignora le normative fiscali nazionali e i vincoli di bilancio degli enti locali, puntando dritto a una sorta di (infattibile) ribellione economica.
"Da oggi Fermo non è più la stessa. È bloccata, spremuta, comandata da chi non ha visione", esordisce Diprè nel video, lanciando la parola d'ordine del "Reset totale".
Le promesse sono di quelle che farebbero tremare qualsiasi ragioniere dello Stato: cancellazione immediata dei debiti per i residenti, pressione fiscale ridotta al "minimo estremo" e, soprattutto, l'introduzione di una zona "No Iva" per i cittadini fermani.
"Vivi e spendi senza essere punito. Basta furti legalizzati", incalza Diprè, aggiungendo al pacchetto anche una rivoluzione sanitaria che azzererebbe le liste d'attesa e un accordo diretto con le banche locali per garantire "soldi veri subito" a chi lavora.
"Non è una candidatura, è una rottura - scrive Diprè a corredo del suo annuncio, mentre sottolinea che una volta eletto riaprirà anche le case chiuse - Fermo è ferma da troppo tempo. Io la voglio libera, veloce, ricca. Non sono qui per partecipare, sono qui per vincere".
Ma perché proprio Fermo? Beh, le motivazioni sono "validissime": Diprè a Fermo conosce gente e ha fatto cose. Rapporti di lavoro, interpersonali, frequentazioni.
Insomma, Diprè ne sa.
Anche se dietro i toni trionfalistici dell'ex avvocato e alla grafica elettorale già pronta, resta il nodo della fattibilità tecnica.
Per passare dai post di Instagram alla scheda elettorale, Diprè dovrà affrontare l'iter burocratico della raccolta firme e della presentazione ufficiale delle liste, uno scoglio che in passato, in occasioni simili, ha spesso trasformato le sue "discese in campo" in semplici operazioni di personal branding.
La città di Fermo osserva con un misto di distacco e perplessità l'ennesima incursione del "diprèismo" nella politica locale.
Se per molti si tratta dell'ennesima provocazione trash finalizzata a generare traffico web e interazioni, per altri è il segnale di una politica che, ridotta a spettacolo, permette anche a figure così discusse di trovare una sponda comunicativa.
E intanto, i social di Diprè si sono scatenati. Centinaia i commenti ai suoi "post elettorali", tra i quali si evidenziano: "Ma questo è ancora vivo?", o "Annullamento cartelle esattoriale, no IVA, no tasse... Un sindaco non ha questo potere... Però se lo dice Diprè io ho fiducia in lui. Diprè é come Chuck Norris, lui può tutto".
"Il giorno più importante della storia della nostra città dalla fondazione dei romani, Diprè facci sognare", commenta poi un altro utente del web.












