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Belluno
17 marzo | 19:49

Trasporto pubblico: si punta sul successo olimpico per rilanciare la mobilità sul territorio. “Il futuro passa per parcheggi scambiatori e digitalizzazione”

Chiusa la fase olimpica, la Provincia di Belluno sembra tornare a concentrarsi sulle esigenze del territorio. A partire dalla mobilità, che durante le settimane dei Giochi ha conosciuto un potenziamento notevole sull’asse per Cortina: sarà possibile rendere l’eccezione la regola? A intervenire il consigliere delegato Massimo Bortoluzzi

BELLUNO. "I complimenti del Comitato olimpico, delle delegazioni straniere e degli atleti sono la prova che il progetto speciale affidato a DolomitiBus ha funzionato con eccellenza. Tale successo non deve però restare un capitolo isolato, ma diventare il punto di partenza per una rivoluzione strutturale della mobilità in provincia di Belluno”.

 

A parlare è il consigliere delegato ai trasporti per la Provincia di Belluno Massimo Bortoluzzi, che a chiusura dell’evento a Cinque cerchi auspica per il territorio un nuovo corso sul fronte del trasporto pubblico locale. Durante le settimane dei Giochi, infatti, non sembrano esserci state carenze sulla mobilità, salvo le polemiche sui costi della tratta Calalzo-Cortina (poi rivisti per i residenti). Il potenziamento dei trasporti ferroviari tra Venezia, Ponte nelle Alpi e Calalzo e della linea 30 degli autobus ha infatti rivoluzionato il sistema, in una provincia ormai rassegnata a dover usare i mezzi privati per spostarsi.

 

Ora si tratta però di passare dall’eccezione alla regola, soprattutto se si vuole agire sul traffico dell’Alemagna. “Il futuro della mobilità dolomitica - prosegue il consigliere - passa per i parcheggi scambiatori. Come ho condiviso con il presidente Padrin, alcune aree e punti strategici lungo l’asse stradale potrebbero diventare i nodi di un sistema dove l'auto privata cede il passo a un trasporto pubblico potenziato e puntuale”.

 

E Roberto Padrin, da presidente uscente e da sindaco di Longarone, conferma in particolare come la zona Fiera potrebbe continuare a essere un hub importante sia per snellire l’Alemagna sia per valorizzare l’area.

 

Certo ci vogliono le risorse: già durante la presentazione dei dati sui canoni idrici, Bortoluzzi aveva accennato al tema trasporti in riferimento alle gare per la scadenza delle concessioni idroelettriche - che potrebbero valere milioni di euro da reinvestire sul territorio, anche e soprattutto sulla mobilità (qui i dati).

 

Nel frattempo, la Provincia punta sulla digitalizzazione. “Ho già chiesto a DolomitiBus - prosegue Bortoluzzi - di accelerare sul progetto della Dashboard per la gestione dei flussi. L’implementazione dei sistemi contapersone sui mezzi è fondamentale: dobbiamo sapere in tempo reale quante persone viaggiano, dove salgono e dove scendono. Solo con dati certi possiamo fare scelte corrette, puntuali e mirate alle necessità dei cittadini".

 

A questo si affiancheranno indagini mirate per incrociare domanda e offerta, cercando di superare le croniche criticità legate alla carenza di personale e di risorse finanziarie. Mancano infatti anche gli autisti, tanto che l’amministratore delegato DolomitiBus aveva lanciato la proposta a ogni sindaco del territorio di trovare un giovane disponibile: l’azienda, assicura, lo assumerà (qui l’articolo).

 

Infine, non manca un riferimento ai progetti delle "aree interne", rimasti fermi per ostacoli legislativi sull’uso dei mezzi. “Oggi le condizioni sono cambiate - conclude Bortoluzzi - e siamo pronti a riprendere il dialogo con i territori per portare a termine quanto iniziato. Siamo in una fase delicata di riordino regionale con l’istituzione delle agenzie di bacino: saremo vigili e determinati affinché le esigenze specifiche dei bellunesi siano messe al primo posto”.

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