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| 06 ott 2017 | 18:58

Arco, sarà un profugo a togliere le erbacce al cimitero. Civettini: "Alla faccia dei disoccupati trentini". Il sindaco: "Facile populismo"

E' un progetto ad hoc, nessuna discriminazione nei confronti di trentini e italiani. E sulle perplessità del consigliere provinciale: "Qual è la soluzione che propone Civettini? Far sparite magicamente tutti i profughi? Non è lui che si lamenta dicendo che stanno senza fare niente?"

di Donatello Baldo

ARCO. Quella di un richiedente asilo impiegato da Comune di Arco per strappare le erbacce dal cimitero poteva essere letta come una buona notizia, perché spesso si dice che l'integrazione passa anche dal lavoro, perché spesso si dice che non è bello che questi profughi stiano lì a non far niente

 

Una notizia che però ha però infastidito il consigliere provinciale Claudio Civettini che a questo proposito ha presentato subito un'interrogazione alla Giunta. "Fa scalpore e accende una guerra tra poveri la scelta discriminante che 'premia' un profugo alla faccia dei tanti disoccupati trentini".

 

Civettini non condivide affatto la scelta dell'amministrazione arcense di prolungare lo stage che un richiedente asilo ha svolto gratuitamente e che ora verrà pagato 500 euro al mese fino alla fine di dicembre. 

 

Questa scelta, c'è da dire, non è stata fatta soltanto per finalità caritatevole ma per rispondere a un'esigenza precisa, il proliferare di erbacce soprattutto nell'area del cimitero e l'impossibilità di usare il glifosato per estirparle come prevede una mozione approvata in Comune.

 

Ma per Civettini questa politica "genera una disparità incredibile e che è una vera e propria discriminazione nei confronti dei residenti". L'interrogazione del consigliere mira a verificare se ci siano stati  "atteggiamenti discriminanti e perché il beneficiario non sia stato messo in una lista fatta anche di italiani e trentini necessitanti altrettanto di un lavoro".

 

"Ci dica Civettini allora cosa fare - risponde il sindaco di Arco Alessandro Betta - provi a farli sparire magicamente i profughi, nel caso non riesca ci dica cosa farebbe lui per evitare che rimangano con le mani in mano senza fare niente. Noi cerchiamo di dare risposte concrete, anche rispondendo a coloro, come Civettini, che si lamentano perché i richiedenti asilo sono qui inoccupati e a zonzo per le strade". 

 

"Questo - spiega Betta - è populismo facile facile. Quella borsa lavoro non posso utilizzarla se non per un richiedente asilo, quindi perché non premiare chi si è già distinto per aver svolto quella mansione con serietà e gratuitamente per i mesi precedenti?". 

 

"Avrei dovuto assumere qualcuno? Ma Civettini - incalza Betta - sa quanto costa ad un'amministrazione un'assunzione? Sa quanti vincoli e quanti impedimenti che ci sono? Avrei dovuto affidare a una ditta specializzata il diserbo del cimitero? Sa quanto sarebbe costato?". 

 

"Questo - spiega il sindaco - è un progetto ad hoc e non c'è discriminazione nei confronti dei dei disoccupati della zona. Abbiamo voluto rispondere ad un'esigenza precisa, quella del proliferare delle erbacce, e al contempo insegnare a un richiedente asilo il valore del lavoro, quello che recita al primo articolo la nostra Costituzione". 

 

 

 

 

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