Contenuto sponsorizzato

Referendum, dal rettore Collini a Lanzinger del Muse: nel mondo della cultura sembra prevalere il Sì

Castelli e Kezich non rispondono. Il cantautore Brugnara sarebbe per il No ma non gli piace chi lo sostiene. Ferrandi e Cagol daranno l'ok alla riforma

Di Donatello Baldo - 24 novembre 2016 - 07:43

TRENTO. Intellettuali e artisti, uomini e donne del mondo della cultura cosa voteranno al referendum del prossimo 4 ottobre? Sembra prevalere il Sì, perlomeno tra quelli che hanno accettato di risponderci.

 

Ma chissà, forse voteranno No proprio quelli che non hanno voluto sbilanciarsi. Uno che di sicuro voterebbe No ma è frenato dalla "compagnia" che si schiera per bocciare la riforma è il cantautore folk Milo Brugnara che spiega: "Francamente sono in crisi. Ho letto una vignetta di Vauro che dice Sì con Verdini - No con Salvini: sono indeciso tra spararmi o buttarmi dalla finestra. Ecco è esattamente questo il mio stato d'animo. Se dovessi seguire la mia coscienza sarei portato a votare No ma pensare che da quella parte ci sono Salvini e politici del genere mi spaventa. Quindi, forse, per la prima volta annullerò il mio voto. Diciamo che sarebbe No, ma con spavento per chi lo sostiene".

 

Chi non si sbilancia è l'attore e regista trentino Andrea Castelli: “Io faccio il mio lavoro, mi occupo di teatro e non di politica”, ha risposto un po' arrabbiato senza dirci cosa vota. Più gentile Gianni Kezich, direttore del Museo degli usi e costumi della gente trentina: “Non faccio politica, non rispondo alla domanda”, dice risoluto e chiude veloce la telefonata.

 

Se loro difendono con tanta forza il segreto del voto, altri accettano di parlare e di esprimere la loro libera opinione. Michele Lanzinger, direttore del Muse lo dice apertamente: “Io voto Sì – afferma convinto – osservo il referendum per il quesito che pone, senza estendere il referendum a questioni di natura politica, e rispondo favorevolmente: Sì”

 

Stessa idea per Giuseppe Ferrandi, che dirige la Fondazione Museo storico: “Nonostante la politicizzazione data dal premier Matteo Renzi io voto Sì. La polarizzazione tra favorevoli e contrari – osserva Ferrandi – non riguarda il referendum, e la campagna elettorale dovrebbe occuparsi onestamente dei contenuti, non delle diverse visioni politiche di governo. Per quelle – afferma – ci sono le elezioni politiche”.

 

Paolo Collini, magnifico rettore dell'Ateneo di Trento, dice questo: “Non le dico cosa voto, tragga lei le conseguenze di ciò che dico”. Ed ecco allora il suo pensiero: “Sono pienamente convinto che una semplificazione del quadro istituzionale e del sistema sia una buona cosa. E il tentativo di semplificazione di questa riforma – afferma – mi sembra da apprezzare: poi il risultato potrà essere più o meno buono, ma mi sembra chiaro che si tratti di un intervento che va nella direzione giusta”.
 

Molto più diretto Stefano Cagol, l'artista trentino che si divide tra le sue montagne, Bruxelles e New York: “Io sono per il sì, anche perché sinceramente non ho nulla a che vedere con la maggior parte dei partiti e dei movimenti che sostengono il No. E comunque dai – spiega Cagol – bisogna evolversi, non si deve stare fermi, è necessario andare avanti: non sarà la miglior proposta ma è comunque un miglioramento che io voglio sostenere”.

 

Questi sono loro. Per chi volesse approfondire, autonomamente qui il testo della costituzione comparato con quello della riforma.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 26 novembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

27 novembre - 04:01

Mentre dal 15 al 25 novembre i positivi comunicati da Fugatti e Segnana ai trentini sono passati da 3.099 a 2.461 quelli veri a Trento città sono passati da 2.240 a 2.500 e mentre il livello di contagio pare stabile i dati comunicati dalla Pat fanno salire enormemente il gap con tutti gli altri territori nel rapporto tra positivi e ricoveri, decessi e terapie intensive (dati, questi, che non si possono interpretare) e anche l'ex rettore Bassi conferma: ''Con impegno e costanza degni di miglior causa, il Trentino è riuscito a emergere nel panorama nazionale come una anomalia sempre più evidente''

26 novembre - 19:14

La discussione è stata avviata nella Quinta Commissione in Provincia ma il tema era già nato lo scorso anno. Claudio Cia ha presentato un disegno di legge per fare in modo che la scelta del presidente dell'Opera Universitaria ricada in capo solo alla Provincia. Appoggio da parte dell'assessore Bisesti ma è già scontro con le opposizioni  

27 novembre - 08:10

La richiesta arrivata nel 2012 ha permesso ad una società di accedere ai contribuiti di un finanziamento del Fondo europeo di sviluppo regionale. Dovevano essere rispettati dei vincoli ma le indagini della Finanza hanno scoperto che la società non ha mai avuto una sede sul territorio provinciale

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato