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La deputata renziana Morani in Tv: "L'autonomia trentina? Avremmo voluto cambiarla". Rossi: "Ecco perché con il Sì siamo tutelati"

Duro attacco all'Autonomia su La7. I sostenitori del "no" al referendum alla deputata Pd: "Perché nella riforma costituzionale non avete toccato le autonomie speciali?". Lei: "Volevamo farlo ma non avevamo la maggioranza". Il commento del presidente della Provincia: "I nostri delegati a Roma hanno fatto un buon lavoro"

Di Luca Pianesi - 21 ottobre 2016 - 07:58

ROMA. "Volevamo modificare anche le regioni a statuto speciale ma non avevamo la maggioranza per farlo. La verità è questa. Avremmo voluto fare anche quella modifica ma in questo modo abbiamo rispettato la specialità di queste regioni". E' la deputata del Pd Alessia Morani, fedelissima di Matteo Renzi, a parlare. E' questa la sua replica ai giornalisti Luca Telese e Silvia Truzzi, durante la trasmissione la Gabbia andata in onda mercoledì sera su La7, che la stavano attaccando a proposito della riforma costituzionale, proprio sulla questione legata alla specialità del Trentino Alto Adige.

 

"In questa riforma che ridisegna le competenze Stato - Regioni - ha detto la giornalista del Fatto Quotidiano - nel senso di accentrarle verso lo Stato (...) mi domando perché in questa geniale ricostruzione non si siano toccate anche le questioni legate alle regioni a statuto speciale che non perdono nessun privilegio che hanno. E acquistano anzi una sovra rappresentanza enorme". Prima, infatti, era stato Luca Telese a spiegare come "al Trentino Alto Adige andranno 4 senatori mentre la regione della Morani (le Marche ndr) avrà solo 2 rappresentanti. Il Trentino Alto Adige ha un senatore ogni 250.000 abitanti mentre i poveri marchigiani avranno il peggior tasso di rappresentatività: 1 ogni 780.000 abitanti. Una riforma che massacra quasi tutte le regioni italiane (...) nata non per tutelare le minoranze ma perché servivano i voti della Svp e quindi si sono venduti le poltrone".

 

 

 

 

Uno scambio di battute, in una trasmissione nazionale, da panico per la nostra autonomia: da un lato ci sono i sostenitori del "No" che la utilizzano come arma per colpire la maggioranza di Governo, accusandola di non aver avuto il coraggio di toccare privilegi e benefici delle regioni a statuto speciale. Dall'altro c'è l'esponente di governo, la deputata Morani, che chiarisce come la volontà di modificare questa "specialità" c'era tutta, ma logiche di maggioranza non hanno permesso di concretizzarla. Comunque la si legga l'autonomia finisce per essere sotto attacco (non citiamo il servizio precedente della stessa trasmissione tutto incentrato sullo "scandalo vitalizi" che tanto male ha fatto all'immagine del Trentino Alto Adige).

 

"Adesso va a finire che è il Trentino Alto Adige il problema dell'Italia - ha commentato il presidente della Provincia Ugo Rossi con una risata - secondo me, per tornare seri, bisogna dire che da un lato c'è il fronte interno e dall'altro quello esterno. Il fronte interno è quello che vede le minoranze qui sul territorio attaccare il referendum perché non tutelerebbe abbastanza l'autonomia. Sbagliato. In realtà abbiamo una tutela assoluta come emerso anche dal dibattito in quella trasmissione Tv. Il lavoro fatto dai nostri delegati in Parlamento è stato ottimo e la bontà di questo lavoro sta proprio nel livello di garanzie che ci sono per il nostro territorio. E quindi non ci sono ragioni per non votare 'Sì'".

 

"Poi - prosegue Rossi - c'è il fronte esterno: non possiamo essere completamente soddisfatti. Ma non sul piano politico o normativo. Non possiamo esserlo sul piano culturale. Quello che, infatti, dobbiamo riuscire a fare è trasmettere al resto del Paese che autonomia significa buon governo e significa responsabilità. Solo facendo passare questo messaggio riusciremo ad essere tutelati a prescindere dalle maggioranze e dal colore dei governi nazionali. La Morani dice che la nostra autonomia l'avrebbero voluta cambiare ma non ci sono riusciti? I centralisti ci sono da tutte le parti. Il Pd ha un problema atavico di chiarimento interno. Dovrebbero fare un'analisi politica globale, perché troppo spesso capita che uno dica una cosa e l'altro ne faccia un'altra, e anche sulla questione delle autonomie è bene che assumano una linea chiara. Noi ce l'abbiamo e siamo forti delle nostre convinzioni. L'autonomia è una risorsa ma solo per chi la sa utilizzare e non tutti hanno dimostrato di saperlo fare bene come noi".    

 

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