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Levico Terme, i 5 Stelle chiedono le dimissioni del sindaco. Dopo la lettera dell'Anac le spese di rappresentanza del 2015 sono cambiate

Pochi spiccioli (prima le indennità di missioni di Sartori erano 598 euro ora sono 723,10) che però possono creare sfiducia nei cittadini. E ieri si è svolta la manifestazione per chiedere le dimissioni del primo cittadino. Direno: "Ora che qualche dato sulla trasparenza viene finalmente aggiornato emergono problemi e conflitti di competenza"

Alcuni dei manifesti che sono stati portati fuori dal municipio di Levico dai manifestanti
Di Luca Pianesi - 29 gennaio 2017 - 17:18

LEVICO TERME. Prima le indennità per missioni 2015 del sindaco Sartori ammontavano a 598 euro. Dopo l'intervento dell'Autorità nazionale anticorruzione degli scorsi giorni le stesse indennità di missione 2015 del sindaco Sartori sono state aggiornate a 723,10 euro. Pochi spiccioli direte e probabilmente riconducibili a dimenticanze (ne siamo sicuri), che però rendono l'idea di quanto sia importante aggiornare con correttezza e costanza i siti internet della amministrazioni pubbliche. Il rischio, poi, è di creare confusione e dubbi nel cittadino il quale per legge ha diritto di accedere a tutti i dati sensibili che riguardano l'ente pubblico. Il decreto legge 33 del 2013, infatti, parla chiaro obbligando tutte le amministrazioni a rispettare le norme sulla trasparenza pubblicando i dati relativi ai loro dirigenti, amministratori, rappresentanti, le delibere, gli atti di indirizzo e ogni dato sensibile. Lo scopo è diventare, appunto, trasparenti nei confronti del cittadino che così può trasformarsi nel primo "controllore della sua amministrazione".  Punto, questo, specificato anche nei "principi generali" della norma, all'articolo 1: la trasparenza ha "lo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche".

 

 

 

 


I rimborsi del 2015 così come si presentano oggi 

 

E laddove ciò non avvenga si può generare quello che è accaduto ieri a Levico: la richiesta di dimissioni del sindaco urlata fuori dal municipio e portata sin dentro al "palazzo" nella Sala Consiliare. A chiederle il Movimento 5 Stelle ed alcuni cittadini (una trentina) tra i quali c'era anche quel Mauro Direno che, per primo, ha acceso la miccia andando a verificare che le norme sulla trasparenza fossero applicate nel suo Comune, Levico, appunto (noi recentemente abbiamo provato ad approfondire scoprendo che su 175 comuni oltre 100 non rispettavano queste norme). Di lì la scoperta che al sito mancava "l'80% dei dati delle sezioni e sotto-sezioni previste dalla normativa; la mancanza dei contenuti dei relativi obblighi di legge; la pubblicazione dei dati non conforme alle disposizioni" e tanto altro ancora. Un virgolettato, questo, non riferito a Direno ma all'Anac che due settimane fa ha dato l'ultimatum all'amministrazione termale di adeguarsi alle normative, andando anche a chiedere le ragioni che avevano portato alla mancata applicazione delle leggi. Ultimatum dato anche alle Comunità di Valle poco prima di Natale.

 

"Qualcosa adesso si sta muovendo - ci spiega Direno - e iniziano ad emergere i conflitti di competenza di consiglieri comunali che sono anche presidenti di associazioni, poi finanziate dalla stessa amministrazione, o che ricoprono altri incarichi pubblici. Emergono le cifre reali come nel caso delle spese di rappresentanza del sindaco. Si scoprono i veri finanziamenti a partecipate e associazioni. E siccome ci sono troppe cose che non tornano e, nonostante le lettere dell'Anac, ancora non tutte le norme vengono rispettate noi chiediamo le dimissioni di questo sindaco che si è fatto eleggere parlando anche di trasparenza e di rapporto specchiato con i suoi cittadini e invece ha cominciato ad applicare le norme sulla trasparenza solo dopo che i cittadini hanno dimostrato che non lo stava facendo".

 

La manifestazione di ieri è cominciata intorno alle 10 davanti al municipio di Levico. Lì i consiglieri 5 stelle (quello comunale Maurizio Dal Bianco e quello provinciale Filippo Degasperi) e il deputato Riccardo Fraccaro hanno provato a spiegare a cittadini e passanti quanto stava accadendo e poi sono tutti entrati nella Sala Consiliare per mostrare slide, dati e documenti. Una battaglia, quella per la trasparenza, che al di là dei partiti e delle richieste politiche andrebbe fatta propria da parte di tutti i cittadini per avere strutture pubbliche più efficienti e meno sprechi. 

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