Contenuto sponsorizzato
| 04 ott 2017 | 18:25

Mentana, altro 'attacco' all'autonomia. Questa volta dalla sua pagina Facebook che conta quasi un milione di like

Il popolare giornalista torna sull'argomento che tanto ha fatto discutere: "Perché sulle stesse rive del lago di Garda i cittadini di Desenzano e quelli di Riva hanno condizioni diverse, e più vantaggiose i secondi solo in quanto trentini?"

di Redazione

TRENTO. Altra stilettata di Enrico Mentana all'autonomia, questa volta dalla sua pagina Facebook che conta quasi un milione di like. "Perché sulle stesse rive del lago di Garda i cittadini di Desenzano e quelli di Riva hanno condizioni diverse, e più vantaggiose i secondi solo in quanto trentini? Perché sotto la Marmolada gli albergatori di Arabba, veneti, devono essere svantaggiati rispetto a quelli di Canazei, trentini, o Corvara, altoatesini?".

 

Queste domande sono formulate all'interno di un post che il popolare giornalista ha pubblicato per intervenire in quella "gran confusione tra quel che succede in Catalogna e i prossimi referendum del 22 ottobre in Lombardia e Veneto".

 

"Su questi ultimi - afferma Mentana -  al di là degli interessi contingenti delle forze politiche credo che sarebbe utile per il paese una vittoria del sì. Avrebbe un valore non vincolante - osserva - ma significativo".

 

"Non porterebbe le due regioni fuori dall'Italia neanche per un millimetro, ma farebbero aprire con decisione il dibattito sulla differenza, non più giustificata, tra regioni ordinarie e regioni a statuto speciale".

 

Dopo gli esempi che mettono a confronto Riva del Garda e Desenzano, e quelli che mettono a confronto gli albergatori veneti da quelli di Canazei, Mentana tocca il 'tasto dolente' degli sperperi siciliani, mettendo sullo stesso piano quello che gli autonomisti trentini e altoatesini cercano in tutti i modi di separare.

 

"Perché in Sicilia ci sono 22 mila lavoratori forestali - scrive Mentana - più di quanti non ce ne siano in tutto il resto d'Italia (peraltro ora la Guardia Forestale è stata riassorbita nei ranghi dei carabinieri)?"

 

E prosegue con le domande: "Perché ritorna nelle regioni a statuto speciale il 90% del gettito fiscale versato allo stato, molto più che nelle altre regioni? Potrei andare avanti a lungo, ma il concetto è chiaro: condizioni storiche e convenienze politiche portarono la neonata repubblica italiana a concedere statuti speciali a valdostani, sudtirolesi, trentini, friulani, giuliani, sardi e siciliani".

 

"Ora tutto questo semplicemente non ha senso, e crea più sperequazioni di quante non ne sani. O tutte le regioni virtuose, cioè in equilibrio con i conti, hanno diritto allo stesso trattamento di quelle a statuto speciale - conclude il giornalista - o diventa intollerabile che alcune regioni possano crescere a scapito delle altre". 

 

I like sono più di 7 mila, destinati a crescere, e le condivisioni arrivano a mille, destinate anche queste ad aumentare. 


Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 13 giugno | 13:23
Il 49enne Antonio Sardano era nato ad Andria, in Puglia, ma risiedeva da tempo a Trento, Sergio Martinelli, 29 anni, era nato nel capoluogo e [...]
Cronaca
| 13 giugno | 12:09
Il ruolo giocato dalle popolazioni di lince in Italia, che si concentrano in particolare nella zona di Tarvisio, è visto dagli esperti come la [...]
Cronaca
| 13 giugno | 11:59
Le operazioni di bonifica si sono concluse negli scorsi giorni a Valbiolo, nel comune di Vermiglio, spiegano le forze armate: in tutto sono stati [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato