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Mentana dice la sua sull'Autonomia, l'assessora lo scarica: "Ho accettato io di portarlo. Un delirio di onnipotenza. Superficiale"

Il direttore del TgLa7 ha detto "la sua" (perché invitato a farlo) al Festival organizzato anche dall'assessorato di Sara Ferrari che su Facebook 'scarica' il suo ospite perché non ha detto quel che vorremmo sentirci dire. Eppure gli applausi ci sono stati. Il Patt: "Da Mentana parole inaccettabili e vergognose"

Di Luca Pianesi - 24 September 2017 - 20:10

TRENTO. Levata di scudi dopo le parole di Mentana. "Parlarne a Trento mi sembra quasi di dire le parolacce in chiesa, ma io la penso così: l'autonomia è un privilegio e non ha più senso di esistere”, ha detto il direttore del TgLa7 ieri sera in Piazza Battisti durante il Festival delle Resistenze. Davanti a lui moltissimi giovani che, volenti o nolenti, sono tornati a casa con uno stimolo in più, un'idea su cui dibattere, discutere. Non per forza tutti favorevoli. L'applauso non dev'essere, necessariamente, confuso con approvazione. Può essere un ringraziamento perché quel che si è ascoltato lo si riteneva comunque interessante, diverso, accattivante.

 

Poteva essere un applauso al "personaggio" Mentana. Poteva essere un applauso all'evento che, alla fine, evidentemente, è piaciuto. Paradossalmente poteva essere un applauso a chi l'evento lo ha organizzato, portando sul palco una persona, comunque la si pensi, non banale. Ma il paradosso è proprio qui: non è piaciuto, per niente, all'assessora all'università, ricerca e politiche giovanili Sara Ferrari che oggi ha fatto l'unica cosa che un bravo "padrone di casa" non dovrebbe mai fare. Ha "scaricato" il suo ospite (il suo assessorato è tra gli enti promotori del Festiva delle Resistenze) perché, sostanzialmente, ha detto cose diverse da quelle che avremmo voluto sentirci dire. Tradotto: Mentana non è venuto qui a fare il solito elogio del 'semo i mejo de tutti', 'semo il modello da esportare'? Allora giù dalla torre, prossima volta inviteremo qualcuno più in linea con questa devastante autoreferenzialità che è proprio una delle chiavi che rendono la nostra Autonomia invisa a gran parte del Paese. 

 

L'assessora si è espressa rispondendo a un post su Facebook, intelligente e partecipato, di Gabriele Carletti, giornalista Rai e volto del Tgr Trentino Alto Adige. Carletti ha scritto: "Che Enrico Mentana dica che l'autonomia non si giustifica più, che da quando ha l'età della ragione "questa roba dell'autonomia non la capisce" non dovrebbe stupire. Lo pensa l'80% degli italiani. E perfino quel 76% dei trentini che in un sondaggio, un anno fa, parlò di privilegio legittimo. Un ossimoro sublime. Quel che colpiva ieri era l'incapacità della piazza di portare un solo argomento a sostegno della specialità".

 

Questa la risposta dell'assessora Ferrari sotto il post del giornalista Rai: "La piazza non poteva portare argomenti. L'uomo ha fatto uno show ed ha mal tollerato qualsiasi intervento. Un delirio di onnipotenza. Superficiale, continuamente contraddittorio, ha massacrato tutto e tutti, senza riuscire a dare mai risposte costruttive. Infatti è un giornalista, purtroppo invece l'antipolitica porta a cercare le risposte da chi non ha per ruolo l'assunzione di responsabilità di proposta. Troppo comodo e sterile. Sono dispiaciuta perché nel festival delle resistenze ho accettato io di portarlo, ma ha saputo solo dire ai giovani di 'fare la rivoluzione'. Quella cittadinanza attiva che cerchiamo di promuovere tra i giovani così ci perde"

 

E invece siamo qui a parlarne. Mentre agli incontri dell'Autonomia sponsorizzati dai nostri politici, tolti i giornalisti e i "tecnici" del mestiere, la gente quella vera, si contava sulle dita di una mano. Oggi i partiti (pubblichiamo qui sotto il comunicato del vicesegretario politico del Patt Simone Marchiori e qui il blog di Riccardo Fraccaro e dell'M5S) possono fare la loro levata di scudi e ricordare, giustamente, a tutti noi quanto l'Autonomia sia importante. Possono replicare a chi li ha "provocati" e stuzzicati. Possono argomentare. Fosse venuto a dirci anche lui che 'semo i mejo' 'semo il modello da esportare' magari lo avremmo rinvitato a un altro dibattito "marchiato Provincia" ma non ci avrebbe lasciato niente nemmeno la possibilità di discuterne. Autonomamente.

 

Con riferimento alle dichiarazioni di Enrico Mentana, direttore del TG di LA7 ospite ieri in Piazza Battisti a Trento, ritengo opportuno intervenire con forza a nome della Segreteria politica del PATT. Quelle di Mentana, infatti, sono parole inaccettabili e vergognose frutto di un’analisi superficiale e di una totale ignoranza della realtà delle autonomie speciali.

 

Come autonomisti, ma soprattutto come trentini, non possiamo tollerare che un giornalista famoso e stimato come Mentana si lasci andare ad esternazioni che nulla hanno a che fare con la realtà della nostra terra. È scandaloso, infatti, che davanti ad una piazza gremita e senza alcuna possibilità di contraddittorio, il noto giornalista si sia permesso di offendere intere popolazioni che, da decenni e secondo la legge, lavorano per migliorare la propria condizione, far crescere la propria terra e veder rispettati i propri diritti. Basti pensare al passaggio in cui Mentana ha paragonato la SVP a fascismo e comunismo, dimenticando che il partito di raccolta sudtirolese è dal ’48 che riceve democraticamente la maggioranza dei consensi e governa, quindi, a pieno titolo la Provincia autonoma di Bolzano. Ma è altrettanto grave che il giornalista si permetta di sbeffeggiare le minoranze linguistiche invitandole ad andare in Austria solo perché non parlano italiano e rappresentano una cultura diversa.

 

Ancora una volta con arroganza si ribalta la realtà dei fatti. Ancora una volta prevale la logica secondo cui i problemi che affliggono l’Italia derivano dalle Autonomie speciali e non da un centralismo esasperato dello Stato e da un regionalismo incompleto che impedisce alle regioni ordinarie di mettere in atto quell’autogoverno in grado di valorizzare ogni singolo territorio. Certo, è innegabile che ci siano autonomie speciali che funzionano ed altre che purtroppo rappresentano una fonte di sprechi senza fine, ma guardando alle parole di Mentana, la soluzione non è di certo quella di eliminare tutte le speciali, ma semmai di ampliare le forme di autonomia di quelle regioni che sono in grado di autogestirsi.

 

Ciò che preoccupa e che rattrista è che Mentana abbia pronunciato queste parole proprio a Trento e che la piazza gremita abbia applaudito senza remore, voglio sperare inconsciamente sull’onda emotiva suscitata dal giornalista, non capendo che se fosse messo in atto quanto affermato, le prime a pagarne le conseguenze sarebbero proprio le persone presenti e, in particolare, i giovani a cui era dedicato l’incontro. Giovani che, grazie all’Autonomia, possono contare su un’università d’eccellenza, su servizi e incentivi invidiati da più parti e su un tessuto sociale ancora in grado di garantire un futuro da protagonisti alle nuove generazioni. Cosa che lo Stato italiano, per stessa ammissione di Mentana, di fatto non riesce a fare. 

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