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Parte la discussione sul bilancio. Maratona fino a Natale per il Consiglio provinciale

Oggi la parola alle minoranze che si sono lamentate per il continuo assentarsi del governatore Ugo Rossi. "Preoccupa la tendenziale riduzione del Pil"

Pubblicato il - 19 dicembre 2016 - 20:24

TRENTO. Al via la discussione sulla manovra di bilancio. Al via la maratona consiliare che vedrà impegnata l'Aula fino a Natale. La parola in questa prima tornata alle minoranze che hanno manifestato tutte le loro critiche alla relazione che il governatore ha tenuto davanti al consiglio la scorsa settimana.

 

Il primo a rompere il ghiaccio Giacomo Bezzi (Forza Italia). "Il Trentino sarebbe a detta del Governatore della Provincia un’isola felice e il centrosinistra sarebbe la soluzione migliore per questa terra in termini di amministrazione”. Ma il raffronto con Bolzano, per l'esponente di minoranza, è preoccupante: "Un forte divario negativo per Trento rispetto a Bolzano: 6,4% rispetto al 3,4% per la disoccupazione e 27 e 12 per quanto riguarda lo stesso tasso riferito ai giovani".

 

"Per quanto riguarda il Pil dal 95 al 2001 la Provincia di Trento è riuscita a recuperare su Bolzano, mentre dal 2008 in poi si è assistito a dieci anni di tracollo, perdendo 2 miliardi di rispetto alla vicina provincia altoatesina. Ogni anno stiamo perdendo miliardi - afferma il consigliere - e i dati su disoccupazione, esportazione, presenze turistiche, sofferenze bancarie non fanno che confermare questo trend rispetto a Bolzano".

 

Quella di Rossi è stata una relazione “scarna dal punto di vista tecnico”, afferma Maurizio Fugatti della Lega Nord. Ma l'affondo è anche politico nei confronti del governatore: “Non serviva che venisse qui in questo contesto a spiegarci che è fiero di aver fatto la campagna referendaria per il Sì, così come non serviva che lei venisse qui a dirci che non ha intenzione di candidare alle politiche”.

 

“I trentini vi hanno bocciato perché voi non capite le problematiche che li assillano - ha aggiunto Fugatti esaminando alcuni passaggi della relazione - perché vi manca la sensibilità verso le difficoltà della gente”.

 

Manuela Bottamedi (Misto) ha stigmatizzato l'assenza del presidente della Provincia durante la discussione: “Un avvio deficitario piuttosto grave” ha sottolineato. "La relazione - secondo la consigliera - parte dalla solita autoreferenzialità ed è incapace di fotografare la vera realtà. Un’autoreferenzialità ottimista che però non sarebbe sostanziata dai fatti, dato che scorrendo i dati riferiti a tutti gli indicatori non siamo primi in nulla e rispetto alla provincia di Bolzano viene da piangere”.

 

"Stiamo vivendo un principio di declino che se non riusciamo a correggere ci porterà situazioni irreversibili", ha affermato. "Mi aspetto un Trentino in vetta, fiero ed orgoglioso della sua specialità - ha proseguito - un Trentino che riparte e che in questa manovra continuo a non intravedere. Sulla scuola, ad esempio: non c’è nulla riguardo alla formazione, digitalizzazione, innovazione tecnologica che mancano totalmente nel sistema trentino e che ci metterebbero al passo con il resto del mondo".

 

Claudio Cia (Agire per il Trentino) ha richiamato le parole di mons. Tisi che ha insistito su una politica ad “una maggiore attenzione all’uomo della strada”. Cia ha visto nelle parole del vescovo “una tiratina d’orecchie a quest’aula e l’ammissione della distanza tra le istituzioni e i cittadini”.

 

"Nella relazione di bilancio di Rossi - secondo il consigliere -  si dicono molte cose non vere e se ne tralasciano altre". Cia ha rilevato una bassissima crescita della popolazione, dato particolarmente grave se consideriamo che molti giovani stanno abbandonando il nostro territorio per andare a cercare fortuna all'estero. Altro dato che dovrebbe fare riflettere quello riferito all'aumento delle sofferenze bancarie e delle patologie psichiatriche. Le famiglie con figli sono sempre meno, a fronte di un aumento delle famiglie di un componente.

 

Claudio Civettini (Civica Trentina) ha osservato che il Trentino è diverso da quello descritto da Rossi nella relazione di bilancio ma che tuttavia non può essere definito “apocalittico”: "Sarebbe disonesto descriverlo così, sebbene ci sia la necessità di una svolta che possa dare ai cittadini la fiducia necessaria alla crescita".

 

Il consigliere della Civica ha osservato che quello che manca a questa maggioranza -ed anche all'opposizione, ha aggiunto- è la capacità di confrontarsi sui progetti e di capire quale sia il bene comune da raggiungere: “Se non riusciremo a fare questo sforzo di confronto falliremo tutti”. 

 

Filippo Degasperi (M5s) ha giudicato invece “debole dal punto di vista politico” e “ripetitiva dal punto di vista dei contenuti” la relazione introduttiva al bilancio letta venerdì dal presidente Rossi. Relazione che “non ha disegnato un futuro originale e innovativo per il nostro territorio”. “Incauto”, come lui stesso ha ammesso, è stato per Degasperi il sostegno dato dal presidente al “sì” in vista del recente referendario sulla riforma costituzionale. Il consigliere ha criticato la gestione del caso Vallo Tomo da parte della Giunta Rossi, il cui dialogo con i cittadini “è avvenuto con la protezione delle forze dell'ordine”.

 

Dopo la doppia interruzione del consiglio a causa della protesta di un gruppo di lavoratori ex Whirlpool che hanno esposto in aula uno striscione e cartelli è intervenuto Marino Simoni (Progetto Trentino) che ha detto di condividere con il presidente Rossi il fatto che il Trentino gode di una situazione ancora invidiata nel resto d'Italia. “Tuttavia – ha proseguito – al problema vissuto da migliaia di disoccupati la politica deve dare una risposta”.

 

Rodolfo Borga (Civica Trentina) contesta invece la drastica riduzione delle risorse per investimenti. Il consigliere ha ricordato i tanti progetti di opere pubbliche prefigurati da anni dalla Provincia, dal nuovo polo ospedaliero alla Loppio-Busa, per realizzare i quali le risorse sono in drastico calo. Il consigliere ha poi ricordato i tagli particolarmente sensibili che questo bilancio infligge alla ricerca, alle politiche ambientali e all'agricoltura, senza dimenticare un certo distacco dalle medie e micro imprese.

 

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