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Referendum, RENZI SI DIMETTE. Il No avanti in tutta Italia. In Trentino No 54,83% e Sì al 45,17%

Scrutinati 216 seggi su 528 in provincia. Prime reazioni della politica. Affluenza definitiva in Trentino 76.80%. In Alto Adige sta vincendo il Sì che è oltre il 63,62%. Renzi: "Credo nella democrazia, ho perso e la poltrona che salta è la mia: mi dimetto"

Pubblicato il - 04 dicembre 2016 - 23:46

TRENTO. L'alta affluenza poteva essere letta come un buon segnale per il Sì ma alla fine c'hanno pensato prima gli exit-poll e poi i dati reali a gelare gli animi dei sostenitori della riforma. Una forbice da subito apparsa nell'ordine dei 10 punti percentuali. Una forbice (per gli exit-poll diffusi da La7 e da Rai1, il No sarebbe tra il 54 e il 59%) che ha fatto sin dai primi minuti dopo le 23 far gioire Salvini, a livello nazionale, e Claudio Cia a livello locale. E' stato il consigliere di Agire, infatti, il primo a prendere posizione. 

 

“E' un segno molto importante - ci spiega - che dimostra come alla fine, l'arroganza dimostrata da Renzi e dai suoi sostenitori nel volersi imporre mediaticamente, non è servita. Alla fine la gente ha avuto più a cuore quello che è un patrimonio storico consolidato, qual è la nostra Costituzione, una carta fondamentale che ha sempre garantito la nostra comunità. Questo non significa che la Costituzione non abbia bisogno di un 'lifting' , ma certamente il cambiamento non può avvenire in maniera imposta. Un riforma della Costituzione se si vuole fare, o si fa tutti assieme oppure non verrà riscritta. Il passato ci insegna che la Costituzione non ha mai escluso nessuno".

 

Maurizio Fugatti gli fa eco e rilancia: "I dati si stanno consolidando con la vittoria del No. Lo scarto è importante e Renzi deve dimettersi. Dobbiamo andare al voto subito anche perché la partecipazione popolare è stata alta e questo è un segnale chiaro che dimostra l'inadeguatezza della riforma e di questo Governo".

 

I seggi scrutinati raccontano anche in Trentino di un vantaggio del No ma non schiacciante. I primi seggi scrutinati (216 su 528) dicono che il Sì è al 45,17% mentre il No è al 54,83.

 

In Alto Adige dopo i primi scrutini (396 su 487) il Sì è avanti di molto al 63,62% e il No è fermo al 36,38%.

 

In regione (607 su 1.105) il si attesa sul 57,31%, mentre il No al 42,69%.

 

A livello nazionale i seggi scrutinati sono 50.174 su 61.551 e il Sì si ferma al 40,40% e il No al 59,60%.

 

L'affluenza in Italia si chiude sotto il 70%, mentre in Trentino la mobilitazione arriva al 76,80%, mentre la risposta in Alto Adige si ferma al 67,40%. Il dato regionale si conferma in linea con la media italiana introno al 72%.

 

"Ho perso io, mi perdo la responsabilità. La poltrona che salta è la mia. Ringrazio tutti per la meravigliosa avventura. Domani incontrerò il Presidente della Repubblica e consegnerò le mie dimissioni", queste le prime parole del premier Matteo Renzi dopo la tornata referendaria che ha visto il No prevalere nettamente sul Sì. Si chiude lunedì 5 dicembre a mezzanotte e venticinque il Governo Renzi

 

 

"Viva l'Italia. È stata una festa in un contesto in cui tanti cittadini si sono avvicinati alla Carta costituzionale - spiega il premier -. Sono fiero e orgoglioso della possibilità che il Parlamento ha dato ai cittadini. L'alta affluenza ha rappresentato una festa della democrazia. Sono orgoglioso che così tanti cittadini si siano espressi. Viva l'Italia che crede nella politica. Il No ha vinto in modo straordinariamente netto. Complimenti al fronte del No, ora è giusto che si prendano la responsabilità di fare una legge elettorale. Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta. Chi lotta per un'idea non può perdere. Voi non avete perso, sentitevi soddisfatti per il vostro lavoro, dovete essere fieri. Un giorno tornerete a festeggiare. Fare politica andando sempre contro per alchimie di politica è facile, proporre idee e cercare di cambiare il paese è più difficile e più bello. Si può perdere un referendum, ma non si può perdere il buon umore. Io ho perso, in Italia non perde mai nessuno. Io non sono così: ho perso. Non sono riuscito a portarvi alla vittoria. Credo alla democrazia, credo nell'Italia e l'esperienza del mio governo finisce qui".

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