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Riforma anziani, la Giunta approva: 'Spazio Argento' per ogni Comunità. Critici i sindacati sulle mancate fusioni tra Apsp

L'obiettivo iniziale era anche la riduzione dei tanti consigli di amministrazione delle tante case di riposo ma su questo non si è trovato l'accordo. Si interverrà con le gestioni associate per razionalizzare le spese e l'organizzazione

Di Donatello Baldo - 15 settembre 2017 - 19:02

TRENTO. La riforma del welfare anziani, dopo quasi due anni di confronto con tutti gli operatori del settore, è stata approvata oggi, in via preliminare, dalla Giunta provinciale. L'obiettivo era quello di offrire migliori servizi ma anche quello di ridurre le Apsp, le tante case di riposo disseminate per il Trentino.

 

"La nuova normativa - recita il comunicato dell'ufficio stampa della Pat - tiene conto degli esiti del tavolo di lavoro a cui hanno partecipato tutti i soggetti interessati che a vario titolo si occupano di assistenza agli anziani e di invecchiamento attivo. Dai sindacati di categoria, alle associazioni di rappresentanza delle RSA, dall’Apss agli ordini professionali". 

 

L'idea iniziale era quella di costituire un'unica Apsp per Comunità di Valle, eliminando così tutti i consigli di amministrazione delle piccole case di riposo, quei piccoli centri di micro-potere di nomina spesso politica, che in autonomia gestiscono bilanci, assunzioni, appalti. Un modo per razionalizzare la spesa e per gestire meglio le risorse.

 

Ma questa idea iniziale, dopo un confronto a tratti molto aspro tra i presidenti delle Asps e l'assessore Zeni, è saltata. "E' saltata perché ci premeva la convinzione di tutti - afferma Zeni - ma che lo 'Spazio Argento' sia dentro l'Apsp unica o dentro la Comunità di Valle cambia poco".

 

Perché il centro della riforma, a parte la tentata razionalizzazione e il tentato 'accentramento' gestionale, è lo 'Spazio Argento': "La legge attribuirà allo “Spazio Argento” i compiti di governo integrato dei servizi socio-sanitari e socio-assistenziali". 

 

Sarà quindi la Comunità di valle, tramite lo Spazio Argento, a gestire la filiera dei servizi per gli anziani, dotando questo nuovo strumento delle opportune funzioni e delle necessarie risorse finanziarie. Alla Provincia resterà la regia rispetto ad una serie di parametri e direttive. In particolare, sul funzionamento delle case di riposo e sul numero dei posti letto che dovrà essere unitario.

 

"Le risorse pubbliche in favore dell’assistenza agli anziani – ha spiegato l’assessore Zeni – aumenteranno, ma saranno indirizzate verso servizi alternativi alla residenzialità nelle case di riposo. I posti letto cresceranno, ma certo non in proporzione alle necessità, perché dovremo puntare invece, anche per garantire la sostenibilità del sistema, sulla prevenzione, sull'assistenza domiciliare, sul co-housing ed in generale sui servizi che migliorano la qualità della vita, anticipando la non autosufficienza".

 

"L’intento è quello di porre sempre più al centro dei servizi la persona e la sua rete familiare, offrendo loro un interlocutore unico in grado di attivare e personalizzare le migliori risorse secondo le esigenze personali e le specifiche situazioni. I trend demografici – spiega ancora l’assessore Zeni – hanno generato nuove esigenze di cura che minano la sostenibilità, non solo economica, del sistema e ne richiedono una maggiore flessibilità e capacità di presa in carico".

 

Ad oggi si stima che in Trentino circa 18.000 persone over65 siano in condizione di non autosufficienza e che all’incirca la metà di questi si trovino in condizione di solitudine o in carico alle famiglie, fuori quindi dal circuito pubblico di assistenza.

 

"E’ comunque da evidenziare – ha aggiunto l’assessore – che l’ampiezza e la qualità dei servizi per anziani presenti in Trentino fanno del nostro territorio una delle eccellenze italiane nelle politiche di welfare per la terza età. Dobbiamo lavorare per continuare ad esserlo in una società che cambia velocemente".  

 

A novembre, nelle previsioni della Giunta, si va in Aula: il Consiglio provinciale, subito prima della manovra economica, dovrebbe discutere la riforma e approvarla. E nella manovra economica - questo l'impegno di Rossi - si cercheranno risorse da aggiungere a quelle già stanziate.

 

Ma la questione del mancato obiettivo di razionalizzazione e di accorpamento delle Apsp diffuse sul territorio è un rospo che la Giunta ha ingoiato malvolentieri. Se le case di riposo hanno frenato sugli accorpamenti si dovranno rassegnare alla politica delle gestioni associate.

 

La Provincia, se non è riuscita a sfrondare e risparmiare sulla pletora di consigli di amministrazioni, presidenti e vicepresidenti di ogni casa di riposo, hanno un mano uno strumento importante, quello delle direttive che prevederanno i criteri e le modalità delle gestioni associate.

 

"Le direttive sulle gestioni associate tra le varie Apsp acquisiranno maggior velocità - afferma Rossi - e questo sarà un elemento riequilibratore. E ci aspettiamo molto da questo, in un'ottica di corresponsabilità".

 

Soddisfatti i sindacati che però avrebbero voluto maggior impegno nella razionalizzazione. "Superare la frammentazione del quadro attuale, anche attraverso meccanismi meno rigidi delle fusioni, è l'unica strada per avviare una gestione di filiera dei servizi agli anziani", affermano Cgil, Cisl e Uil.

 

Per i sindacati, infatti, senza una forte integrazione tra soggetti erogatori di servizi, “sarà più difficile qualificare i servizi, innovarli e soprattutto offrire risposte omogenee e di qualità nei centri maggiori e nelle periferie”.

 

 “Ci auguriamo che si possano prevedere ed inserire nel testo dei meccanismi sufficientemente stringenti che spingano le Apsp ad unirsi”, dicono i sindacalisti Andrea Grosselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti.

 

 

 

 

 

 

 

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