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Riforma del welfare per gli anziani, disco verde dai sindacati ma la Fenalt: "Occasione persa, si doveva accorpare"

Durante le audizioni della IV Commissione il via libera anche da parte di Azienda sanitaria e Consiglio delle autonomie. Gianmoena: "Ma vogliamo essere coinvolti nell'attuazione della riforma"

Pubblicato il - 10 ottobre 2017 - 09:18

TRENTO. Il ddl Zeni sulla riforma del welfare anziani ha passato anche l''esame' delle audizioni in IV Commissione. I primi ad essere ascoltati sono stati i dirigenti, Enrico Nava e Renata Brolis, dell’Azienda sanitaria. "Una riforma - ha ricordato Nava - che ha visto l’Azienda in prima linea e che, potenziando la risposta per i non autosufficienti, va a sgravare i servizi sanitari che troppe volte vengono chiamati a supplire le carenze dell’assistenza"

 

Per l'Azienda sanitaria l'introduzione dello 'Spazio argento' "risponde alla crescente domanda da parte di anziani che hanno poche risorse". Nava ha auspicato inoltre che la composizione del comitato di direzione di “Spazio argento” venga calibrata con attenzione per garantirne la terzietà nell’attivazione dei servizi e nella ridistribuzioni delle risorse.

 

La proposta dell’Azienda è quella di costituire un elemento centrale di “governance” della non autosufficienza del quale facciano parte Pat e Azienda sanitaria. "Anche sulla messa a disposizione del personale da parte dell’Apps - osserva il dirigente - ci vorrà molta attenzione mantenendo l’attuale elasticità".

 

Disco verde ma anche qualche criticità da tenere presente, insomma. Il dirigente ha ricordato che su 18 mila anziani non autosufficienti, il sistema attuale, compreso l’assegno di cura, ne intercetta la metà. Mentre rimangono esclusi dal sistema sociosanitario i bisogni sociali degli anziani che vivono situazioni di disagio e solitudine.

 

Il presidente di Upipa Moreno Broggi ha espresso parere favorevole al ddl anche perché frutto di un confronto che ha permesso di superare l’empasse che riguardava l’autonomia delle aziende. Una cosa però preoccupa l’Upipa: la divisione tra parte sanitaria e quella sociale.

 

"Se si vuole organizzare 'Spazio argento', che va verso le persone, - ha detto il presidente Upipa - si deve andare verso le comunità, togliendo le rigidità attuali, e portare i servizi verso i cittadini, partendo dai territori". 

 

I sindacati, invece, avrebbero preferito la prima stesura della proposta e non la versione frutto di quel confronto di cui parlava Broggi. Il rappresentante della Cgil Andrea Grosselli ha affermato che il sindacato ha sempre visto di buon occhio la riforma dei servizi per gli anziani e ha aggiunto che l’impostazione originaria del ddl era più efficace per raggiungere gli obiettivi della Giunta.

 

Nonostante ciò l’introduzione di “Spazio argento” viene vista dalle confederazioni in modo positivo perché comunque "il problema dell’andamento demografico ci impone di trovare soluzioni per l’invecchiamento della popolazione".

 

Maurizio Valentinotti, segretario della Fenalt, ha invece puntato l'attenzione sul personale. "I problemi dei lavoratori vengono dalla frammentazione, e se non proprio a un’Azienda unica si poteva pensare almeno ad un’azienda per ogni comunità. I contratti di lavoro - ha ricordato -  vengono oggi applicati con grande fantasia dai direttori.

 

Con un unione delle case di riposo, inoltre, si sarebbe potuto utilizzare in mansioni meno pesanti il personale ormai esausto. Quindi, secondo Valentinotti, "con questo ddl, stralciando di fatto la concentrazione delle Apsp, si è persa un’occasion".

 

La Consulta della salute ha chiesto maggiore attenzione per i malati di Alzheimer. "Importantissima la valorizzazione del territorio prevista dalla riforma - ha spiegato Maria Benini - perché nelle periferie non esistono servizi specifici e la possibilità di creare collaborazioni tra comunità".

 

Ha chiuso la carrellata di audizioni il Consiglio delle autonomie. Il presidente Paride Gianmoena ha ricordato che il ddl è stato condiviso ed è stato espresso, da parte del Consiglio, parere positivo. Il Consiglio delle autonomie chiede però un coinvolgimento nella fase attuativa della riforma.

 

 

 

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