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Rovereto, il sindaco Valduga propone la paghetta (800 euro) ai presidenti di circoscrizione

Si vedranno entrare in banca quasi 10 mila euro ogni anno per aver fatto una magnifica anguriata, una festa di carnevale o per aver preso una decisione complicata: comperare caramelle e mandarini per riempire la gerla di Santa Lucia

Di Donatello Baldo - 26 novembre 2016 - 13:53

ROVERETO. Alla faccia del taglio ai costi della politica, in controtendenza rispetto al resto d'Italia, il sindaco di Rovereto Francesco Valduga propone di riconoscere ai presidenti di circoscrizione addirittura lo stipendio. Poco meno di ottocento euro al mese, per dodici mesi all'anno, per sette presidenti di circoscrizione, per cinque anni di consiliatura. Fanno quasi 350 mila euro, soldi pubblici, intendiamoci.

 

Ed ecco quindi che i presidenti di circoscrizione si vedranno entrare in banca  10 mila euro ogni anno per aver fatto una magnifica anguriata, una festa di carnevale strepitosa con tante mascherine o per aver preso una decisione complicata: comperare caramelle e mandarini per riempire la gerla di Santa Lucia.

 

Non sono esempi, sono delibere facilmente accessibili: “Il Consiglio circoscrizionale di Noriglio approva all'unanimità di voti, palesemente espressi per alzata di mano dai consiglieri presenti e votanti, di finanziare con euro 600 la tradizionale iniziativa di S. Lucia in programma per sabato 12 dicembre p.v. con l'acquisto presso la Famiglia Cooperativa di dolciumi vari utili per il confezionamento dei sacchettini che saranno distribuiti ai bambini”.

 

E a Lizzana: “L'anguriata viene fatta quest'anno in collaborazione con l'Associazione Arcobaleno il 22 agosto, e ci sarà la presenza del Coro Monte Zugna. La spesa minima è di euro 150. Tutti i consiglieri – si legge nel verbale – sono favorevoli a mettere a disposizione questo importo per l'esecuzione della manifestazione”.

 

Adesso, diciamoci la verità, le feste di paese ci sono dappertutto, sono belle e importantissime per la comunità ma non ci vuole un manager per organizzarle. Ci vuole la buona volontà dei volontari, l'entusiasmo di una comunità, la capacità di coesione, di solidarietà, di buon vicinato. E seicento euro per far felici grandi e piccini, centocinquanta per comperare qualche cocomero per rinfrescarsi sotto il solleone si raccolgono di casa in casa, con una piccola sottoscrizione.

 

Non occorre un consiglio di dieci persone, di quindici nelle circoscrizioni più grandi, e un presidente pagato ottocento euro al mese per deliberare, per organizzare, per gestire chissà mai cosa.

 

Ma non c'è solo Noriglio, non solo Lizzana: in tutto sono sette le circoscrizioni in quel di Rovereto. C'è Rovereto Centro, abitanti 9.335, Rovereto Nord che di abitanti ne conta 7.054, Sacco-San Giorgio 7.943, Rovereto Sud con 6.664 residenti, Lizzana-Mori Ferrovia 3.866, poi Marco che ne ha 2.793 e per ultimo Noriglio che di abitanti ne ha solo 1.714.

 

Forse qualcuno non lo sa ma in tutta Italia le circoscrizioni non ci sono più. Sono abolite in tutte le città con meno di 250 mila abitanti, e Rovereto non conta nemmeno 40 mila residenti. Un caso unico in Italia. Un caso unico nella Regione che, se le ha salvaguardate per Trento e Bolzano, ha lasciato agli enti locali piena autonomia. Merano, seconda città dell'Alto Adige le ha tolte, Rovereto seconda del Trentino le ha tenute. Anzi, le ha rafforzate con la paghetta mensile.

 

Ma non solo, il ruolo delle circoscrizioni aumenta. Nella delibera che propone lo stipendio ai presidenti, Valduga scrive che gli stessi potranno partecipare al Consiglio comunale, non potranno votare ma potranno parlare. Così come parteciperanno, su richiesta, a quelle della giunta, addirittura.

 

Ma di quale “indennità mensile di carica” avranno mai bisogno i presidenti? Quali sono le gravose responsabilità che devono assumersi? Nessuna. Non hanno responsabilità perché non decidono nulla di importante, non hanno deleghe specifiche, non rispondono in prima persona degli atti che emanano, semplicemente perché gli atti non li emanano. Insomma, la circoscrizione non è un ente locale, non ha personalità giuridica. E' soltanto un guscio vuoto, il cui presidente prenderà 800 euro al mese.

 

Pensate che il sindaco di un paese trentino di poco meno di duemila anime, di euro se ne porta a casa 1.700, poco più del doppio dei presidentissimi roveretani. Ma quel sindaco è anche ufficiale di Stato civile, Ufficiale di anagrafe, è responsabile della Pubblica sicurezza, risponde degli atti che emana, è chiamato in causa se sbaglia, è delegato di funzioni governative, e di suo pugno firma provvedimenti amministrativi, ordinanze e decreti. A differenza di un presidente di circoscrizione che si limita alla firma del verbale che assegna a Santa Lucia i soldi per le caramelle.

 

Ma veramente a Rovereto servono un totale di 127 amministratori, considerando la somma di consiglieri comunali e circoscrizionali presidenti inclusi? Uno ogni 315 abitanti, forse troppi. Come sono troppi ottocento euro a chi dovrebbe e potrebbe occuparsi della propria comunità gratuitamente, come fanno tanti altri con risultati a volte migliori.

 

Come fanno in tutto il mondo le realtà attive di quartiere, i comitati che spontaneamente si aggregano per il bene comune, le associazioni di scopo, quelle di volontariato, quelle culturali che nel rione organizzano momenti di incontro, di partecipazione, di solidarietà.

 

Perché non serve che anche in un quartiere di quattro case ci si divida tra partiti, fazioni, maggioranze e minoranze, si istituzionalizzi la partecipazione e si deleghi agli “eletti” la discussione. Non serve replicare in miniatura la polemica politica, con il rischio di portare fin sulla porta di casa il clientelismo, il narcisismo che alimenta i candidati che per essere rieletti riempirebbero i sacchetti di Santa Lucia con qualche caramella in più.

 

Perché non è corretto usare i presidenti di circoscrizione per allargare la rete del consenso politico, per blandirli con la paghetta per avere il loro appoggio nella prossima tornata elettorale. Lasciamo alle realtà di quartiere la libertà della spontaneità, evitiamo di prezzolare anche l'impegno civico.

 

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