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Zaia lancia il referendum per l'autonomia veneta. De Laurentis, "Siamo in crisi, un vicino più forte può farci tornare a correre"

La giunta veneta ha firmato in diretta Facebook il decreto di convocazione alle urne dei cittadini, la data scelta è quella del 22 ottobre. Roberto De Laurentis: "L'Autonomia trentina può uscire più forte grazie a quella veneta"

Di Luca Andreazza - 25 aprile 2017 - 13:06

TRENTO. Regione Autonoma Veneto? Forse in futuro, la strada è lunga e in salita, ma intanto il presidente Luca Zaia prova a posare la prima pietra per raggiunge questo scopo. 'Vuoi che alla regione Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni di autonomia?', per rispondere a questo quesito, la giunta veneta ha firmato in diretta Facebook il decreto di convocazione alle urne dei cittadini. La data in calendario è quella del 22 ottobre e dalle 7 alle 23 si voterà per il referendum consultivo per l'autonomia del Veneto.

 

Non è un'idea nuova e la Corte costituzionale in passato ha bocciato ben 22 volte questo quesito, ma "la legge 21/2014 - spiega Zaia - sull'autonomia e l'indipendenza ci ha permesso di trovare uno spiraglio". A luglio 2015, la Corte costituzionale ha infatti riconosciuto che il Veneto ha titolo per indire un referendum consultivo: "Nel 2001 - aggiunge il presidente - con la riforma del titolo V, sono stati attribuiti alle Regione 19 nuovi poteri più tre di delega dello Stato: da allora, non abbiamo visto nulla".

 

L'obiettivo è dichiarato, "Vogliamo essere come Trento e Bolzano - ammette Zaia - come è scritto in Costituzione. Vogliamo tutte le competenze previste in Costituzione: il federalismo fiscale. Perché il 'vulnus' è proprio che un'applicazione totale dell'articolo 116 significa che tutto il residuo fiscale deve restare  qui: significa 4 miliardi l'anno, per questo non vogliono. Se viene applicato dai vita a nuove regioni autonome ed è quello che vogliamo: diventare pienamente autonomi. Il nemico non è veneto contro veneto, Padova contro Vicenza, partito contro partito: il nemico è Roma. Dobbiamo dimostrare di essere un popolo. Il giorno dopo il Veneto non sarà più lo stesso".

 

Anche le date non cadono a caso: "Il 22 ottobre - commenta Zaia - è stato scelto perché si colloca a 151 anni dal plebiscito". Come anche il 24 aprile per l'annuncio: "Avremmo voluto farlo il 25 aprile - dice - giorno di San Marco, ma rispettiamo la giornata di festa di tutti, che è festa della Liberazione, di San Marco, dei veneziani e dei veneti".

 

La volata è appena lanciata e si prevedono mesi caldi in Veneto e il presidente Zaia alza già il tiro: "Si tratta di un referendum consultivo dei veneti, non di un partito - spiega -. Bisogna votare in tanti perché ci serve un plebiscito alle urne. Dicono che è consultivo e non serve a nulla? La casa si costruisce dalle fondamenta e la fondamenta dell'autonomia è il referendum. Per la prima volta nella storia della Repubblica italiana una regione è autorizzata dalla Corte costituzionale a chiedere ai propri cittadini se vogliono più autonomia. Il voto di 5 milioni di veneti - incalza Zaia - la questione dell'autonomia veneta dovrà essere quotidianamente nell'agenda del governo".

 

Questo referendum non significa che, se vincesse il 'Sì', dal 23 ottobre il Veneto si sveglia una regione autonoma come il Trentino Alto Adige. Presidente Roberto De Laurentis, fermo restando che questa via è impervia, ci vorranno anni, ma un'eventuale autonomia in salsa veneta potrebbe spostare gli equilibri del Nord Est. Un duro colpo per la nostra Provincia? 

Al contrario. I tempi sono lunghi e i passaggi non scontati, ma l'autonomia ai nostri vicini sarebbe un passaggio fondamentale anche per il Trentino Alto Adige. La concorrenza è sempre importante in quanto stimola e aiuta a migliorare. Un caso è quello della Valdastico: la strada non è a senso unico verso il Veneto, ma a doppio senso, porterebbe anche a Trento: se bisogna andare nella regione vicina per lavorare non avrei paura. Il confronto è una risorsa, meglio se dietro a casa.  

 

Un'autonomia trentina che potrebbe uscire rafforzata proprio grazie a quella veneta?

E' evidente: in Veneto riescono a fare meglio con minori risorse. Lì giocano per vincere, qui in Trentino non abbiamo fame e spesso scendiamo in campo per pareggiare. A forza di non vincere però si perde l'Autonomia, ma soprattutto vengono a mancare quei valori fondamentali della Speciale. Alle nostre imprese nel tempo sono venuti a mancare mordente e aggressività, soprattutto nel passato si è assistito all'assistenzialismo della Provincia e ora in alcuni casi manca proprio la voglia di stare sul mercato e confrontarsi. Un vicino che dispone delle stesse competenze può riportare il Trentino a cercare quel salto di qualità.

 

Il presidente Zaia carica a testa bassa contro Roma. Cerca un nemico per coinvolgere la popolazione e cercare quel plebiscito necessario per iniziare un braccio di ferro col governo

In questo momento viviamo una crisi a livello imprenditoriale e politico. Tutti adagiati sugli allori. Un vicino ancora più forte può aiutare invece a superare le discussioni interne, spesso frivole, serrare le fila per il bene comune e cercare una concorrenza leale che può aiutare tutti a uscire da questo impasse che indebolisce il nostro sistema Trentino.  

 

 

 

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