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Cani da guardiania addestrati, così un pastore piemontese ha risolto il problema lui (e in Piemonte vive il 90% degli esemplari dell'arco alpino)

Mentre la polemica continua in Trentino Andrea Scagliotti spiega: ''Pensare di riuscire a controbattere la minaccia del lupo con i fucili è una visione utopistica: i lupi sono astuti predatori e sparargli addosso è una contromisura di scarsa efficacia"

Di L.P. - 30 agosto 2018 - 18:20

TRENTO. ''Pensare di riuscire a controbattere la minaccia del lupo con i fucili è una visione utopistica: i lupi sono astuti predatori e sparargli addosso è una contromisura di scarsa efficacia". Così esordisce Andrea Scagliotti, pastore piemontese che da qualche tempo ha riposto la sua fiducia nelle tecniche tradizionali di gestione del problema dei grandi carnivori. Problemi ben conosciuti vivendo in una regione dove si trova il 90% della popolazione di tutti i lupi sulle Alpi. In Trentino i numeri sono molto ridotti rispetto ad altri territori eppure, politicamente, questa è stata fatta diventare una priorità. Addirittura lo è diventata per il vicino Alto Adige che, praticamente, non ha presenza di lupi stanziali.

 

Eppure le amministrazioni di Trento e Bolzano sono le uniche in Italia, assieme alla Toscana (che però è la regione che ha più lupi in assoluto in tutto il Paese), ad aver chiesto la possibilità di abbatterne degli esemplari. Addirittura i due consigli provinciali hanno votato, (probabilmente) in deroga a leggi nazionali ed europee ed esponendosi a ricorsi di ogni tipo, questa possibilità. Eppure non è con gli abbattimenti che si risolve il problema lupo. Anzi gli studi certificano che prelievi rischiano di destabilizzare i branchi rendendoli più aggressivi e pericolosi e consigliano soluzioni alternative che già esistono.

 

Ce le aveva raccontate il pastore trentino Bruno Viola (QUI ARTICOLO) e ce li ha voluti raccontare anche quello piemontese Andrea Scagliotti che, assieme al presidente della Federezione italiana cani da guardiania, per due giorni (sabato 15 e domenica 16 settembre) ha organizzato uno stage in Valcenischia dedicato non solo agli allevatori di bestiame ma anche a tutti gli appassionati del cane da gregge. "Farsi una buona cultura sui cani anti lupo - ci spiega - aldilà delle tante polemiche che si sentono, è fondamentale per qualsiasi allevatore che porta i suoi animali in alpeggio"

 

 

Andrea ha deciso di puntare sulla pastorizia lasciandosi tutto alle spalle. "Una laurea - racconta - una brillante carriera dietro l'angolo, la certezza di un posto fisso, la possibilità di una vita comoda per inseguire il sogno di fare gli allevatori, a molti sembra impossibile ma io e mia moglie Silvia l’abbiamo realizzato parecchi anni fa. Siamo partiti con quattro mucche e qualche coniglio, oggi abbiamo più di 100 mucche, un gregge di pecore, un gregge di capre e produciamo vari tipi di formaggi che vendiamo sia ai privati che ai ristoranti. D’estate trasferiamo il bestiame all'alpeggio di Pravareno, in Val Cenischia To, seguendo i ripidi tornanti che da Venaus salgono su fino a Bar Cenisio, quasi al confine con la Francia. Ed proprio lì che 4 anni fa sono iniziati i primi problemi con i lupi. In quelle montagne ce ne sono ormai parecchi e non hanno pietà".

 

Il solo recinto elettrificato con il crescere del numero di lupi non bastava più e nemmeno i semplici cani da guardiania. "Stavamo per lasciare l’alpeggio definitivamente dopo anni di predazioni - prosegue - quando abbiamo conosciuto un esperto di cani e di lupi e, grazie a lui, oggi viviamo sereni ma con altri cani, completamente diversi da quelli che avevamo conosciuto, questi sono dei veri guardiani del bestiame e i lupi non si avvicinano più. Io non voglio parlare di razze di cani, dire quale sia meglio o peggio, voglio solo dire a tutti i pastori e malgari che da un cane da gregge ad un altro c’è un abisso e questo i lupi lo capiscono subito. Adesso, sono ormai due anni che non subiamo più predazioni e di lupi ce ne sono sempre di più ma non si avvicinano. Una notte di qualche mese fa, avevamo legato i due maschi che abbiamo perché le femmine erano in calore, dopo poche ore avevamo già un branco di lupi dal recinto delle capre che cercava di entrare. Se non avessimo questi cani, su quella montagna avremo ormai perso tutto".

 

Insomma le possibilità di difesa esistono. In Trentino, dove gli esemplari di lupo sono ancora molto pochi, recinzioni e cani da guardiania possono cambiare le sorti di un intero pascolo. In Piemonte, dove i lupi sono molti di più, Andrea ha deciso di affidarsi a cani ancor più ''specializzati''. E' un modo diverso di fare il pastore, più impegnativo rispetto al passato, rispetto a quando questi straordinari animali, fondamentali per l'ecosistema, erano stati sterminati. Ma è l'unico modo possibile se non si vuole tornare a distruggere la natura.

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