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Dopo il record, un'estate in leggero calo, ma è la seconda miglior stagione degli ultimi dieci anni

Bene Val di Sole e Paganella, Rovereto e Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi. Regge la montagna, soffrono i laghi, giù Garda e Valsugana. I dati provinciali indicano numeri in crescita da gennaio a ottobre

Di Luca Andreazza - 06 dicembre 2018 - 20:15

TRENTO. Una stagione estiva in chiaroscuro per le località trentine. Stabili gli arrivi, ma si registra una flessione nelle presenze che chiudono a -1,6%. Il segno "meno" è quasi fisiologico dopo l'estate dei record del 2017: se si considera che quella del 2018 è la miglior performance degli ultimi dieci anni, se si esclude il periodo giugno-settembre dell'anno scorso.

I pernottamenti registrati nel corso dei quattro mesi estivi sono 9 milioni e trecentomila. Un dato in leggera crescita (+0,6%) per gli italiani, che rappresentano il mercato di riferimento e si attestano intorno al 63,4% dei pernottamenti. I principali bacini di provenienze sono Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio

Il Trentino paga la flessione della componente estera: un -5,2% rispetto alla stagione precedente che porta al saldo negativo finale in termini di presenze. E' la Germania a confermarsi la regina del mercato, mentre olandesi e austriaci completano il podio. Buono l'apporto di inglesi e cechi.

La dinamica delle presenze è molto differenziata a seconda degli ambiti: tengono le aree montagna, soffrono le zone dei laghi. Brillano Val di SolePaganella che festeggiano i risultati migliori del Trentino, rispettivamente con +0,5% e +5,6% arrivi e +4% e +3% presenze.

 

"Siamo molto soddisfatti - commenta Luca D'Angelo, direttore dell'Apt Dolomiti Paganella - abbiamo superato la performance dello scorso anno, che era stata record. I fattori di questo successo crediamo siano nella strutturazione di un'offerta estiva che ormai è diventata molto competitiva e  diversificata, pur poggiando su prodotti turistici consolidati. Primavera ed autunno, grazie al lavoro fatto sopratutto con gli impianti di risalita, sono stati trainati da nuovi segmenti di turisti (in gran parte stranieri) che scelgono il territorio sopratutto per svolgere attività legate all'outdoor. All'interno di questa fascia, la crescita del segmento mountain bike è quello che ha registrato i numeri più importanti (+75%). Bene anche il trekking. Nei mesi più classici della vacanza, l'offerta curata per le famiglie che possono spostarsi con assoluta agilità e semplicità tra il lago di Molveno, attrazioni e sentieri didattici in quota e servizi nei paesi fa la differenza" (Qui articolo).

 

Alle spalle ecco Rovereto (arrivi a -0,8% e presenze a +2,3%). Chiude Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi con un +3,5% negli arrivi e +1,5% nelle presenze. "I servizi - spiega Elda Verones, direttrice dell'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi - sempre più qualificati e la vicinanza tra territori accresce l’interesse del nostro ambito, aree così vicine e caratteristiche da diventare meta ideale per l’offerta sportiva e la vacanza a misura di famiglia. Le chiavi sono i grandi eventi e la qualità come strutture ricettive, cultura e accoglienza di primo livello. A questo si può aggiungere un territorio unico che offre tantissime opportunità tra città, montagna e laghi, senza dimenticare l'enogastronomia e le attività sportiva. Un'offerta a 360 gradi che diventa vincente" (Qui articolo).

 

Crescono anche Fassa (+1,5% arrivi e +1% presenze) e Campiglio (+3,3% arrivi e +0,7% presenze). In altalena la Val di Non (+3,1% di arrivi, ma -3% nelle presenze) e Comano (+0,61% arrivi e -1,2% presenze). Reggono Folgaria (-6,1% arrivi e -0,9% presenze) e Fiemme (-2,4% arrivi e -0,8% presenze). 

 

In calo l'area del Garda a -1,1% negli arrivi e -4,6% nelle presenze. Flessione anche in Valsugana: -4,7% negli arrivi e -8,6% nelle presenze. Giù anche Primiero (-0,9% arrivi e -3% presenze) e Cembra (-3,2% arrivi e -6,7% presenze).

La dinamica delle presenze a livello mensile mostra una flessione in tutti i mesi della stagione, si salva solo settembre, mese che pesa per un 15% sul movimento totale estivo.

Il numero di alberghi aperti è di 1.488 per un totale di 91.387 posti letto disponibili: il tasso di occupazione dei posti letto è migliore negli hotel a 4 stelle superior e 5 stelle, mentre la permanenza media provinciale si attesta sulle 4,2 notti. Il movimento turistico registra variazioni positive solo nei 3 stelle superior, nei 4 stelle superior e nei 5 stelle. Negative invece le altre categorie che numericamente rappresentano l’offerta ricettiva più consistente.

 

Il settore extralberghiero, che rappresenta il 34,1% delle presenze estive complessive, evidenzia una generale crescita degli arrivi (+0,6%) e una diminuzione delle presenze (-2,2%). Il numero di strutture aperte in questo caso è di 1.859 per un totale di 80.031 posti letto. 

 

I dati del Servizio statistica della Provincia di Trento delineano comunque un buon andamento nei primi dieci mesi del 2018. Da gennaio a ottobre sono quasi 17 milioni le presenze registrate in Trentino per un +2%, mentre gli arrivi si attestano a quattro milioni per un incremento del +3,2%.

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