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Per la Sat dovevano chiudere il 30 aprile ma il Finonchio ''resiste'': ''Macché restituire le chiavi, domani risottino''. Inaugurato il nuovo Stivo

La Società alpinisti tridentini aveva annunciato a mezzo stampa che il rifugio chiudeva per ''insanabili contrasti'' con i rifugisti. Domani (2 maggio) dovrebbe esserci la consegna delle chiavi ma Alberto e Monica non ci stanno: ''Noi non ci muoviamo. In questi giorni non si è sentito nessuno ma la solidarietà è stata tanta''. Intanto erano in 400 al rifugio Prospero Marchetti per il via della nuova stagione

Di Luca Pianesi - 01 maggio 2018 - 19:22

TRENTO. "Alle 12.30 vi aspettiamo tutti per un bel risottino mantovano e un buon bicchiere di lambrusco. Insieme daremo il via alla nuova stagione". E' ancora aperto il Rifugio Finonchio. La Sat aveva annunciato, con un comunicato a mezzo stampa, il 16 aprile, la chiusura della struttura per il 30 aprile "a causa di insanabili contrasti che in questi mesi hanno caratterizzato il rapporto con i rifugisti la gestione della struttura da parte degli attuali conduttori". "E invece si lavora a tutto spiano - spiegano i due gestori Alberto Giovannini e la moglie Monica Guerresi - e da quel giorno nulla è cambiato. Tutto è rimasto identico a quando c'eravamo sentiti. Non abbiamo ricevuto nemmeno una telefonata, un avviso. Niente di niente. Noi non quindi non molliamo e i messaggi di solidarietà che abbiamo ricevuto sia sui social che di persona, con le tante persone che sono venute a trovarci, ci hanno davvero rincuorato molto". 

 

Insomma, il Finonchio c'è e, al momento, resiste, con Alberto e Monica a guidarlo nonostante l'aut aut che era stato dato loro dalla Società degli alpinisti tridentini che ne aveva annunciato la chiusura per il 30 e la consegna delle chiavi per domani, 2 maggio. "Noi domani lavoreremo come al solito - proseguono i due gestori - e anzi organizzeremo un piccolo pranzo per tutti quelli che vorranno raggiungerci. Per quanto riguarda le questioni legali, sono tutte in mano agli avvocati e quindi noi non ci muoviamo da qui. Speriamo che con il cambio delle cariche all'interno della Sat cambi qualcosa anche nel rapportarsi con noi. Saremmo davvero contenti di conoscere la nuova presidente e poter parlare con lei. Noi ci siamo e restiamo fiduciosi".

 

Le alte cariche della Sat, dai due vicepresidenti Elena Guerra e Roberto Bertoldi, e l'ex presidente Claudio Bassetti, oggi, invece, erano al rifugio Prospero Marchetti allo Stivo per l'inaugurazione ufficiale della struttura. Con loro anche il sindaco di Arco Alessandro Betta, il vice sindaco di Ronzo Chienis Moris Benoni e il dirigente provinciale Romano Stanchina in rappresentanza dell’assessore Dallapiccola. Non c'era la nuova presidente Anna Facchini costretta alla inattività escursionistica da un infortunio al legamento crociato

 

 

Presenti circa 400 persone. Dopo tutti gli interventi istituzionali c'è stata la benedizione al rifugio e agli astanti da parte di Franco Torresani parroco di Bolognano d’Arco Massone e San Martino, arrivato al rifugio in velocità come di consueto grazie alla sua passione per la corsa in montagna. Anfitrione della giornata il presidente della Commissione Rifugi Sat Renzo Franceschini, il quale, dopo l’esibizione del Coro del Castel ha passato la conduzione al presidente della Sat di Arco Massimo Amistadi.

 

Al nuovo gestore, Alberto Bighellini, che dallo scorso dicembre conduce la struttura, la sezione di Arco ha donato una decina di fascicoli nei quali è riassunta la storia del rifugio edificato nel 1906 dalla DuOeAV sezione di Arco. Nel 1924 la gestione passò nelle mani della sezione Sat di Rovereto per ritornare alla sezione Sat di Arco nel 1954, che lo rimise in efficienza riparando i ben più gravi danni subiti nel corso della seconda guerra mondiale. Nel 1988 il rifugio è stato rinnovato e inaugurato il 25 giugno 1989.

 

Nel 2014 la Sezione di Arco ha deciso di trasferire l'intera gestione del rifugio alla Sede centrale della Sat, che ha provveduto al completo rifacimento del rifugio, attraverso una ristrutturazione che, pur rispettandone i caratteri architettonici e la particolare connotazione storica esterna, ha realizzato nella parte interna, la "costruzione" di un nuovo rifugio, tecnologicamente avanzato e particolarmente confortevole. I lavori si sono conclusi nell’ottobre 2017.

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