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'Quella norma va corretta''. Le associazioni si appellano a Dorigatti. ''L'emendamento sul gioco d'azzardo è un regalo ai poteri forti''

Intervengono Vincenzo Passerini, Cecilia Dal Rì e Paola Pisoni, presidenti di C.N.C.A. Trentino Alto Adige, Associazione A.M.A. e Forum delle Associazioni Familiari del Trentino: "Chiediamo ai capigruppo di intervenire"

Di Donatello Baldo - 31 luglio 2018 - 19:29

TRENTO. Quando nel luglio del 2015 passò la legge contro il gioco d'azzardo si abbracciarono soddisfatti e festeggiarono per il traguardo raggiunto. Una legge all'avanguardia che poneva al centro le vittime della dipendenza, obbligando a una responsabilità sociale gli imprenditori che con slot e Vlt si arricchiscono anche (spesso) attraverso l'irrefrenabile desiderio patologico al gioco di molti utenti.

 

Utenti che le associazioni firmatarie dell'appello che riportiamo incontrano tutti i giorni. Famiglie distrutte dai debiti, uomini e tante donne che hanno sperperato i loro averi, persone diventate 'schiave' della ludopatia che faticano a uscire dalla dipendenza.

 

"A nome dell’associazionismo, del volontariato, delle famiglie dei giocatori d’azzardo e delle tante realtà che in questi anni hanno lavorato per sensibilizzare le persone sul tema del gioco d’azzardo, chiediamo all’assessore alla salute e politiche sociali di motivare questa scelta".

 

Vincenzo Passerini, Cecilia Dal Rì e Paola Pisoni, presidenti rispettivamente del C.N.C.A. Trentino Alto Adige, dell' Associazione A.M.A. e del Forum delle Associazioni Familiari del Trentino, scrivono che questa scelta "sembra più vicina ai poteri forti dell’azzardo che alla salute di tutti".

 

"Chiediamo inoltre al presidente del consiglio provinciale Bruno Dorigatti di invitare i capigruppo a riflettere e a valutare l’ipotesi di correggere la norma e ripristinare quanto previsto dalle legge originaria". Nella speranza che si possa correggere una stortura che fa solo gli interessi delle società dell'azzardo.

 

"Tre anni fa - scrivono Vincenzo Passerini, Cecilia Dal Rì e Paola Pisoni - proprio negli stessi giorni caldi di fine luglio, avevamo festeggiato la legge provinciale n.13 “Interventi per la prevenzione e la cura della dipendenza da gioco d’azzardo”, che collocava il Trentino all’avanguardia rispetto al resto d’Italia, prevedendo tra l’altro importanti misure di contenimento del mercato dell’azzardo sul nostro territorio".

 

"La legge infatti prevedeva che entro un lasso di tempo di 5 anni l’offerta di gioco dovesse essere ubicata altrove e quindi gli esercenti gestori di sale slot e vtl, dovessero rispettare determinate distanze da luoghi sensibili quali le scuole, gli ambulatori, i centri per anziani...".  

 

"Le possibilità di gioco infatti si trovano 'sotto casa' e resistere a tante tentazioni è davvero difficile, come ci spiegano decine e decine di giocatori e famiglie disperate, che abbiamo incontrato in questi anni. Oltre alle storie delle singole famiglie diverse ricerche a livello internazionale affermano quanto la prossimità ai luoghi di gioco d’azzardo costituisca un fattore di rischio nello sviluppo di una dipendenza".

 

"Ricordiamo inoltre il trend del volume di gioco d’azzardo - scrivono i presidenti -  per quanto riguarda il settore delle Newslot-Vlt e comma 7 la cui raccolta nella regione Trentino Alto Agide è passata da 886 milioni di euro nel 2014, a 898 milioni di euro nel 2015 fino a 916 milioni di euro nel 2016".

 

"Sembra quindi parecchio riduttivo pensare che il problema dell’azzardo sia rappresentato solo dal gioco online - spiegano -  che sicuramente preoccupa e apre nuove fette di mercato, ma come è evidente dai dati non elimina le problematiche già presenti".

 

"Inaspettatamente la decisione del consiglio provinciale di Trento di votare favorevolmente l'emendamento proposto dal consigliere di Forza Italia Giacomo Bezzi che sposta di altri 2 anni, al 2022 l'applicazione della norma - osservano - ci lascia stupefatti e delusi perché rappresenta un passo indietro nella lotta all'azzardo e un cedimento alle pressioni delle lobby di chi guadagna sulle fragilità dei cittadini.

 

"In particolare - affermano Passerini, Dal Rì e Pisoni - ci chiediamo quali siano le motivazioni alla base di questa decisione, considerato che la legge 13 (proposta dai consiglieri Plotegher e Viola, tra l’altro appartenenti a diversi schieramenti) era stata votata all’unanimità, mentre questa proroga è stata votata anche dell’assessore alla sanità Luca Zeni, che ben conosce i problemi della dipendenza da gioco d’azzardo patologico e che quindi per mandato dovrebbe porsi a tutela dei cittadini più fragili e della loro salute".

 

"Sorprende - concludono - che ci sia un voto favorevole da parte dell’assessore alla salute, mentre l’assessore competente Olivi non ha votato e alcuni consiglieri del Partito Democratico hanno espresso voto contrario".

 

 

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