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Al via il ripristino e la manutenzione dei corsi d'acqua dopo il maltempo, la Provincia mette sul tavolo 60 milioni

La giunta provinciale ha messo sul tavolo quasi 60 milioni di euro, 15,5 milioni dei quali per interventi urgenti al ripristino della funzionalità degli alvei e delle opere di sistemazione idraulica e forestale. Nelle scorse settimane si è registrata la manutenzione della galleria Adige-Garda, mentre anche alcune dighe e bacini artificiali sono attenzionati, come quello della Busa in Vallarsa

Di Luca Andreazza - 02 aprile 2019 - 06:01

TRENTO. L'ondata di maltempo di fine ottobre scorso non ha solo schiantato a terra circa 19 mila ettari di bosco, ma ha causato tante altre criticità sul reticolo idrografico provinciale per diversi e diffusi dissesti tra frane e colate, rilasci di materiale e cedimenti alla strutture stradali. A questo si aggiungono danni agli acquedotti e alle linee energetiche, così come alle reti di smaltimento delle acque.

 

A provocare i danni maggiori sono stati in particolare il vento e i corsi d'acqua: sono circa 300 sul territorio provinciale i punti georeferenziati che il servizio bacini montani, in collaborazione con il servizio geologico e con i Comuni, ha inserito nel Catasto eventi e per i quali il Piano degli interventi 2019/2023 in materia di sistemazione idraulica e forestale prevede specifici interventi in base alle urgenze e priorità.

 

La giunta provinciale ha messo sul tavolo quasi 60 milioni di euro, 15,5 milioni dei quali per interventi urgenti al ripristino della funzionalità degli alvei e delle opere di sistemazione idraulica e forestale. Nelle scorse settimane si è registrata la manutenzione della galleria Adige-Garda (Qui articolo), mentre anche alcune dighe e bacini artificiali sono attenzionati, come quello della Busa in Vallarsa (Qui articolo).

 

Sono già in corso alcune manutenzioni, tra programmate e straordinarie, lungo gli alvei dei principali corsi d'acqua trentini tra pulizia e sistemazione degli argini, come nel caso dell'Avisio. Le ruspe sono in azione e gli operatori sono all'opera per le verifiche e gli interventi in agenda.  

 

Ma sono tante le operazioni in programma, già iniziati o pronti a scattare nell'arrivo della bella stagione. Nel Piano varato dalla giunta sono indicati, infatti, anche gli interventi oggetto di cofinanziamento sul Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) della Provincia (2 milioni di euro): in queste azioni è ricompreso anche il consolidamento delle murature del fiume Brenta a Borgo all'altezza del parcheggio di piazzetta Ceschi e del polo scolastico.

 

Le principali criticità si sono concentrate nelle zone di versante e su alcuni conoidi di fondovalle, in particolare nelle valli di Sole, val di Non, Fiemme, Fassa e in Valsugana, dove si sono verificati fenomeni sparsi di colata detritica. L'evento più significativo, come noto, si è originato lungo il Rio Rotiano: una colata detritica di grandi proporzioni ha invaso il conoide alluvionale dove sorge l'abitato di Dimaro (Qui articolo).

 

In molti altri casi il materiale trasportato dai corsi d'acqua verso valle è stato intercettato dalle opere di presidio esistenti sul territorio attraverso l'attivazione di briglie filtranti e il riempimento di vasche e piazze di deposito. Dispositivi, questi, che hanno contribuito, a ridurre l'apporto di materiale e conseguentemente limitare i danni in fondovalle.

 

Nelle zone di fondovalle, nonostante le abbondantissime piogge che hanno portato i livelli idrometrici a quelli dell'alluvione del 1966 (Qui articolo), non si sono evidenziate criticità rilevanti. Lungo le aste dei fiumi Adige, Sarca e Brenta si sono verificati alcuni fenomeni di esondazione localizzata che hanno interessato zone agricole storicamente alluvionali, ma anche erosioni delle sponde lungo le aste del fiume Brenta e dei torrenti Noce e Avisio.

 

In particolare, per il biennio 2019/2020 il Piano prevede una serie di interventi urgenti per ripristinare la funzionalità degli alvei e delle opere di sistemazione idraulica e forestale di competenza provinciale per una spesa complessiva di 15 milioni e mezzo di euro: gli interventi riguardano in particolare i bacini del Noce (Comuni di Dimaro e Bresimo), dell’Avisio (Valle di Fiemme), del Fersina, del Brenta e del Vanoi-Primiero.

 

In agenda, inoltre, rientrano anche opere di antincendio boschivo (700 mila euro), interventi previsti dal Piano generale di bonifica (275 mila euro) e interventi cofinanziati dal Programma operativo del fondo europeo di sviluppo regionale 2014/2020 (2 milioni di euro) per "Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi".

 

Tutti gli interventi di sistemazione idraulica e forestale di competenza del Servizio bacini montani, per la difesa dal rischio alluvionale e torrentizio sono coerenti con le misure strutturali già individuate nel Piano di gestione del rischio alluvioni (Pgra) della Provincia di Trento.

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