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''I tempi sono cambiati, è ora di andare in pensione'', il calzolaio di via Giusti pronto a chiudere bottega entro fine anno

Francesco Nicosia da 26 anni lavora in proprio ma è da oltre 40 che è nel settore: ''Da dopo il 2011 è stato una lento declino. Avrei voluto proseguire ancora ma è giusto cedere il passo''

Di Luca Pianesi - 10 febbraio 2019 - 15:34

TRENTO. ''Niente di tragico, state tranquilli. Semplicemente ho deciso che accetterò di andare in pensione perché i tempi sono davvero cambiati e il mercato è troppo calato per restare in attività''. Così Francesco Nicosia uno dei calzolai storici di Trento che ha la sua bottega in via Giusti, da 26 anni lavora in proprio e da oltre 40 si destreggia tra cuoio, tacchi, borse, chiavi e oggetti in metallo. Una vita dedicata a una professione storica, antica, nel '200 inserita, a Firenze, tra le prime corporazioni delle arti e dei mestieri. Artigiani a tutto tondo che hanno caratterizzato borghi e cittadine praticamente da sempre, figure importanti perché riparavano, aggiustavano, creavano nuove soluzioni.

 

Oggi i tempi sono cambiati se è vero che borse, scarpe, cinture rovinate si fa prima a buttarle e sostituirle che a portarle a riparare. ''E anche i macchinari andrebbero tutti aggiornati - ci spiega Francesco - a chi verrà dopo di me consiglio infatti di investire su strumenti moderni, facili da usare e rapidi nell'eseguire gli interventi. Io ho lavorato per una vita e avrei voluto proseguire ancora, finché era possibile, perché non è facile lasciare la bottega. Però, obiettivamente, i clienti sono diminuiti sempre di più. Dal 2011, da quando la crisi è arrivata anche a Trento, è stato un lento declino. Oggi non avrebbe senso rinnovare macchine e strumenti. Credo proprio che saranno gli ultimi mesi di lavoro, questi, non ho intenzione di tenere aperto fino alla fine dell'anno. Andrò in pensione prima''.

 

Nessun 'caso' quindi: qualche giorno fa, infatti, sui social era circolato l'annuncio che Francesco Nicosia era in grande difficoltà addirittura che non riusciva a pagare il riscaldamento del suo locale e si invitava la gente ad andare da lui per sostenerlo. ''Ma no, non è vero - ci spiega - non so come è uscita questa cosa. Me lo hanno segnalato anche a me questo post e abbiamo chiesto di rimuoverlo. Qui tutto bene. Forse hanno sentito che avrei chiuso nei prossimi mesi e hanno pensato a chissà ché ma in realtà è solo perché ho deciso di accettare di andare in pensione. La nostra attività negli anni è andata sempre più riducendosi, è un mestiere antico il nostro ed è ora che anche io ceda il passo''.

 

Ma per qualche tempo Francesco lo troverete ancora lì, in via Giusti 22 e magari, chissà, con tante commesse e richieste di lavoro nuove riuscirete a fargli cambiare idea.  

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