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L'Agcm stanga la Fondazione Mach per le consulenze alle imprese agricole: ''Vantaggio concorrenziale, cambi formula''

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato chiede alla Fondazione Edmund Mach di cambiare in quanto "viola i principi di parità e non discriminazione tra gli operatori nell'offerta dei servizi di consulenza alle imprese agricole trentine". La Provincia è chiamata invece ad adeguarsi e fornire entro sessanta giorni le determinazioni assunte. Una vicenda avviata nel 2017

Di Luca Andreazza - 10 maggio 2019 - 06:01

TRENTO. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato chiede alla Fondazione Edmund Mach di cambiare in quanto "viola i principi di parità e non discriminazione tra gli operatori nell'offerta dei servizi di consulenza alle imprese agricole trentine". La Provincia è chiamata invece ad adeguarsi e fornire entro sessanta giorni le determinazioni assunte con riguardo alle criticità concorrenziali. 

 

Un terremoto in quel di San Michele all'Adige. "[...] Questi elementi valgono ad attribuire a Fem - si legge nel bollettino del 24 aprile scorso - un vantaggio concorrenziale sugli altri concorrenti nel mercato dei servizi di consulenza in questione, che non sono quindi in grado di operare in condizioni di parità".

 

Non solo, l'autorità evidenzia come "Nell’offrire i propri servizi di consulenza, Fem, grazie all’attività di ricerca svolta per conto della Provincia - prosegue il bollettino - è infatti in grado di disporre integralmente e gratuitamente di un set informativo corposo e di strumentazione di precisione non altrimenti reperibili sul mercato e, conseguentemente, di definire una politica tariffaria indipendente dai costi del servizio, in quanto non direttamente sostenuti o comunque diversamente remunerati".

 

Una vicenda scoppiata nel 2017 che si arricchisce di un ulteriore capitolo per l'intervento di Agcm per le attività di consulenza alle imprese agricole trentine. L’autorità sottolinea che la Fem rimane un ente non a scopo di lucro, primario per il ruolo socio economico in ambito agricolo, ma l’opportunità di fornire servizi di consulenza alle imprese agricole trentine, crea una posizione di vantaggio rispetto agli altri operatori di mercato in quanto usufruisce di dotazioni di varia natura e entità, a condizioni sensibilmente più favorevoli di quelle applicate ai possibili diretti concorrenti.

 

Una querelle raccontata per la prima volta sulle pagine de Il Dolomiti, quando Claudio Maurina, presidente dell'Ordine dei dottori agronomi e forestali della provincia di Trento, aveva confermato la decisione del Cda di procedere legalmente contro la Fondazione Mach per un abuso di posizione dominante. 

 

Sono in particolare due le contestazioni: un'indebita concorrenza della realtà trentina in vari ambiti professionali e i finanziamenti erogati dall'amministrazione provinciale a favore dei tre centri di attività della Fondazione (Qui articolo). L'Ordine dei dottori  agronomi e forestali aveva chiesto chiarimenti attraverso varie lettere, invano, nessuna risposta

 

A quel punto i primi a muoversi erano stati gli esponenti del Movimento 5 stelle. A Rovereto Paolo Vergnano, consigliere comunale allora pentastellato, e Filippo Degasperi in piazza Dante. Il primo si era rivolto alla Corte dei conti, una segnalazione per chiedere l'esistenza di possibile danno erariale in relazione all'incarico affidato dal Comune di Rovereto alla Fondazione Mach per l’esecuzione delle indagini fitosanitarie e statiche degli alberi di viale Trento

 

In realtà si trattava di un pretesto. Il danno erariale, infatti, se dimostrato sarebbe di circa 6 mila euro: tanto ha sborsato il Comune di Rovereto per questa consulenza. Ma l'obiettivo era quello di iniziare fare chiarezza (Qui articolo). In attesa che la Corte dei conti si pronunci, arriva il dispositivo di Agcm.

 

Sono le attività commerciali, quindi, a finire nel mirino. "Dall'ultimo bilancio approvato disponibile e dal sito internet della stessa Fondazione - prosegue la nota - risulta che Fem, pur agendo per legge e Statuto senza scopo di lucro, svolge molteplici attività, tra cui anche quella commerciale di vendita dei servizi di consulenza alle imprese agricole trentine, attività che concorre a comporre circa un quinto del fatturato della Fondazione. Poiché si tratta di attività di consulenza erogata a titolo oneroso, Fem rientra, almeno per questa parte dell’attività, nella nozione di impresa rilevante per il diritto della concorrenza, che ricomprende qualsiasi soggetto che eserciti attività di natura economica, indipendentemente dalla sua forma giuridica, dalle modalità di finanziamento, dalla ricerca del profitto o dall’assenza di uno scopo di lucro e a prescindere dalla qualifica formale del soggetto che la svolge".

 

A questo si aggiunge che la giurisprudenza europea chiarisce che “un ente che svolga sia attività economiche sia attività non economiche è considerato come un’impresa solo per quanto riguarda le prime". 

 

E "con riguardo all’attività di Fem - si legge nella nota - si osserva che la Fondazione si trova a svolgere 'l’attività di impresa e a sfruttarne il risultato', nell’ambito della consulenza alle imprese agricole trentine, godendo di una posizione di vantaggio rispetto agli altri operatori del mercato. Come si è visto, infatti, Fem svolge importanti funzioni di ricerca alla stessa demandate dalla Provincia ed è titolare di prerogative istituzionali: per effetto di tali funzioni, ereditate col subentro all’Istituto San Michele dell’Adige, Fem gode della disponibilità di dotazioni/risorse di varia natura ed entità, a condizioni sensibilmente più favorevoli di quelle applicate agli altri operatori di mercato (donazione, comodato gratuito, etc.). Fem, inoltre, gode di un importante fattore reputazionale, in qualità di successore dell’Istituto San Michele all’Adige storicamente attivo sul territorio, anche in termini di utilizzo di segni distintivi (il logo indicato per legge) e di ubicazione degli uffici".

 

In pratica la richiesta di Agcm è che la Fondazione Mach si rivolga a terzi per le attività di consulenza oppure crei una realtà indipendente. "L’Autorità - prosegue il bollettino - ritiene necessario che venga introdotto un obbligo, in capo a Fem, di operare tramite società separata per i servizi di consulenza, in modo da limitare il rischio di sussidi incrociati o commistioni di beni, personale e informazioni che consentono a Fem di operare sul mercato in posizione di vantaggio".

 

Una soluzione, spiega Agcm, che  risulterebbe coerente anche con l’articolo 8, comma 2-bis, della L. n. 287/90, che impone alle imprese che per disposizione di legge esercitano la gestione di servizi di interesse economico generale di costituire società separate qualora intendano svolgere attività economiche in mercati contigui in concorrenza.

 

"Inoltre - spiega la nota - l’Autorità ritiene necessario assicurare che Fem, all’esito della separazione societaria sopra auspicata, garantisca parità di trattamento alla propria controllata attiva nell’esercizio dell’attività commerciale e a terzi, evitando di replicare in capo al nuovo soggetto la situazione di vantaggio di cui attualmente essa beneficia nel mercato rilevante, in termini di accesso privilegiato o a condizioni più favorevoli alle dotazioni e informazioni strategiche necessarie per l’offerta di servizi avanzati e di precisione alle imprese agricole trentine".  

 

Così Agcm invita la Fem a strutturarsi in modo diverso, anche dal punto di vista contabile, in modo che limitatamente ai servizi di consulenza, sia società apposita indipendente dalla Fondazione, per far cessare i presupposti vantaggi concorrenziali. Una risposta dell'autorità che è diventata immediatamente materia per un'interrogazione alla Provincia di Filippo Degasperi e Alex Marini

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