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Coronavirus, andare in montagna si può? La situazione cambia rispetto alla regione e il Cai cerca di fare chiarezza

Il Club alpino italiano ha cercato di ricostruire regione per regione le "interpretazioni attuative" dell'ultimo Dpcm riguardo all'attività motoria e sportiva, provando a dare agli appassionati della montagna delle indicazioni. Una cosa è certa, i casi dove l'escursionismo e l'alpinismo sono citati sono davvero pochi

Pubblicato il - 06 May 2020 - 18:48

TRENTO. Di fronte all'incertezza lasciata aperta dal Dpcm del 26 aprile, ogni appassionato di montagna ha tentato di capire come poter tornare a battere i sentieri. È il Club alpino italiano, massima autorità in Italia nell'ambito alpinistico, a cercare di fare chiarezza, tenendo sott'occhio la situazione regione per regione, visto che di fronte all'incertezza lasciata dal Dpcm del governo, appunto, le singole amministrazioni regionali hanno adottato diverse “interpretazioni attuative”.

 

Se infatti il Dpcm del 26 aprile 2020, vietando lo svolgimento di attività ludica o ricreativa, consente al tempo stesso di svolgere individualmente (ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti) attività motoria o sportiva, purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività, non si comprende se escursioni in montagna e attività alpinistica appartengano all'ambito delle attività vietate o di quelle concesse.

 

Per questo Regioni e Province autonome hanno interpretato il testo fornendo le risposte, più o in meno bene, agli amanti della montagna. Così la Regione Sardegna ha ad esempio limitato l'attività motoria a livello comunale, il Lazio, la Liguria, l'Emilia-Romagna a livello provinciale, mentre Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana, Valle d'Aosta e Veneto ha richiamato l'applicazione in tutto l'ambito regionale. Anche le Province di Trento e Bolzano hanno permesso la possibilità di muoversi all'interno del territorio regionale, non solo per le esigenze di primaria importanza, ma anche per attività sportiva, purché si parta in bicicletta o a piedi. Nella vicina Lombardia, infine, la regolamentazione dell'attività motoria non è stata ancora definita.

 

Nello specifico dell'attività escursionistica e alpinistica, l'Abruzzo consente gli allenamenti per attività sportive, tra cui il trekking, l'arrampicata in falesia o esterno, mentre disposizioni mirate in tema di allenamenti di arrampicata delle guide alpine sono state previste in Valle d'Aosta e Trentino, dove si consente anche l'attività di formazioni e aggiornamento outdoor per le guide alpini e aspiranti guide.

 

Passando ai singoli casi che più riguardano da vicino il territorio trentino e i suoi vicini, si dica che la Provincia di Trento, con l'ordinanza del 2 maggio, stabilisce i seguenti aspetti (oltre al punto sulle guide alpine):

1.“dal giorno 4 maggio 2020 e fino al giorno 17 maggio 2020 compreso, è consentito lo svolgimento individuale di attività sportiva o attività motoria all'aperto (compresi passeggiate, corsa a piedi, uso della bicicletta e lo svolgimento di qualsiasi altro sport amatoriale individuale) in tutto il territorio della Provincia e, più in generale, della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol, mantenendo comunque la distanza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività. L'attività sportiva in forma individuale, purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e delle norme relative al contenimento del contagio, è autorizzata presso i circoli, le società e le associazioni sportive siti sul territorio provinciale, purché in luoghi aperti. Si possono raggiungere i predetti circoli, società e le associazioni sportive solo a piedi o in bicicletta partendo dall'abitazione o dal luogo di lavoro”;

2.l'attività motoria o sportiva deve essere svolta con accompagnatore nel caso di persone non completamente autosufficienti e per i minori;

3.“nello svolgimento dell’attività sportiva o motoria, i minori possono essere accompagnati anche da entrambi i genitori o da congiunti facenti parte dello stesso nucleo familiare, sempre nel rispetto della distanza di un metro da ogni altra persona non facente parte del nucleo familiare o di due metri, nel caso di svolgimento di attività sportiva”;

4.“nello svolgimento dell’attività motoria (intesa come passeggiata/camminata, anche nell’ambito degli spostamenti consentiti per andare a fare la spesa, andare al lavoro, andare presso qualsiasi esercizio/attività aperto ecc.) è obbligatorio indossare la mascherina una volta fuori dalla abitazione o luogo di lavoro, mentre nello svolgimento dell’attività sportiva (intesa come corsa a piedi, uso della bicicletta, caccia, pesca e lo svolgimento di qualsiasi altro sport amatoriale individuale) è necessario portare con sé una mascherina da indossare nel caso in cui ci si trovi in prossimità di altre persone, sempre comunque in entrambi i casi assicurando il rispetto delle distanze individuate dalla lettera”;

5.“non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti”;

6.“per il raggiungimento dei circoli, delle società e le associazioni sportive, l’attività sportiva o motoria deve aver inizio partendo dalla abitazione o dal luogo di lavoro, non essendo consentito l’uso di mezzo pubblico o privato per raggiungere il punto da cui si intende iniziare l’attività sportiva o motoria”.

 

Quest'ultimo aspetto, in particolare, aveva spinto il mondo dell'arrampicata trentino a scrivere al presidente della Provincia Maurizio Fugatti e all'assessore allo Sporto Roberto Failoni.

 

Con l'ordinanza n.24 del 2 maggio 2020, la Provincia di Bolzano non cita né l'attività escursionistica né l'alpinismo. Attività motoria e sportiva vengono permesse nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno tre metri, con la specifica che nelle attività motorie rientrano passeggiate, jogging (cioè passeggio in forma di corsa a passo lento) e l'uso della bicicletta. In presenza di altre persone di chiede di rispettare le distanze interpersonali e di coprirsi bocca e naso in vicinanza di altre persone. “Sono da evitare i contatti con altre persone e nuclei familiari”.

 

In Veneto, la materia è stata oggetto di un susseguirsi di ordinanze che allargano i limiti e le libertà. Dal 4 maggio l'ordinanza n.46 consente “lo svolgimento individuale o con componenti del nucleo famigliare di attività sportiva o motoria quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, camminata, corsa, ciclismo, tiro con l’arco e a segno, equitazione, tennis, golf, pesca sportiva, canottaggio, l’attività remiera, il motociclismo, arrampicata sportiva, scialpinismo, attività sportive acquatiche, wind surf, attività subacquee, ecc.. Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività, nei limiti del territorio regionale. L’attività è ammessa anche con spostamento e svolgimento della stessa in coppia, nel rispetto delle norme di protezione personale, o con i conviventi”.

 

Per la Lombardia, infine, l'ordinanza n.539 del 3 maggio 2020 non offre alcuna disposizione in materia. L'unico aspetto precisato riguarda che “per coloro che svolgono attività motoria intensa non è obbligatorio l’uso di mascherina o di altra protezione individuale durante l’attività fisica intensa, salvo l’obbligo di utilizzo alla fine dell’attività stessa e di mantenere il distanziamento sociale”.

 

In una situazione comunque che pare in continua evoluzione, qui di seguito riportiamo il documento redatto dai Cai con la collaborazione di Gian Paolo Boscariol, componente del Comitato paritetico Cai-Mibact.

 

 

 

 

 

 

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