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Coronavirus, il mondo trentino dell'arrampicata scrive alla Giunta per ripartire: "Permettere l'uso di mezzi pubblici o privati per raggiungere le falesie"

Diverse associazioni dell'arrampicata sportiva trentina hanno firmato un appello inviato al presidente della Provincia Maurizio Fugatti e all'assessore allo Sport Roberto Failoni, chiedendo maggiore chiarezza sulla possibilità di ripartire e la possibilità di raggiungere le falesie con mezzi pubblici o privati

Pubblicato il - 05 maggio 2020 - 16:39

TRENTO. Tra i punti più discussi dell'ordinanza (e che creano maggiore incertezza) con cui il presidente Maurizio Fugatti ha dato avvio anche in Trentino alla Fase 2, allentando le restrizioni alle libertà imposte per il contenimento dell'emergenza Coronavirus, c'è sicuramente l'obbligo di partire da casa a piedi o in bicicletta per fare sport, andare a caccia, a pesca e così via. Un obbligo che stride talvolta con la logica ma che soprattutto distingue la nostra provincia dal resto d'Italia.

 

Tra gli ambiti più colpiti, dunque, e non solo per le ricadute sul turismo dovute alla chiusura dei confini e al lockdown, c'è quello dell'arrampicata. Un ambito che, avendo molti appassionati residenti in loco, non può che sollevare richieste alla Provincia da parte delle tante associazioni del territorio per maggiore chiarezza e regole che permettano il più velocemente possibile di riprendere le attività.

 

Protagonisti di un appello al presidente della Provincia Fugatti e all'assessore allo Sport Roberto Failoni, in questo caso, sono il Comitato Trentino Federazione arrampicata sportiva italiana, Arco Climbing, Gruppo rocciatori Piaz, Arrampicavareno, Bouldercity, Smarano Climbing, Val di Fassa Climbing, Asd Arrampicatori Fiemme e Unione sportiva Primiero, pubblicato qui di seguito in forma completa:

 

Abbiamo letto il contenuto dell'ultima ordinanza che disciplina lo svolgimento dell'attività sportiva sul territorio della nostra provincia. Abbiamo compreso che è possibile svolgere attività sportiva in forma individuale all'aperto presso circoli società o associazioni sportive a condizione che gli stessi siano raggiungibili a piedi o in bicicletta partendo dall'abitazione o dal luogo di lavoro. 

 

L'arrampicata sportiva in Trentino non è uno sport qualsiasi. 

 

Il Trentino è stato ed è tutt'ora uno dei luoghi al mondo in cui l'arrampicata sportiva si è sviluppata e ha raggiunto le sue più importanti vette. In questi stessi giorni ogni anno anche la città di Trento viene invasa da alpinisti e arrampicatori durante il nostro film festival. In questo contesto che quindi è anche un contesto culturale di profonda appartenenza, seppure per uno sport giovane come l'arrampicata sportiva, molte sono le società sportive che si dedicano all'insegnamento e alla promozione di questa disciplina tra i giovani trentini. 

 

I nostri atleti, ma pure gli amatori che frequentano le nostre palestre, hanno subito come tutti gli altri sportivi un periodo lungo di totale stop degli allenamenti. Tutti lo hanno accettato comprendendo che in un mondo dove tutto si ferma era un dovere anche per loro fare altrettanto. 

 

Ma oggi che, piano piano, si sta ripartendo è importantissimo dare agli atleti dell'arrampicata la possibilità di riprendere i propri allenamenti.

 

Sotto il profilo dei rischi connessi al virus, l'arrampicata è uno sport assolutamente sicuro che si può svolgere all'aperto nelle mille falesie della nostra provincia, che si può svolgere in sicurezza perché è perfettamente possibile mantenere sempre la distanza interpersonale, e che, visto Il grande numero di falesie del nostro territorio, rende pressoché impossibile il verificarsi di assembramenti. 

 

I nostri ragazzi hanno bisogno di arrampicare sia per consolidare le proprie doti di atleti, grandi sono i risultati che gli atleti e trentini hanno ottenuto in questi anni anche in campo internazionale, ma anche perché un periodo di stop forzato troppo lungo potrebbe condurre molto di loro ad abbandonare questa disciplina: ogni ragazzo che smette di praticare lo sport che ha scelto determina un impoverimento della società stessa. Abbiamo l'orgoglio e la presunzione di dire che ogni giovane trentino che smette di arrampicare è una ferita per la nostra provincia. 

 

Le società di Arrampicata Sportiva del Trentino quindi chiedono che sia data a tutti la possibilità di raggiungere con mezzo privato o pubblico le falesie del Trentino anche fuori dal comune di residenza (visto che la dislocazione delle falesie non è ovviamente corrispondente ai luoghi di maggiore densità abitativa). La frequenza delle falesie può essere consentita: dati alla mano, l'arrampicata in falesia, svolta sempre su pareti attrezzate, ha originato in questi anni interventi di soccorso praticamente nulli.

 

Attendiamo con impazienza che sia data ai nostri ragazzi questa possibilità”.

 

In altre realtà italiane, l'arrampicata è stata disciplinata. Un esempio a riguardo è l'Abruzzo, dove l'arrampicata in falesia o esterno è permessa "purché siano mantenute le distanze di sicurezza tra l’arrampicatore ed il compagno di sicura". L'ordinanza della Regione Veneto, invece, eccependo dal Dpcm, permette di arrampicare "in coppia o con conviventi". Gli arrampicatori trentini, dunque, attendono risposte per poter ripartire. 

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