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Coronavirus, fondamentali ma invisibili l'appello degli addetti alla sanificazione: "Il nostro lavoro spesso è dato per scontato. Speriamo che tutti possano vederci con occhi diversi"

Un appello silenzioso fatto da chi, in questi giorni di emergenza, sta lavorando in prima linea per contrastare la diffusione del virus e convive con il rischio di contagio: "Speriamo che in questo difficile momento tutti i cittadini riconoscano e rivalutino l'importanza del nostro lavoro, nella speranza che possano vederci con occhi diversi anche quando tutto questo sarà passato"

Di Lucia Brunello - 17 marzo 2020 - 19:51

TRENTO. In queste delicate giornate, si sente spesso parlare delle numerose "azioni di sanificazione" che sono state fatte e prossimamente verranno messe in atto negli spazi pubblici della città, dalle aziende alle scuole, dai parchi alle strade. Un lavoro, questo, estremamente importante, se non fondamentale, considerato il tipo di emergenza in cui ci troviamo. La profonda pulizia di ambienti e superfici è infatti una delle prime e più efficaci mosse nella battaglia contro il Covid-19.

 

Eppure non ci si sofferma mai a riflettere sui lavoratori che andranno a svolgere quest'importante opera, nonostante attualmente siano tra i più esposti al rischio di contrarre il virus. Dopo lo spunto di riflessione dato da Giuli, addetta alle pulizie trentina, ora a chiedere "un minimo di riconoscimento" sono proprio gli addetti e le addette alle opere di igiene speciali, che in questi giorni stanno lavorando senza sosta, di giorno nelle strutture e di notte per le strade.

 

A sollevare l'importante tematica è Lorenzo Offer, titolare di "Puliclean", azienda che già da alcune settimane è impegnata nella sanificazione di diversi luoghi pubblici di Trento e zone limitrofe. "Non vogliamo assolutamente metterci alla pari del personale medico che ogni giorno opera negli ospedali, a cui esprimiamo tutta la nostra gratitudine - inizia - ma ci sentiamo sempre più invisibili, nonostante il nostro sia un lavoro necessario".

 

"Non chiediamo tanto, vorremmo solo che le persone si rendessero conto che noi, silenziosi e spesso ignorati, ci siamo sempre, a maggior ragione in questo momento difficile. Solo perché si tratta di un lavoro che si basa sulle pulizie, non significa che chi lo fa non meriti di ricevere gratificazione".

 

Si tratta di lavoratori costantemente esposti ad alto rischio di contagio, specialmente coloro che operano nelle case di riposo, scuole o aziende. "Io, come titolare, non ho il potere di obbligare i dipendenti a lavorare. Tutti quelli che ogni giorno scelgono di mettersi all'opera, hanno scelto di prendersi le proprie responsabilità, coscienti anche dei pericoli che ne derivano. Proprio per questo, credo profondamente che anche a queste persone debba essere riconosciuto il loro servizio, esattamente come si fa con tutte le persone che in questi giorni non possono lavorare da casa".

 

"E' un periodo complesso anche per noi in cui, oltre alle normali difficoltà, facciamo anche fatica a trovare rifornimento di prodotti". Offer racconta, infatti, di aver dato alcune forniture appena arrivate direttamente agli addetti sanitari, di sicuro al primo posto nella lista di chi ne ha più urgenza.

 

"Abbiamo pensato di approfittare di questo momento come occasione per alzare la nostra voce e chiedere che il nostro lavoro venga rivalutato, con la grande speranza che questo possa avvenire e non cambiare anche quando le difficoltà saranno finite", queste le parole con cui conclude Offer.

 

Che questa emergenza finisca e si possa tornare a camminare liberamente per le strade, è senz'altro il desiderio che adesso accomuna tutti noi. E, quando questo si realizzerà, sarà certamente anche per il preziosissimo lavoro di queste persone, a cui dovremmo già oggi iniziare a dire un enorme "grazie".

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