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Coronavirus, il figlio falso negativo al test antigenico? “Probabilmente siamo tutti positivi ma il tracciamento con l’app Immuni non è stato attivato e la classe non è in quarantena”

La doppia disavventura di una famiglia trentina positiva al Covid: “Si è persa un’occasione per fare prevenzione magari evitando qualche contagio in più. Capisco che le statistiche siano importanti ma qui c’è in ballo la vita delle persone che continuano ad ammalarsi”

Di Tiziano Grottolo - 21 dicembre 2020 - 08:19

TRENTO. “Un conto è ascoltare o leggere le storie che capitano agli altri, un altro paio di maniche è sbatterci il naso e realizzare che quindi è tutto vero”. A parlare è il padre di una famiglia trentina che per sua sfortuna ha contratto il coronavirus. “Io sono risultato positivo mercoledì 16 dicembre – spiega il genitore che alcuni giorni prima aveva accusato i primi sintomi e un certo malessere – mia moglie il giorno dopo. Il fatto è che alcuni giorni prima avevamo portato uno dei nostri due figli a fare il tampone senza che risultasse positivo ma per come sono andate le cose la nostra pediatra sostiene che probabilmente si sia trattato di un falso negativo”.

 

Presumibilmente, anche il figlio della coppia è positivo dal momento che i sintomi accusati dai genitori (risultati positivi) sono gli stessi. “Nella classe di mio figlio pure l’insegnate è risultata positiva e almeno un’altra coppia di genitori è nella nostra stessa situazione, tanto che crediamo che il contagio in casa nostra sia arrivato dalla scuola eppure non lo sapremo mai perché ormai i miei figli faranno un tampone molecolare a fine dicembre se va bene”. Inoltre, come fa notare il padre la classe nel frattempo non sarà nemmeno messa in quarantena perché nessuno dei figli delle rispettive coppie risulta ufficialmente fra i positivi, anche se per ovvie ragioni sono a casa in isolamento.

 

“C’è poi un’altra questione – afferma il genitore – il giorno dopo la mia positività sono stato contattato dalla Centrale Covid, avendo attivato l’app Immuni ho chiesto il codice per avvertire, in forma anonima, le persone con cui sono entrato in contatto della mia positività. Mi è stato risposto che mi avrebbero mandato il codice necessario al più presto, eppure non sono più stato ricontattato e non sono nemmeno riuscito a parlare con la Centrale Covid”. Il fatto ancor più sorprendente però è la risposta ricevuta dalla compagna dell’uomo: “Mia moglie, alla stessa richiesta di ricevere il codice per Immuni, si è sentita rispondere che non spetta alla Centrale Covid occuparsi di questo aspetto”.

 

Per poter mandare il messaggio di avviso ogni utente deve ricevere un codice speciale che ottiene al termine di una procedura guidata da un operatore. Insomma al momento il tracciamento con l’app non è ancora stato attivato, anche se le autorità sanitarie in ottobre sostenevano che tutto funziona correttamente (QUI articolo). “Ho avuto la sensazione di essere stato liquidato con leggerezza ma fino a quando non avrò il codice non potrò avvisare le persone che sono entrate in contatto con me, fra l’app e la scuola penso che sia persa un’occasione per fare prevenzione magari evitando qualche contagio in più. Capisco che le statistiche siano importanti ma qui c’è in ballo la vita delle persone che continuano ad ammalarsi”.

 

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