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| 08 nov 2021 | 05:01

Covid, Battiston: ''I no vax? Rischiano di finire in ospedale e se si infettano in gran numero aumentano la probabilità di contagiare gli immunizzati''

Roberto Battiston: "Rispetto alla fase autunnale dell'emergenza dell'anno scorso che ha visto delle sostanziali chiusure, ci si trova in una situazione di quasi normalità. Il Covid c'è sempre, come c'era questa estate: sono i comportamenti della società a determinare la diffusione del virus. La campagna vaccinale fa la differenza: Bolzano e Trento divise da un 7%, divario sostanziale nell'analisi dei dati"

Covid, Battiston: I no vax?

TRENTO. "C'è un aumento visibile ma, per ora, contenuto del contagio". Queste le parole di Roberto Battiston, già presidente dell'Agenzia spaziale italiana e coordinatore dell'Osservatorio dati epidemiologici del dipartimento di Fisica dell'Università di Trento. "Ma dobbiamo considerare che, rispetto alla fase autunnale dell'emergenza dell'anno scorso che ha visto delle sostanziali chiusure, ci si trova in una situazione di quasi normalità: si è progressivamente tornati sul posto di lavoro oppure a scuola in presenza, si entra all'interno di ristoranti e bar, si possono frequentare teatri e cinema con il 100% della capienza. Il Covid c'è sempre, come c'era questa estate: però bisogna tenere presente che sono i comportamenti della società a determinare l'efficacia del virus nel suo diffondere il contagio".

 

C'è una recrudescenza dell'epidemia anche in Italia: dopo tanti mesi l'indice di contagio Rt si è riportato sopra 1 (a 1,15) in base all'ultimo report dell'Istituto superiore di sanità. In risalita pure l'incidenza dei casi che si è portata a 53 positivi ogni 100 mila abitanti. A livello italiano sono 4 i territori con un'epidemia in ripresa più forte: Friuli-Venezia Giulia e Lazio, Calabria e Bolzano. A fronte di questi dati, il sistema sanitario appare, però, ancora molto meno sotto pressione.

 

La campagna vaccinale fa la differenza. A fronte di una ripartenza del virus, i dati confermano l'efficacia delle inoculazioni nel ridurre decessi (96,3%), ricoveri ordinari (93,4%) e in terapia intensiva (95,7%). Ci sono, però, alcune situazione che sono fonte di preoccupazione. C'è il caso di Trieste: l'incidenza media settimanale è schizzata a 376 casi per 100 mila abitanti, mentre il dato si è attestato a 140 in Friuli Venezia Giulia.

 

"Quello di Trieste è un dato enormemente alto. La durata e la quantità delle manifestazioni effettuate senza seguire le regole basilari quali mascherine e distanziamento fisico hanno causato un aumento esponenziale. Se i valori diventano troppo elevati - evidenzia Battiston - poi diventa complicato fare marcia indietro: servono tempo e restrizioni per abbassare la curva del contagio. Questo accompagna un altro nodo critico: i non vaccinati, oltre a rischiare di finire in ospedale, se si infettano in gran numero aumentano la probabilità di far ammalare, anche se in forma meno grave, chi si è invece immunizzato".

 

Un altro raffronto può essere quello tra Trentino e Alto Adige. La provincia di Bolzano è tra i territori con meno vaccinati d'Italia e quello con più contagi (l'Europa l'ha già messa nella zona rossa con l'Ecdc) e l'ultimo report dell'Iss non lascia molti margini d'interpretazione: l'incidenza è aumentata per attestarsi a 189,1 casi ogni 100 mila abitanti. La media italiana, come anticipato, è di 53 casi ogni 100.000 abitanti; il Trentino va a 63 casi ogni 100.000 abitanti.

 

Il 70,71% della popolazione altoatesina ha ricevuto 1 dose, il dato più basso con Calabria e Sicilia, mentre la media nazionale è del 78,20% con il Trentino a quota 78,28% di inoculazioni. Un dato che per Bolzano scende a 66,91% per le due dosi, 75,11% per l'Italia e 73,59% per Trento (fonte dati Agenas-Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali aggiornati al 2 novembre).

 

Una situazione che si riflette sugli ospedali: in questa fase l'Alto Adige occupa il doppio dei posti letti rispetto a Trento, seppur in entrambi i territorio il tasso di occupazione è ancora gestibile e ancora non è un allarme per la tenuta del sistema. La soglia delle ospedalizzazioni si attesa all'11,6% nei reparti ordinari e 3,8% per le terapie intensive; Trento invece si colloca rispettivamente al 4% e al 2%.

 

"Il 7% di differenza nelle vaccinazioni può sembrare un numero irrisorio - dice Battiston - ma in realtà è molto significativo. Un divario sostanziale perché il processo esponenziale è molto sensibile e la differenza in percentuale di vaccinati può moltiplicare l'incidenza. L'epidemia cresce rapidamente come si è visto nelle precedenti ondate e le restrizioni sono ora legate ai comportamenti degli abitanti. Se la prevalenza diventa troppo alta è facile che si aprano crepe nell'argine rappresentato dalle misure in corso con il conseguente aumento della circolazione e il coinvolgimento anche della maggioranza degli immunizzati, coperti rispetto al contagio dell'80% circa. La risalita dell'Rt deve essere un campanello d'allarme, appare necessario lavorare d'anticipo per mantenere sotto controllo la trasmissione, altrimenti si subiscono gli eventi, approccio che con il virus si è sempre mostrato come una cattiva strategia. Bisogna essere rigorosi nel seguire le regole e mantenere la crescita bassa in questo periodo invernale".

 

Un altro nodo cruciale è quello delle terze dosi per mantenere alta l'immunizzazione. "C'è ancora un numero di no vax significativo - continua Battiston - ma il contenimento del contagio è fondamentale per far decrescere la diffusione del coronavirus. La terza dose di vaccino è una risposta concreta e potenzialmente rapida, i dati delle somministrazioni devono aumentare prima di Natale".

 

Una ripresa di Covid che avviene anche all'estero, tanto che riprendono in diversi Paesi le restrizioni e le limitazioni. "Ci sono aree geografiche con diffusioni molto alte, di solito collegate con bassi tassi di vaccinazione. L'Italia però evidenzia una condizione migliore a tanti altri in Europa per l'impiego di tutti gli strumenti disponibili per proteggersi: alti tassi di vaccinazione, Green pass, mascherine e distanziamento. Se si molla la presa, la curva riprende a crescere in modo veemente, come si è visto in Germania e Inghilterra. Anche qui da noi i dati peggiorano ma lentamente. L'attenzione deve restare massima, il contenimento dell'epidemia è legato al comportamento di ciascuno di noi", conclude Battiston.

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