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| 21 mar 2021 | 10:16

Rsa, la lettera di un nipote: "Non mi lasciano vedere mia nonna, anche se vaccinata. Ma le operatrici che non lo sono possono. Perché?"

Pietro, 20 anni, vorrebbe vedere la nonna per festeggiare il suo compleanno. Ospite di una Rsa, la signora però non può nemmeno uscire anche se vaccinata. "Se il vaccino serviva per dare loro il diritto di vedere i parenti, dove sta questa libertà?"

Rsa, la lettera di un nipote: Non mi lasciano vedere mia nonna, anche se vaccinata
di Davide Leveghi

TRENTO. “Mia nonna è rinchiusa da oltre un anno in Rsa. La volevo visitare per il suo compleanno, dopo che avrà ricevuto la seconda dose di vaccino. Ma non posso perché, a detta di un'operatrice, ci sono delle colleghe non vaccinate. Perché loro possono stare a contatto con lei e io no?”. È un grido di dolore, quello di Pietro.

 

Ventenne trentino, si è rivolto al nostro giornale per raccontare l'impossibilità di incontrare sua nonna ospite di una casa di riposo. Nonostante stia per concludere il ciclo vaccinale, con il richiamo somministrato a breve, la signora non è ancora autorizzata a vedere nessuno nemmeno lasciando temporaneamente la struttura. Nemmeno il vaccino, dice il giovane, ha permesso l'apertura delle porte della Rsa ed il ricongiungimento con l'amata parente.

 

Il tempo in cui gli ospiti sono stati isolati da ogni possibile incontro, per la tutela della loro salute, si è prolungato molto. E se il vaccino poteva rappresentare la soluzione, permettendo così finalmente le visite dei parenti, in Trentino le porte delle Rsa sono rimaste blindate. Anzi, quando la presidente dell'Unione provinciale istituzioni per l'assistenza (Upipa) Francesca Parolari ha provato a sperimentare una graduale riapertura, con 5 strutture interessate, nel mondo delle case di riposo trentine è stato il terremoto (QUI l'articolo). Da ultime, infatti, sono arrivate le sue dimissioni, dopo la sfiducia da parte dell'organo direttivo (QUI l'articolo).

 

In questo quadro, dunque, si inserisce anche la vicenda di Pietro, di cui pubblichiamo qui sotto la lettera:

 

Buongiorno, sono Pietro e ho 20 anni. Vi scrivo per segnalare la situazione di migliaia di anziani e in particolare di mia nonna, rinchiusi nelle Rsa da oltre un anno. Premetto che sono assolutamente favorevole alle precauzioni anti-Covid da utilizzare durante le visite nelle Rsa, quali plexiglass, mascherine, distanziamento, ecc. ecc.. Mi chiedo, però, come sia possibile che mia nonna non possa uscire dalla struttura per festeggiare il suo compleanno con figli e nipoti.

 

Ovviamente c'è da precisare che mia nonna venerdì riceverà la seconda dose di vaccino Pfizer e quindi fortunatamente non potrà più ammalarsi gravemente e nemmeno eventualmente essere portatrice dato che tutti gli ospiti della struttura sono vaccinati. Sento anche una forte rabbia davanti all'impossibilità di poter finalmente riabbracciare mia nonna dopo un anno anche perché, a detta di un'operatrice, ci sono delle sue colleghe non vaccinate. Scelta del tutto legittima e che rispetto, ma allora mi sorgono spontanee delle domande: perché mia nonna non può stare a contatto con persone non vaccinate e quindi soggette al mio stesso rischio? E ancora: abbiamo vaccinato questa categoria di anziani per poter dar loro un minimo di libertà e contatto con le famiglie, ma questa libertà dov'è?

 

Mi sembra giusto inoltre lamentare l'assenza di un protocollo per le visite grazie al quale con un tampone di esito negativo potrei stare a contatto con mia nonna senza tutte queste restrizioni”.

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