A Belluno dopo anni tra Inghilterra, Francia, India, Roma per far rivivere l'''Osteria al Ponte''. Il 'sogno' di 4 ragazzi tra cicchetti, alta cucina, arte e tanta musica
L’idea di riaprire questa bottega storica, chiusa da inizio anno, è venuta ad Alberto De Biasio, 37 anni di cui 12 anni passati a Londra occupandosi di consulenza strategica e start-up. Con i suoi 3 amici di infanzia, saputo che il mitico locale di Borgo Pra nato nel 1905 aveva chiuso i battenti, hanno deciso si mettere a sistema le diverse competenze di ognuno e qualche giorno fa hanno lanciato la nuova attività (con una grandissima risposta di pubblico)

BELLUNO. Da poco meno di quindici giorni Borgo Pra, quartiere della città di Belluno che affaccia sull’Ardo, ha di nuovo la sua storica “Osteria Al Ponte” nata nel lontano 1905, appena fuori dalle mura cittadine. In quello che per secoli è stato il cuore pulsante dell’artigianato bellunese e da cui provenivano manufatti quali spade, lana del Fol e oggetti in legno dei famosi marangoni prodotti su quasi trenta opifici, distribuiti lungo tutta l’asta del torrente, e alimentati da una roggia i cui resti sono visibili proprio dalla terrazza del rinnovato locale dalla quale si ha una particolare prospettiva sulla città.
L’idea di riaprire questa bottega storica, chiusa da inizio anno, è venuta ad Alberto De Biasio, 37 anni di cui 12 anni passati a Londra occupandosi di consulenza strategica e start-up, che confrontandosi con altri tre amici, sul fatto che il loro luogo di ritrovo adolescenziale rischiava di non avere un futuro, ha pensato che avrebbero potuto dare loro una seconda opportunità a quella struttura: “E' capitata questa occasione, che andava sicuramente colta, ma io di questo settore non ne sapevo nulla e perciò ho pensato che era fondamentale unire forze e competenze di modo da creare una realtà seria e strutturata mettendo a frutto le qualità di ognuno di quelli che poi sono diventati i soci di questa avventura”.
Ecco quindi che Massimiliano De Bon, antropologo di origine, dopo aver vissuto tra la Francia e l’India, aver studiato a Bra alla scuola di Slow Food, aver lavorato in diverse cucine anche stellate ed aver contribuito a far crescere diversi bar, è diventato l’oste del locale con una particolare passione per il buon vino e il buon cibo che seleziona e prepara con cura. Lorenzo Tait, spazzacamino di professione, si è occupato di ricostruire praticamente questo luogo “che conteneva in sé qualcosa, direi una carica, una personalità, che gli altri bar cittadini non hanno oltre ad essere un posto di ritrovo un po' per tutti, ma fuori dallo standard e dalle mura del centro, un posto più intimo e magico” e che è stato completamente rinnovato recuperando degli elementi storici che lo caratterizzano, e poi Lorenzo Cianchi, sociologo abitante a Roma da vent’anni, che ha deciso di dare una mano al progetto; la squadra vede poi il contributo di Elisa Scarpa, veneziana doc, che si occupa dei cicchetti a pranzo e Roberto Kratter che è l’oste serale.
Le pietanze offerte dall’osteria sono fatte con prodotti locali, principalmente del bellunese o veneti, di altissima qualità e provenienti da piccoli produttori sia per quanto riguarda i piatti che i vini. “A mezzogiorno è possibile gustare i cicchetti mentre la sera si servono, come in un bistrot francese, dei piatti ricercati e curati accompagnati da vini scelti con una particolare attenzione etica”, commenta De Biasio.
Ma l’osteria, oltre all’offerta culinaria, punta a tornare luogo di incontro, di festa, di scambio di idee proprio come “ai vecchi tempi” in cui gli stessi soci la frequentavano da ragazzi: “Circa 10 anni fa era il nostro luogo di ritrovo, di festa, che ci aveva dato un sacco di ricordi positivi e quindi volevamo ricreare questo spazio immaginario che si era perduto. Abbiamo perciò pensato di prevedere tra i nostri codici ateco anche quello di galleria d’arte per ospitare mostre temporanee, che stiamo già pianificando, e nel mentre abbiamo attivo un calendario di 12 appuntamenti che vedranno alternarsi, da qui a metà settembre i mercoledì alle 18, varie band che faranno jazz, indie rock, musica da camera, creando di fatto una consistente proposta live unica nel panorama bellunese”.
Attenzione è stata posta anche alla storicità del luogo che ha mantenuto tutti i suoi elementi caratterizzanti quali la pergola di vite sulla terrazza, le finestre che affacciano sul torrente Ardo con le classiche tende bordeaux con la mantovana, e il pavimento di cementine di inizio ‘900 fatte con un pattern geometrico verde scuro e bianco che è stato riproposto anche nelle nicchie a parete creando una continuità tra terra e parete.
L’apertura del 22 giugno ha visto una grandissima partecipazione da parte della cittadinanza che i 4 giovani soci sperano possa continuare anche in futuro così come l'accoglienza ricevuta dagli stessi abitanti di Borgo Pra con i quali sono intenzionati a continuare i rapporti di buon vicinato e questo aspetto lo si vede anche negli orari di apertura che sono dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 22 e venerdì e sabato dalle 10 alle 23 quindi rispettosi del sonno; per chi non conoscesse il posto si trova in piazza San Lucano 55.












