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| 15 mag 2017 | 16:59

Cannabis, in Trentino sono una cinquantina le persone che hanno accesso a terapie contro il dolore

Un anno fa erano soltanto 12 i pazienti trattati con la cannabis terapeutica nella provincia ma, pur se in crescita, i dati mostrano una realtà ben al di sotto della media nazionale

di Redazione

TRENTO. In Trentino la cannabis per uso medico c’è, ma viaggia a ritmi lenti. Un approccio prudente legato ad una terapia per certi versi ancora sperimentale, ma che comunque si cerca di garantire su tutto il territorio; anche per non restare indietro rispetto a tutto il resto d’Italia, dove l’accesso alla cannabis medica è ormai garantito un po’ ovunque, mentre in 7 regioni sono state emanate normative per consentire il rimborso da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

 

In questa Italia a più velocità, quindi, il Trentino si trova sul fondo della classifica. Sono solo 50 in tutta la provincia i pazienti che hanno accesso a terapie contro il dolore a base di cannabis, nell’ambito di un processo tutto sommato ancora recente, visto che il percorso è stato avviato lo scorso agosto.

 

Un numero comunque in crescita se si pensa che circa un anno fa erano soltanto 12 i pazienti trattati con la cannabis terapeutica nella provincia. Ma si tratta pur sempre di cifre limitate e al di sotto delle medie nazionali. Il dubbio quindi è quello sempre presente in casi come questo, se guardare il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Se da un lato crescono i pazienti ai quali è stato garantito tale approccio terapeutico, dall’altro si resta sul fondo della classifica italiana. Ciò nonostante il Trentino rimane uno dei territori che più si batte in tema di liberalizzazione: si pensi alla campagna di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare promossa, anche sul nostro territorio, da Radicali Italiani e Associazione Luca Coscioni con il sostegno di altre associazioni.

 

La cura con farmaci a base di cannabis viene oggi garantita in Trentino come scelta civica per tutti quei pazienti che soffrono di particolari patologie per le quali le terapie tradizionali si sono rivelate essere inutili; si parla sempre di dolore cronico in ogni sua declinazione. La scelta di curarsi con farmaci a base di cannabis è demandata a medici specialisti che devono compilare regolare prescrizione; la preparazione del farmaco e la sua relativa distribuzione è affidata alle farmacie ospedaliere sul territorio, soprattutto quelle di Trento e Rovereto.

 

Di tutti questi pazienti, solo una trentina hanno accesso gratuito al farmaco, sulla scia di quanto sta avvenendo in altre regioni d’Italia dove la cannabis medica è a carico del Servizio Sanitario. Tutti gli altri devono invece provvedere in autonomia alla spesa, che varia tra i 100 e i 150 euro mensili. Cifre comunque di un certo rilievo e che non tutti i pazienti possono permettersi di sostenere. 

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