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Il mountain bike a Gocciadoro e Montello verso lo studio preliminare

In aprile si è svolto un sopralluogo che ha coinvolto la politica e tante realtà del territorio. Tanti consensi, ma anche qualche dubbio. La Federciclismo: "Italia nostra, la commissione sport procede sulla strada giusta. Praticare la convivenza tra bici e pedoni aiuta a convivere meglio"

Di Luca Andreazza - 02 luglio 2017 - 07:45

TRENTO. I progetti sono sul tavolo: la riqualificazione dei parchi cittadini Gocciadoro e Montello attraverso la mountain bike. Questa ipotesi, lanciata dal Partito democratico, che ha visto il coinvolgimento e la condivisione di moltissime realtà sportive del capoluogo, presto dovrebbe sfociare nello studio preliminare commissionato dal Comune. 

 

Il progetto, che prevede la realizzazione nei due parchi di un percorso in sicurezza per mountain bike a bassissimo impatto, rientra inoltre nell'ambito di della mobilità sostenibile, della promozione dello sport e nel rispetto per l'ambiente sostenute dall'amministrazione comunale. 

 

In cosa consiste il progetto? L'obiettivo è quello di creare nei due parchi, Gocciadoro e Montello, dei tracciati definiti e segnalati, percorribili con la mountain bike. L'implementazione di strutture artificiali in legno come dossi di varie dimensioni o curve paraboliche , ma anche piccole aree didattiche dove stimolare il miglioramento di singole abilità. Zone che potranno essere utilizzate per corsi di avviamento all'educazione ciclistica o di utilizzo gratuito da chiunque e nella massima sicurezza.

 

La predisposizione di questi percorsi leggeri, poco impattanti e 'costruito' attraverso materiali naturali, potrebbe perseguire diversi scopi, come  valorizzare Montello attualmente poco frequentato, ma anche cogliere l’occasione per collegarlo direttamente con Gocciadoro (anche per pedoni) e costituire un collegamento strategico nell'ottica città-collina: dai parcheggi dell’ospedale S.Chiara si potrebbe raggiungere Mesiano per una via non asfaltata.

 

In aprile si è svolto un sopralluogo nei parchi per capire meglio tracciati e 'impatti' di questo progetto: oltre ai componenti della commissione sport guidata dal democratico Paolo Serra, invitati anche gli assessori Italo Gilmozzi e Tiziano Uez, il dirigente del servizio Parchi e giardini Roberto Leonardelli, la circoscrizione, il Coni e Italia nostra.

 

Ma se i consensi sono tanti, qualcuno resta perplesso davanti a questa possibile evoluzione in questi 'polmoni verdi' cittadini, come Italia nostra, soprattutto per la ricchezza di quell'angolo di Trento, collocato a ridosso del quartiere Bolghera.

 

Nel merito risponde e scende in pista Cristiano Mosca della Federciclismo, tra i principali promotori del bike park: "La strada intrapresa è giusta - dice - l'unica via percorribile è quella della condivisione e della partecipazione", ma "Italia nostra - aggiunge - sa bene, che già da anni il Comune ha aperto alla mountain bike la libera circolazione nel parco di Gocciadoro, così come in altri parchi".

 

Nel mirino anche la frase, pronunciata dai responsabili di Italia nostra ("È da tener presente inoltre che anche se si destinassero alle mountain bike specifici, precisi percorsi, questi atleti sicuramente si avventurerebbero in scorciatoie o in percorsi alternativi di maggiore interesse") non è andata giù al responsabile del ciclismo in Trentino.

 

"Questo atteggiamento non è corretto - commenta Mosca - in quanto non si possono insinuare ipotetici e futuri comportamenti negativi che non avvengono neppure ora né a Gocciadoro né al Montello, nonostante la regolamentazione e la cartellonistica. I bikers sono amici della natura e la frequentano in modo giusto, ci tengono a salvaguardarla". 

 

"I progetti proposti vanno - sostiene la Fci - proprio nella direzione di una maggiore infrastrutturazione ciclistica dei due parchi, in special modo quello del Montello, e una maggiore regolamentazione, proprio per tutelare ancora di più la natura e la convivenza. Il sito di Italia nostra propone, nel resto d'Italia, eventi e itinerari legati alla bicicletta nel pieno spirito di questa associazione che con onore si batte da anni per difendere le bellezze naturali, anche pedalando". 

 

Una scelta questa di Gocciadoro e Montello che permette a molti bikers di passeggiare e allenarsi in bicicletta, dalle famiglie del weekend alle squadre giovanili nel tardo pomeriggio dei giorni feriali. Una 'fame di mountain bike' in città, soprattutto una ricerca di percorsi dove poterlo fare, tra i giovani e giovanissimi, ribadita dal grande afflusso al percorso in gimkana predisposto in Piazza Fiera durante il Festival dell’Economia dalla Federazione Ciclistica Italiana (Qui articolo). 

 

"Nel corso delle due ore di perlustrazione - spiega Mosca - abbiamo assistito dal vivo all’allenamento dei ragazzini di una squadra di bikers, senza subire nessun disagio. La convivenza sarà ovviamente tanto più agevole quanto più saranno progettate strutture adeguate per evitare i pericoli, tanto più la regolamentazione sarà a supporto della convivenza stessa, e tanto più la convivenza sarà praticata. Praticare la convivenza aiuta a convivere meglio".

 

Le prospettive di miglioramento nel parco non mancano: "La cartellonistica è sicuramente migliorabile - evidenzia - così come la previsione di un senso di marcia obbligatorio e la predisposizione di 'zone franche', ma è importante sottolineare che finora non si sono registrati problemi di convivenza tra tutti gli avventori del parco. Famiglie, pedoni, pensionati e bikers convivono tranquillamente nel parco".

 

La Federciclismo mette in luce anche un miglioramento della vivibilità del parco: "Gli unici 'clienti problematici' di Gocciadoro sono purtroppo i pochi consumatori di droga e alcol, che prediligono ovviamente la frequentazione esclusiva degli spazi. Solo il paziente lavoro della polizia locale ha permesso di contenere il problema. Se una maggiore 'frequentazione pulita' da parte di gruppi di giovani bikers nel corso di avviamento alla mountain bike e all'educazione montana possono infastidire queste persone, allora mi sembra che non parliamo di un problema, ma di una soluzione".

 

Un'ultima riflessione riguarda quanto avviene fuori dai confini nazionali e provinciali: "Le isole territoriali - spiega il referente della Fci trentina - diminuiscono la possibilità di aggregazione sociale. Dispiace dover richiamare sempre ciò che avviene all’estero, ma quello che più dispiace è che ormai ci sono molti esempi anche in città italiane dove pedoni e bici convivono nei parchi, oggetto di lavori di infrastrutturazione e regolamentazione finalizzata all’ottimo risultato".

 

Ma anche appena fuori dall'area dell'amministrazione comunale: "Questo atteggiamento di esclusività - conclude Mosca - sta isolando anche il Bondone, mentre le altre località simili, come Paganella, LavaroneVal di Sole, procedono spediti e con successo verso le mountain bike, nel pieno rispetto del rapporto uomo-natura. L’espansione sportiva e turistica della mountain bike, che in molti casi salva l’economia del Trentino, è fondamentale per il Pil provinciale".

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