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Retornaz, Mosaner, Ferrazza e Pilzer scrivono la storia del curling azzurro, prima qualificazione dell'Italia a trazione cembrana alle Olimpiadi

Curling. La nazionale maschile ha sconfitto la Danimarca al fotofinish nella finale del round di qualificazione in Repubblica Ceca. I trentini: "Un sogno. Adesso dobbiamo far valere la nostra forza"

Di Luca Andreazza e Nereo Pederzolli - 11 dicembre 2017 - 19:49

PLZEN (Repubblica Ceca. C'è anche un bel po' di Val di Cembra alle Olimpiadi invernali del prossimo anno a Pyeongchang in Corea del Sud. Per la prima volta nella storia da quando è nel programma olimpico di Nagano 1998, l'Italia del curling ha strappato il pass per la rassegna a cinque cerchi. L'ultima partecipazione risale a Torino 2006, quando gli azzurri hanno preso parte alla kermesse in qualità di paese ospitante.

 

La nazionale maschile a forte trazione cembrana composta da Joel Retornaz, Amos Mosaner, Simone Gonin, Daniele Ferrazza e Andrea Pilzer agli ordini del tecnico Soren Gran si è imposta al fotofinish contro la Danimarca per 6-5 nella gara di playoff del torneo di qualificazione a Plzen in Republica Ceca. 

 

L'Italia, dopo un round robin di quattro vittorie e tre sconfitte per un secondo posto finale, si sono trovati al cospetto dei danesi che, forti un un bilancio di sei-uno e il primo posto nel proprio girone, partivano con i favori del pronostico.

 

Ma la fame di scrivere la storia ha sconfitto esperienza e bravura per una vittoria arrivata al termine di una gara tecnica e tesa. Domenica 10 dicembre Danimarca e Italia si marcano stretti e l'equilibrio si spezza arriva all'extra-end, quando Mosaner piazza una stone da far saltare il banco, doppia 'sbocciata' e qualificazione azzurra alle Olimpiadi.

 

Trazione cembrana, si diceva. Perché se il curling italiano ora diventa protagonista dei giochi olimpici il merito è dei pionieri di questa insolita disciplina. Pionieri tutti legati a Cembra. Prima con un campo ghiacciato allestito in un tendone, tra la curiosità dei (pochi) appassionati e lo stupore di vedere i giovanissimi giocatori destreggiarsi con ‘bocce’ forse più pesanti della loro stazza corporee.

 

Caparbietà sportiva e dedizione a questo sport ‘freddo’ che ha scaldato le ambizioni locali e consentito la realizzazione del moderno stadio per il curling, alla periferia di Cembra.

 

La squadra olimpionica parla trentino, cembrano in primis. In quanto quattro dei cinque componenti hanno  imparato proprio sulla pista incastonata tra il porfido.

 

Orgoglioso Andrea Pilzer, giovane di Faver laureato in ingegneria delle comunicazioni, che ha imparato il gioco quando ancora frequentava le scuole medie, accompagnato da suo padre, Bruno, un mastro distillatore tra i più autorevoli d’Italia.

 

"Per noi è la realizzazione di un sogno. Incredibile, ma certo non impossibile – ci dice appena rientrato a casa, dopo una ventina di ore d’automobile nel trasferimento dalla Repubblica Ceca -. Adesso dobbiamo far valere la nostra forza". Crederci. Per rilanciare il sogno. Olimpico. Intanto un'impresa è già stata scritta.

 

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