Riposizionato a oltre 3300 metri di quota il bivacco Meneghello (FOTO e VIDEO): era crollato nel 2023 a causa del cedimento dello sperone roccioso su cui poggiava da oltre settant'anni

La struttura, realizzata adattando un bivacco preesistente, sorge sul Colle degli Orsi, nel settore lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio e funge da punto di appoggio per alpinisti e ricercatori che operano in alta quota. Al progetto hanno collaborato il Parco, le sezioni di Vicenza e Valfurva del Club Alpino Italiano e l'azienda Levissima che, da anni, sostiene un programma di ricerca e monitoraggio scientifico dedicato all’evoluzione dei ghiacciai lombardi in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
È stato completato il riposizionamento del bivacco Francesco Meneghello: la struttura d’alta quota è situata nel settore lombardo del Parco Nazionale dello Stelvio, sul Colle degli Orsi, tra la Punta Cadini (3.524 metri) e il Monte San Matteo (3.678 metri) e sostituisce il bivacco precedente, crollato nel 2023 a causa del cedimento dello sperone roccioso su cui poggiava da oltre settant'anni.
Il progetto che intende offrire una seconda vita al bivacco Meneghello è il frutto della collaborazione tra il Parco — che ha fornito un contributo determinante — le sezioni del Club Alpino Italiano di Vicenza e Valfurva e l'azienda Levissima.
L'obiettivo è "ridare vita a un luogo simbolico per l’alpinismo e la ricerca scientifica", spiegano i promotori. Il bivacco, costruito in acciaio inox coibentato e con una capacità di nove posti letto, è infatti accessibile a tutti, ma nasce come punto di appoggio per alpinisti e ricercatori che operano in alta quota, in grado di fruire in modo consapevole di questi ambienti, caratterizzati da condizioni estreme e di difficile accessibilità. La piccola struttura appresenta così un approdo sicuro e funzionale che si affaccia su uno dei luoghi più significativi per lo studio dei ghiacciai e per l’osservazione ambientale, all’interno del percorso alpinistico delle Tredici Cime.

Il bivacco originario fu costruito nel 1952 dal Cai di Vicenza: la struttura in legno era stata ricavata dai ruderi militari della Grande Guerra. Venne intitolato all'alpinista e capitano Francesco Meneghello, caduto durante la spedizione in Russia e insignito della medaglia d'oro. Il 24 settembre 2022, un'ordinanza del Comune di Valfurva dispose la chiusura del bivacco, dichiarato inagibile e a rischio crollo. A fine luglio 2023 la struttura collassò, distrutta dal cedimento delle rocce sottostanti. A causare il crollo, contribuì la fusione del ghiacciaio che sosteneva la roccia: un evento che evidenzia l'impatto dei cambiamenti climatici sulla stabilità delle infrastrutture in alta quota.
Adesso, il nuovo Bivacco Meneghello, collocato a oltre 3.300 metri di quota, sostituisce la precedente struttura.
"Grazie al lavoro degli operai del Parco Nazionale dello Stelvio e al coordinamento della guida alpina Marco Confortola, è stato possibile recuperare e adattare un bivacco preesistente, già utilizzato da Arpa Lombardia (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) nel comune di Livigno come stazione di monitoraggio scientifico. La struttura è stata ripristinata e poi trasportata ed installata sul Colle degli Orsi, dove ora rappresenta un presidio sicuro, stabile, resistente e adatto ad attività di ricerca, osservazione in quota e attività alpinistiche" informano congiuntamente il Parco e Levissima.

Il progetto ha previsto un intervento di bonifica del territorio. Sono stati infatti rimossi materiali e strutture non più utilizzati provenienti da due siti distinti: da un lato la Vallaccia, dove si trovava il bivacco Pedranzini ormai in disuso, diventato il "nuovo" Meneghello, e dall’altro l’area dove era crollato l’originario Bivacco Meneghello, da cui sono stati recuperati gli elementi residui della vecchia costruzione. L'azione ha permesso di ripristinare e preservare l’ambiente circostante e il ghiacciaio, rendendo l'area più sicura.
Dal nuovo bivacco - rivestito nei colori verde, bianco e arancio, che garantiscono alta visibilità anche in condizioni estreme - si apre una vista privilegiata sul Ghiacciaio dei Forni, uno dei più estesi e studiati delle Alpi italiane. "È proprio in quest’area che Levissima, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, sostiene da anni un programma di ricerca e monitoraggio scientifico dedicato all’evoluzione dei ghiacciai lombardi. Attraverso questa collaborazione, il brand contribuisce alla raccolta e all’analisi dei dati sullo stato di salute dei ghiacci, confermando il proprio impegno nel promuovere la conoscenza scientifica e la valorizzazione del territorio alpino da cui nasce la sua acqua", informa l'azienda, il cui logo campeggia sulle pareti del nuovo bivacco. "Con questo progetto vogliamo rafforzare il nostro legame con la montagna e con le comunità che la vivono ogni giorno", ha dichiarato Chiara Croci, Senior Brand Manager di Levissima.

Come sottolinea Franco Claretti, direttore del Parco Nazionale dello Stelvio, il bivacco "è al tempo stesso un punto di riferimento per la ricerca scientifica e un rifugio sicuro per gli alpinisti, un luogo dove si incontrano scienza e passione per la montagna. Il bivacco rappresenta pienamente la missione del Parco: coniugare la tutela e la conoscenza della natura con una presenza umana rispettosa e consapevole. Il recupero e il riposizionamento del bivacco dimostrano come la cura del territorio possa diventare un impegno concreto per la ricerca, la tutela e la sicurezza in montagna", conclude il direttore del Parco.













