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Alpinismo | 26 gennaio 2026 | 18:00

Quando aveva 12 anni restò chiuso fuori dall'appartamento, così scalò l'edificio fino al settimo piano. Alain Robert, lo Spider-man francese in stivali da cowboy e giacca di pelle

A vent'anni un incidente gli provocò epilessia e lo rese disabile al 60%; sei mesi dopo era di nuovo in parete. Prima di Alex Honnold, tra i grattacieli più alti del mondo girava "l'unico vero uomo-ragno". Dai settimi e ottavi gradi in free solo nelle pareti del Verdon, agli edifici più iconici: oltre cento edifici in trent'anni di attività, dalla Torre Eiffel all'Empire State Building

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Nei giorni scorsi l’impresa di Alex Honnold sul grattacielo Taipei 101, a Taiwan, si è presa gli onori della cronaca. Il quarantenne arrampicatore californiano, già noto per la scalata del 2017 su El Capitan (raccontata nel documentario premio Oscar Free Solo), è tornato a polarizzare le opinioni del grande pubblico: chi condanna l’impresa come una bravata senza senso e pericolosa a livello comunicativo; e chi invece, come il pubblico lì presente, si prodiga di ovazioni in omaggio al gesto tecnico dell’atleta.

 

Il Taipei ​101, alto 508 metri, è una delle principali attrazioni turistiche della città nello stato di Taiwan, considerato il grattacielo più alto del mondo dal 2004 al 2010. Honnold, il 25 gennaio 2026, lo ha scalato a mani nude nel giro di un’ora e mezza, senza corde né altre forme di assicurazione, con il solo ausilio di un paio di scarpette da arrampicata e un sacchetto porta-magnesio.

 

Sotto ad uno dei numerosi video diffusi da Netflix, che mandava l’impresa in mondovisione, qualcuno commenta: "Sarebbe stato molto più figo se avesse indossato un vestito da Spider-Man. Così per dire". È presto detto: in risposta al commento, una serie di utenti grida al nome dell’"unico vero uomo-ragno", il climber francese Alain Robert.

 

Il suo nome è meno noto al grande pubblico e appartiene ad un'altra generazione, ma non manca di una certa visibilità. Robert per anni è stato il simbolo dell’arrampicata urbana su edifici: celebri le foto in cui, per onorare il suo soprannome, scalava palazzi con addosso un costume da Spider-man (e anche quelle in cui se ne andava in manette, accompagnato dalla polizia).

 

Lui stesso, il Taipei 101, l’aveva scalato a Natale del 2004, a pochi giorni dall'inaugurazione di quello che era appena diventato il grattacielo più alto del mondo. A differenza di Honnold, però, Alain Robert l’aveva scalato con l’assicurazione di una corda.

 

Invitato dalla CNN a commentare l’impresa di Honnold, lo "spiderman francese" così si rivolgeva al collega al termine della scalata:

"Bel lavoro Alex! So cosa hai provato, perché l'ho provato anch'io molte volte. (Quando ho scalato il Taipei 101 nel 2004), c'era un vento fortissimo... pioveva davvero forte. Per me è stata una sensazione incredibile: anche se non rischiavo la vita perché avevo una corda, le condizioni meteo erano pessime e ci ho messo quattro ore".

 

A sentirlo così, quasi ci si dimentica che è arrivato a scalare vie di grado 7c in free solo sul Verdon, eppure Robert merita senz’altro d’essere considerato una delle figure più emblematiche e talentuose della disciplina, apripista per le imprese di future generazioni come quella di Honnold. Allora viene da chiedersi: come ha fatto un giovane francese a diventare "l’uomo-ragno"?

 

Nome d’arte di Robert Alain Philippe, Alain Robert nasce a Digoin in Francia, il 7 agosto 1962. Nel suo caso non c’è stato alcun morso di aracnide, ma una comune dimenticanza: un giorno, quando aveva 12 anni, dimenticò le chiavi dell'appartamento dei suoi genitori, al settimo piano, e rimase chiuso fuori. La soluzione si presentò rapida: scalare la facciata dell'edificio ed entrare dalla finestra. Fu l’inizio di un mito.

 

"La paura non era scomparsa, ma aveva smesso di comandare", dirà più avanti. Da quel giorno si dedicò all’arrampicata sportiva, che negli anni Ottanta lo porta a diventare uno dei migliori free solo climber su roccia in Europa. Affezionato alle pareti di casa, alcune delle sue vie più celebri avranno come palcoscenico le profonde gole del Verdon, una delle prime "mecche" dell’arrampicata sportiva. Sarà lì che, nel 1996, porterà a termine Pol Pot, una via di grado 7c+ lunga 250 metri, completamente in free solo, senza nessuna assicurazione. "Un’esperienza che puoi fare una sola volta nella vita".

 

Uno stile di vita, quello di Alain, che certo non ha mancato di presentare il conto. Nel 1982 fu vittima di due incidenti, in entrambe le occasioni cadde da un'altezza di circa quindici metri, causandosi fratture multiple in tutto il corpo e al cranio. Tali incidenti lo resero affetto da epilessia e disabile al 60%. Questo trauma rese ancora più incredibile quel che ne è stato dopo, e già basterebbe a meritagli il suo soprannome. Nonostante il parere contrario dei medici, infatti, dopo sei mesi dagli incidenti riprese a scalare.

 

A proposito della scalata su Pol Pot, molti anni dopo, Robert scriveva: "È ciò che considererò per sempre la mia eredità. In quel giorno di venticinque anni fa, ho raggiunto il mio limite fisico e mentale. Sfortunatamente, tutte queste imprese su roccia appartengono ora al passato e sono adombrate dagli edifici che appaiono molto più impressionanti pur essendo molto più facili".

 

Sono anni in cui, nonostante il suo talento, vivere di arrampicata non era affatto comune, e trovare degli sponsor per vivere della propria passione, soprattutto per pratiche come il free solo, era tutt’altro che facile. Pare sia stato un giornalista ad avvicinarlo al mondo urbano, commissionandogli una foto che fosse capace di svecchiare l’idea di arrampicata come uno stile di vita lontano dal centro città ed asociale. Da qui, l’idea dell’urban climbing.

 

Così, dai primi anni Novanta, all’arrampicata su roccia si affianca quella su edifici. Da allora è una serie lunghissima dei grattacieli e delle costruzioni più alte ed iconiche del mondo: il teatro dell’Opera di Sidney, la Torre Eiffel, l’Empire State Building. Ha scalato oltre cento edifici, l’ultimo è stato nel 2024, quando ha salito i 190 metri de La Défense a Parigi.

 

In tutti questi anni, la maggior parte delle imprese le ha portate a termine senza alcun equipaggiamento di sicurezza: qualche volta, addirittura, alle scarpe da arrampicata preferiva stivali da cowboy e giacca in pelle. Molto spesso le imprese cui si accingeva erano illegali: si presentava ai piedi degli edifici all’alba e iniziava le scalate di nascosto, attirando poi l’attenzione dei passanti e delle forze dell’ordine, che aspettavano terminasse per poterlo arrestare.

 

Pur sfruttando il suo talento talvolta come forme di protesta o di sostegno a cause sociali, come lo sciopero dei lavoratori o la riforma sulle pensioni, egli non ha mai nascosto anche il lato remunerativo del suo urban climbing. Nel maggio del 2003, per esempio, venne pagato circa 18mila dollari per scalare i 95 metri del Lloyd's Building di Londra come pubblicità per un nuovo film in uscita nei canali televisivi britannici. Quale? Spider-Man naturalmente.

 

A proposito delle accuse di contraddizione che qualcuno nel tempo gli ha rivolto, in un’intervista a Montagna Tv del 16 marzo, Robert non si nascondeva. "Arrampicare sui palazzi porta guadagni, certo. Non sono più un ragazzino, ho deciso di seguire questa nuova via e in ogni caso si tratta di arrampicate complesse che mi avvicinano alla gente ed è bello poter condividere queste esperienze con loro. Per sopravvivere come climber necessiti di sponsor e media e quindi devi per forza adattarti. Ora sono cresciuto e ho altre priorità e i soldi, tocca ammetterlo, sono indispensabili".

 

Il free solo, su roccia o sulle pareti dei grattacieli, è un’attività controversa e polarizzante. Ciascuno però, fino a che non lede la libertà altrui, ha il diritto di fare ciò che vuole della propria. A noi che oggi lo guardiamo in diretta, allora, la libertà di avere un nostro pensiero critico a riguardo.

 

"So che la maggior parte delle persone non capisce perché ogni giorno io faccio free solo… perché questo è il mio percorso di vita".

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