Contenuto sponsorizzato
Ambiente | 14 dicembre 2025 | 16:15

"Aiutateci a proteggere il fagiano di monte", stando lontano dalle "tane nella neve". Nei cunicoli "si assicura la sopravvivenza fino alla primavera. Ma solo se non viene disturbato"

In inverno, il fagiano di monte - o gallo forcello - trova riparo sotto la coltre nevosa. "In questo modo, consuma meno energie e si assicura la sopravvivenza fino alla primavera. Ma se viene disturbato, per esempio, dal passaggio di uno scialpinista, vola via dalla tana sprecando energie e accumulando stress. Le energie perse e il freddo lo indeboliscono, rendendolo una facile preda. Lo stress eccessivo, inoltre, causa perdita di penne e piume… Un pessimo affare quando fuori si gela", fanno notare le Aree Protette Alpi Marittime, che in via sperimentale hanno posizionato alcuni cartelli per segnalare le aree di rifugio e sensibilizzare chi frequenta quelle zone 

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Festival AltraMontagna

Mentre frequentiamo le montagne in inverno, spesso ignoriamo che sotto i nostri piedi, nei ripari scelti dalla fauna selvatica, si svolgono lotte per la sopravvivenza poco visibili eppure decisive, come quella del fagiano di monte (Lyrurus tetrix), noto anche come gallo forcello.

 

I guardiaparco delle Aree Protette Alpi Marittime (Apam) hanno intrapreso un'azione concreta per bilanciare la forte presenza di appassionati di sport invernali con la necessità di conservazione di questa specie, segnalando con appositi cartelli "le aree di rifugio del fagiano di monte", e dandone notizia per sensibilizzare chi frequenta le terre alte in questo periodo dell’anno.


Guardiaparco posizionano il cartello che segnala la presenza della specie - Archivio Apam

"Il fagiano di monte - o gallo forcello - è un uccello appartenente alla famiglia dei tetraonidi presente sia nel Parco delle Alpi Marittime che nel Parco del Marguareis, dove trova uno degli areali più meridionali della sua diffusione", spiegano dall'area protetta, sottolineando la preziosità e la vulnerabilità in questi territori.

 

Il gallo forcello ha sviluppato particolari "adattamenti al clima freddo" per superare la stagione più rigida, e uno dei più curiosi è la sua capacità di costruire delle vere e proprie "tane nella neve". Durante i mesi invernali, infatti, questi uccelli scavano nella coltre nevosa dei cunicoli nei quali trascorre le notti gelide, trovando un rifugio termico ideale. "All’interno di questi giacigli la temperatura si aggira sempre intorno allo zero, anche quando all’esterno scende oltre i 20° sotto zero - racconta Apam -. In questo modo, il fagiano di monte consuma meno energie e si assicura la sopravvivenza fino alla primavera. Ma solo se non viene disturbato".

 

È proprio qui che l'interazione con l'uomo diventa un fattore potenzialmente critico, una minaccia alla sopravvivenza della specie in un ambiente già ostile. Se l'animale viene disturbato "per esempio, dal passaggio di uno scialpinista, l’animale vola via dalla sua tana di neve sprecando moltissime energie e accumulando stress. Le energie perse nella fuga e il freddo lo indeboliscono, rendendolo facile preda per i carnivori e per i parassiti. Lo stress eccessivo, inoltre, causa perdita di penne e piume… Un pessimo affare quando fuori si gela!", fanno notare dall'area protetta.

 

Per garantire la conservazione della specie in quelle aree in cui si registra un afflusso significativo di appassionati degli sport invernali, i guardiaparco delle Aree Protette Alpi Marittime hanno posizionato alcuni cartelli triangolari, di colore giallo brillante, per segnalare le aree di rifugio del fagiano di monte. 

 

Questi segnali sono stati posizionati in via sperimentale in zone sensibili come Palanfrè, in Valle Vermenagna, e nel Bosco delle Navette, in Valle Tanaro (Alpi Liguri), con l'intento di invitare le persone a non disturbare il riposo di questi animali, modificando se necessario il proprio itinerario.

 

"La segnaletica è un invito, purtroppo non sempre rispettato", afferma l'ente, che ormai da alcune stagioni invernali sta portando avanti attività di comunicazione e sensibilizzazione sul tema. "Purtroppo non tutti hanno compreso appieno la necessità di tutelare qualche area di rifugio per il fagiano. Se le violazioni di queste zone di rispetto dovessero continuare, i nostri Guardiaparco saranno costretti, con grande dispiacere, ad abbandonare l'approccio amichevole e a passare alla verbalizzazione (e quindi alla multa).

 

"Non vogliamo davvero arrivare a questo. Aiutateci a proteggere il fagiano": con queste parole si conclude l'accorato appello delle Aree Protette Alpi Marittime. 

 

Immagine di apertura: due esemplari maschi di fagiano di monte (F. Panuello); la nuova segnaletica Apam; un fagiano di monte vola via, spaventato da uno sciatore (G. Bernardi) - Fotografie Archivio Apam

SOSTIENICI CON
UNA DONAZIONE
Contenuto sponsorizzato
recenti
Sport
| 08 maggio | 19:00
Grande partecipazione alla Magnifica Comunità di Fiemme per l’incontro con Lisa Vittozzi e Tommaso Giacomel, [...]
Alpinismo
| 08 maggio | 18:00
"Detassis seduto sulla terrazza esterna del Brentei, con la pipa, che scruta ora verso valle, ora verso le montagne. [...]
Attualità
| 08 maggio | 14:45
Siamo nella costa est della Sardegna, nel sentiero che collega Cala Fuili a Cala Gonone. Dopo il tentativo di [...]
Contenuto sponsorizzato