Da una forra ombrosa della montagna calabrese spunta una falena mai descritta prima, testimone di una biodiversità unica, ancora da conoscere appieno

Nei boschi della Calabria è stata individuata una nuova specie di microlepidottero: una falena, che è stata chiamata Agonopterix calavrisella. La scoperta conferma come i territori dell’Italia meridionale ospitino una biodiversità unica, che stiamo solo iniziando di conoscere a fondo

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Sono circa 1 milione e 750 mila le specie viventi scoperte e descritte sul nostro pianeta, ma le stime indicano che, microorganismi esclusi, questo numero potrebbe crescere fino a 10-15 milioni. C’è tanto, insomma, ancora da scoprire, ma fa sempre una certa impressione venire a conoscenza che, in Italia e nel 2025, possano esistere specie viventi ancora sconosciute. Eppure, d’ogni tanto una notizia relativa a una nuova descrizione tassonomica arriva, come quella resa nota di recente dal CREA - Centro di ricerca Foreste e Legno.
Sulle montagne della Calabria, nel Parco naturale regionale delle Serre, un team di ricerca ha infatti scoperto una nuova specie di microlepidottero, una falena che è stata chiamata Agonopterix calavrisella, appartenente alla famiglia Depressariidae.
La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Zootaxa ed è avvenuta nell’ambito del progetto nazionale NBFC (National Biodiversity Future Center) con la collaborazione del comune di Polia (VV). La nuova specie è stata individuata nel corso di una lunga campagna di monitoraggio dei lepidotteri notturni nelle foreste della Calabria, un’area nota per l’elevato valore di biodiversità. Agonopterix calavrisella presenta caratteristiche morfologiche distintive e una divergenza genetica significativa rispetto alla specie più simile, Agonopterix liturosa.
"Questa scoperta conferma ancora una volta come i territori dell’Italia meridionale ospitino una biodiversità unica, che stiamo solo iniziando a conoscere", afferma Stefano Scalercio, il ricercatore del CREA Foreste e Legno che ha coordinato la ricerca e le attività di monitoraggio. "L’integrazione tra analisi genetiche e studio morfologico si è rivelata fondamentale per riconoscere questa specie come inedita per la scienza".
La falena è stata rinvenuta in boschi collinari e montani della Calabria centro-meridionale, in ambienti freschi e umidi con vegetazione fitta ed è risultata abbondante soprattutto nel Vallone Milo del comune di Polia (VV), un’area caratterizzata da una forra ombrosa e da boschi misti ben conservati, dove è presente anche la rara felce Woodwardia radicans, anche chiamata felce bulbifera. Si tratta di una rara felce gigante, la cui origine risale al periodo Terziario. Le sue fronde possono raggiungere la lunghezza di ben tre metri.
"Queste scoperte hanno un valore che va oltre l’interesse tassonomico", aggiunge Sara La Cava, prima autrice e co-descrittrice della specie. "Conoscere con precisione la biodiversità, infatti, è essenziale per progettare strategie efficaci di conservazione e gestione degli ecosistemi forestali".
"La scoperta dei nostri ricercatori", secondo il Presidente del CREA, Andrea Rocchi, "conferma l'incredibile biodiversità del nostro Paese e la necessità di studiarla per poterla tutelare e valorizzare, a beneficio di tutti".
Foto: CREA e CAI Catanzaro













