"Mi raccomando, non raccoglieteli: servono agli uccelli per fare il nido". Cosa ci insegnano i batuffoli di lana impigliati sul filo spinato o sui rami?

"Gli uccelli sono flessibili nella scelta dei materiali per la costruzione dei nidi, utilizzando quelli disponibili piuttosto che preferire materiali specifici difficili da reperire". Con le dovute attenzioni, in alcune circostanze attività umane e animali possono essere formidabili alleate

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Mi raccomando, non raccoglieteli: servono agli uccelli per fare il nido". Così va ripetendo un amico dei miei genitori quando, sul filo spinato oppure sui rami più bassi e secchi degli alberi accarezzati dalle greggi, rimangono impigliati batuffoli di lana.
Un paio di sere fa, mentre passeggiavo in compagnia del cane, la sua raccomandazione mi è tornata in mente. Sul filo arrugginito che delimitava un pascolo, ho infatti avuto modo di notare tanti piccoli ciuffi bianchi: da lontano pensavo si trattasse della neve scesa durante la notte, ma avvicinandomi ho potuto constatare la loro reale entità. Era lana.
Effettivamente, qualche fiocco donava brillantezza alle fibre opache, ma i ciuffi si estendevano verso il basso leggeri come la barba di un signore molto anziano.
"Chissà se l’amico dei miei genitori dice il vero", ho pensato tra me e me. Così, una volta a casa, ho scritto a Chiara Bettega, una voce preziosa per sciogliere i miei dubbi sull’avifauna.

La risposta è arrivata quella sera stessa, attraverso alcuni interessanti consigli di lettura. Su tutti, uno studio – "finalizzato a indagare come la data del primo uovo e la temperatura dell'aria influenzano la costruzione del nido delle Cinciarelle e delle Cinciallegre" – dava credito alla teoria dell’amico: in una particolare annata, infatti, i ricercatori hanno riscontrato una presenza maggiore di lana nei nidi di entrambe le specie, dovuta alla presenza di un gregge nei pressi dei nidi. Quando, l’anno seguente, si è deciso di spostare altrove le pecore, la disponibilità di lana è diminuita e gli uccelli si sono serviti dei peli di coniglio come alternativa.
"Questa osservazione", commentava lo studio, "suggerisce che gli uccelli sono flessibili nella scelta dei materiali per la costruzione dei nidi, utilizzando quelli disponibili piuttosto che preferire materiali specifici difficili da reperire".
Per tale ragione, purtroppo, negli ultimi anni non è raro scorgere, nella trama dei nidi, fibre sintetiche; elementi di plastica che, a volte, provocano disturbo all’avifauna stessa.
L’amico dei miei genitori aveva ragione: specie di uccelli come Cinciallegre o Cinciarelle possono utilizzare la lana così da offrire, sfruttando la sua proprietà termoisolante, un ricovero accogliente a uova e pulcini. Tale attitudine evidenzia un aspetto importantissimo: con le dovute attenzioni, in alcune circostanze attività umane e animali possono essere formidabili alleate.













